L’omaggio a Bodini è Zivilcourage

Un progetto articolato su tre sedi ricorda il ventennale dall’inaugurazione del Monumento dell’artista ad Hannover

Arte - Mostre

Una grande mostra diffusa su tre sedi tra Varese, Gemonio e Milano rende omaggio all’arte di Floriano Bodini a cura di Fabrizia Buzio Negri.

L’evento espositivo si articola con più di ottanta opere esposte in tre sedi tra loro idealmente coordinate : “Dal Realismo Esistenziale alla Nuova Figurazione. Gli Anni Cinquanta/Sessanta” presso i Musei Civici di Varese Castello di Masnago di Varese dal 6 ottobre 2018 al 12 gennaio 2019. Inaugurazione sabato 6 ottobre 2018 ore 16.30.

“Zivilcourage” presso il Museo Civico Floriano Bodini Gemonio dal 13 ottobre 2018 al 12 gennaio 2019, inaugurazione sabato 13 ottobre 2018 – ore 16.30 e “I Sette di Gottinga nella contemporaneità – Floriano Bodini maestro di Libertà” presso Palazzo Pirelli Spazio Eventi di Milano.

Lo splendido bozzetto in bronzo di Bodini “I Sette di Gottinga”, al Castello di Masnago, è il fulcro del grande evento d’arte “diffuso”dell’evento che scaturisce dalla celebrazione del ventennale dall’inaugurazione (1998) del Monumento di Floriano Bodini “I Sette di Gottinga” per la piazza del Parlamento di Hannover.

L’evento d’arte nasce da un progetto di Fabrizia Buzio Negri, che curò nel 1997 la mostra storica per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate “Guerreschi e il Realismo Esistenziale” e che scrisse nel 1998 la presentazione critica nella monografia “Zivilcourage” dedicata al monumento di Hannover per l’inaugurazione avvenuta il 20 marzo 1998.

L’antefatto. Nel 1837 sette docenti dell’antica Università di Gottinga attuarono una ferma protesta contro la violazione della Costituzione da parte del re Ernst August. La ribellione all’autorità regale costò a tutti la revoca dell’incarico d’insegnamento e tre professori dovettero lasciare il Regno di Hannover. Ma non fu vano il loro esilio. Per il grave scandalo che seguì l’atto dispotico del sovrano, nel 1848 l’Assemblea di Francoforte venne convocata al fine di scrivere una nuova Costituzione e uno dei “Sette”, il professor Dahlmann, vi svolse un ruolo di rilievo.

Floriano Bodini, allora vincitore su 26 progetti internazionali, ricostruisce la vicenda in un raccontare sublimato tra dramma storico e dramma del singolo, individualmente vissuti nella condizione di uomo e, nel contempo, prestati alla grande teatralizzazione della Storia.

LE MOSTRE

“Dal Realismo Esistenziale alla Nuova Figurazione. Gli Anni Cinquanta/Sessanta” a Varese – Castello di Masnago

Negli Anni Cinquanta la vicenda giovanile di Floriano Bodini all’Accademia di Brera si intreccia in amicizia e condivisione con gli artisti del Realismo Esistenziale, così denominato da Marco Valsecchi (1956) alla loro prima mostra. Guerreschi, Banchieri, Romagnoni, Vaglieri, Ceretti, Ferroni sono i pittori che con Bodini, l’unico scultore, danno vita al movimento profondamente influenzato dal ricordo della violenza e della sofferenze della guerra. Nel Secondo Dopoguerra, il loro sguardo artistico si avvicina all’Esistenzialismo, ben lontano dal Realismo Sociale di marca guttusiana, in una visione dei disagi di una difficile quotidianità, fuori da contenuti ideologici e dalle lotte di classe, bensì con ideali sociali e di intensa introspezione.

Timbri crudi e tematiche esacerbate: sono principalmente periferie, interni di desolazione, atmosfere di privazioni, personaggi segnati da sensi di sconfitta. Negli anni Sessanta dal Realismo Esistenziale nasce una lunga deriva d’impegno nella realtà, con gli artisti della “Nuova Figurazione” in Lombardia, in Emilia e Romagna, in Toscana, a Roma, a Napoli.

Sono Rodolfo Aricò, Giorgio Bellandi, Adolfo Borgognoni, Giovanni Cappelli, Giancarlo Cazzaniga, Leonardo Cremonini, Franco Francese, Giuseppe Giannini, Giansisto Gasparini, Sandro Luporini, Giuseppe Martinelli, Ennio Morlotti, Pietro e Dimitri Plescan, Antonio Recalcati, Liberio Reggiani, Giulio Scapaticci, Paolo Schiavocampo, Renzo Vespignani, Giuseppe Zigaina. E altri ancora.

Scrive nel testo critico il curatore Fabrizia Buzio Negri: “La figura torna a essere codice di linguaggio per meglio comunicare un cruciale profondo bisogno di introspezione. Questa urgenza di andare verso nuovi contenuti interiori chiarifica una rinnovata coscienza di libertà interpretativa, molto eterogenea, che talora sfiora l’astratto, la non-forma, il Pop”.

“Zivilcourage” a Gemonio – Museo Bodini

E’ l’ “iter” creativo di Bodini per il grandioso Monumento di Hannover nella mostra al Museo di Gemonio, con i gessi e i bronzi dei personaggi, le medaglie, gli studi preparatori, le fotografie work-in-progress (dall’Archivio Bodini) a documentare il lungo lavoro alla Fonderia Battaglia di Milano e nell’atelier dell’artista. Vi sono presentate inoltre opere di artisti “amici” di Bodini, perché vicini al sentimento ispirativo dei Sette di Gottinga. Sono Giuliano Vangi, Augusto Perez, Alberto Sughi, Renato Galbusera, Maria Jannelli, Piero Leddi, Peter Ackermann, Alberto Montrasio, Ariel Auslender, Joachim Schmettau.

Mostra a Milano, Palazzo Pirelli

15 giovani artisti delle Accademie di Brera e dell’Albertina di Torino, nelle diversificate tecniche e interpretazioni, parlano di libertà di espressione in termini di modernità e contemporaneità, con il loro professore Renato Galbusera, tra i primi allievi di Bodini. Il cerchio sembra così chiudersi tra storia, presente e futuro. Sempre e comunque “Floriano Bodini, Maestro di Libertà”.

Libertà di pensiero e Coraggio Civile in momenti storici dove l’arte e gli artisti risultano interpreti di un sofferto dibattito esistenziale e sociologico, al quale si ricollega il nostro presente.

ZIVILCOURAGE
Dal Realismo Esistenziale alla Nuova Figurazione
Gli Anni Cinquanta/Sessanta
a cura di Fabrizia Buzio Negri
in collaborazione con Sara Bodini, Renato Galbusera,
Museo Civico Floriano Bodini/Gemonio, Musei Civici di Varese/Castello di Masnago, Amici del Museo Bodini, Palazzo Pirelli di Milano
con il sostegno della FONDAZIONE COMUNITARIA DEL VARESOTTO e di UNIPOL

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Pubblicato il 06 settembre 2018
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