“Ferrovia inutile e con un impatto pesante: ritirate il progetto”

La posizione di Legambiente sulla ferrovia Gallarate-T2, che chiede quantomeno di rinviare l'opera facendo prima il necessario terzo binario Rho-Gallarate

La ferrovia T1-T2 Malpensa

Legambiente presenterà una osservazione nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale sulla nuova ferrovia Gallarate-Malpensa T2.

Una osservazione critica: «Pur con tutta la nostra simpatia per questo mezzo di trasporto che toglie auto dalle strade, dobbiamo dire “no” al collegamento T2 – Linea RFI Sempione, ora in fase di VIA, per la sua scarsissima utilità trasportistica, i costi troppo elevati ed il danno irreversibile all’ecosistema, in prossimità di Gallarate» spiega Francesco Torregiani, presidente del Cigno Verde in città.

La posizione critica di Legambiente non è del tutto nuova ed è specifica sull’opera (ad esempio: Legambiente guarda invece con favore al terzo binario Rho-Gallarate). Nelle conclusioni infatti Legambiente chiede “ritiro del progetto e la sua ripresentazione a conclusione del quadruplicamento Rho-Gallarate, per una Valutazione d’Impatto Ambientale comprensiva delle numerose richieste di Legambiente sopra presentate; in seconda istanza, la dichiarazione di compatibilità ambientale negativa“.

Nell’osservazione presentata si ricorda che “non sono presentati i dati richiesti, sia trasportistici che finanziari” e in particolare “non viene quantificata la reale domanda di mobilità”. Rispetto alla mobilità da Gallarate (che è solo un pezzo del bacino della linea) Legambiente dice che “sarebbe sufficiente contare quanti taxi si muovono dalla stazione di Gallarate verso Malpensa, (praticamente nessuno), oppure quanti e chi sono gli utenti del trasporto in pullman, sempre da Gallarate”.

Per questo, vista “l’assenza del preliminare percorso metodologico”, viene chiesta “la pubblicazione e divulgazione dell’Analisi Costi/Benefici di Beria e Bertolin, del Politecnico di Milano, fornendo un commento onesto e puntuale al Consiglio Regionale riguardo gli otto scenari descritti”: “Come ci è stato chiarito dall’Analisi del Politecnico, il collegamento ferroviario, oggi in procedura di VIA, si distingue per gli altissimi costi di realizzazione, che non sarà mai possibile recuperare, e si rivelerà in perdita anche durante la fase d’esercizio. Segnaliamo che i costi del cantiere sono esorbitanti, oltretutto mancanti dei rendiconti finanziari utili alla realizzazione di mitigazioni e compensazioni adeguate all’opera”.

In sintesi: Legambiente chiede “che la VIA dell’opera venga ritirata, rinviandone la valutazione a tempi successivi, dopo la realizzazione del potenziamento Rho-Gallarate. Solo in questo caso la futura attività trasportistica potrà essere valutata con ragionamenti meno critici”. Legambiente nota anche che la cartografia nel progetto ancora riporta tratti – come la diramazione verso Varese – che erano già stati cancellati, per i costi troppo alti. Si lamenta poi la cancellazione dell’ultimo tratto alberato della Statale del Sempione, perdita definitiva di un elemento di paesaggio storico (un tempo la strada alberata si svolgeva quasi ininterrotta dall’Arco della Pace fino al Lago Maggiore)

Non c’è poi solo l’opera: in mezzo c’è anche il cantiere. Legambiente chiede “quanto e come peggiorerà l’aria, specie durante la fase di cantiere, per effetto dei numerosi viaggi di autocarri, con trasporto di terra e materiali, sommati ai movimenti dei viaggiatori locali che utilizzano giornalmente l’asse del Sempione e la diminuita funzione ecosistemica del suolo”.

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Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

Pubblicato il 31 Agosto 2018
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