Il Consiglio comunale dice sì a Cecchi

Si è conclusa con una fiducia netta in consiglio, e tanti attestati di stima nei confronti dell'assessore alla cultura la "tempesta” causata dalla lunga assenza dell'assessore alle giunte della città e agli eventi

Roberto Cecchi torna in consiglio comunale

Si è conclusa con una fiducia netta, e tanti attestati di stima nei confronti dell’assessore alla cultura di Varese Roberto Cecchi, la “tempesta” causata dalla lunga assenza dell’assessore alle giunte della città e agli eventi.

La mozione di sfiducia presentata dalla Lega in consiglio comunale, e in particolare dal consigliere Fabio Binelli che ne era primo firmatario, nei confronti di Roberto Cecchi, è stata respinta con 23 voti contrari, 7 favorevoli e un astenuto: il che significa che il sostegno all’assessore alla cultura è andato al di là della pura maggioranza in consiglio comunale.

Un assessore che, dopo mesi di assenza dalla vita comunale, non si però è sottratto al momento della “battaglia finale” e si è regolarmente presentato in Consiglio, intervenendo quando è stato coinvolto. In una seduta che ha visto una presenza record di partecipanti: c’era infatti anche Roberto Maroni, che mancava in salone Estense da un po’.

UNA VOTAZIONE SIMBOLICA

In realtà, qualunque fosse stato l’esito della votazione, questo non avrebbe comportato la revoca della carica: «Anche nell’ipotesi in cui dovesse essere accolta, la mozione non avrebbe alcun effetto: perchè la nomina e la revoca dei componenti della giunta spetta solamente al sindaco, a prescindere da qualsiasi mozione» ha ricordato Davide Galimberti nel suo intervento. Norma ribadita dal segretario generale Francesco Tramontana quando i consiglieri hanno chiesto ragguagli.

MILLE LODI PER L’ASSESSORE

Ma non c’è stata alcuna necessità di ribadire quella regola: perchè la maggioranza alla fine è stata piena in votazione (hanno votato contro solo Lega e Forza Italia, e si è astenuto solo il consigliere Infortuna), ed è stata ribadita anche a voce durante il dibattito.

Un sostegno che non è arrivato solo dai componenti della maggioranza, in primis il sindaco: «Io non devo difendere Cecchi, che non ha bisogno di essere difeso  – ha affermato Galimberti -Piuttosto gli devo un plauso per tutto quello che ha fatto finora: il primo piano strategico per la cultura, il fatto che insieme a tutti gli assessorati lo scorso anno si sia dato vita a un festival con queste caratteristiche. Il fatto che ha avviato un processo importante per portare a questa città delle mostre di livello, e ha fatto arrivare iniziative e bandi per l’Isolino Virginia. Per non parlare poi l’aver messo sul piatto il tema del castello di belforte. il fatto che si sia portato avanti un progetto su quella struttura, mostra l’attaccamento per i beni pubblici di questa città».

Tra i consiglieri, per il PD si sono espressi Alessandro Pepe e Francesco Spatola, per la Lista Galimberti Agostino De Troia, per progetto concittadino Enzo LaForgia, che è anche presidente della commissione cultura e ha ricordato come «Cecchi è stato l’assessore piu esaminato dalla commissione: non c’è stata iniziativa dove non sia stato chiamato a fare la precisazione puntuale. Nell’ultima commissione su Nature Urbane aveva portato addirittura un dossier, che non lasciava nulla di occulto» e ha commentato anche: «Di sicuro un merito l’assessore Cecchi ce l’ha: non si è mai discusso cosi tanto di progetti culturali in città. Di più: da quando c’è l’assessore Cecchi, in città c’è la più alta densità di assessori alla cultura in pectore per centimetro quadrato».

ORRIGONI: “SE SIAMO TUTTI D’ACCORDO CHE E’ UNA PERSONA DI VALORE, LASCIAMOLO LAVORARE”

Le parole di stima per Cecchi, però, sono arrivate anche dalla minoranza: e se è curioso che un rappresentante della Lega firmataria della mozione di sfiducia come Marco Pinti abbia avuto per l’assessore parole di stima («di Cecchi si può dire tutto tranne che non sia dotato di senso dell’umorismo e che non sia una persona corretta»), l’intervento che ha colpito di più è stato quello di Paolo Orrigoni, il candidato sindaco che al ballottaggio è stato battuto, dopo una battaglia serrata, proprio da Galimberti.

Orrigoni, dopo tanti interventi che hanno tirato in ballo, nella discussione sulla fiducia all’assessore “assenteista”, il festival Nature Urbane – primo fra tutti il discorso del sindaco Galimberti contro la mozione, un lunghissimo intervento di quasi 15 minuti incentrato soprattutto sulla difesa del Festival come più importante “prodotto” della sua attività – innanzitutto ha chiarito le cose dicendo: «Noi non siamo favorevoli a una mozione che voglia sfiduciare Cecchi», ma ha riportato la discussione al cuore della questione: il giudizio sull’operato dell’assessore. «Quello che mi è piaciuto meno è l’intervento del sindaco che ha detto “non devo difendere io Cecchi”: e invece di quello bisogna parlare, lo difendo io. Fino ad adesso abbiamo parlato di tutto ma non del problema, e io invece lo voglio affrontare: non possiamo dire tutti che l’assessore è valido, che è importante per la giunta e tanto altro e poi scoprire che voleva andare via, che ha un evidente disagio. E se vogliamo tutti evitare che se ne vada, dobbiamo fare ciò che è necessario: cioè consentirgli di fare l’assessore alla cultura, lui e solo lui. E devo dire grazie alla mozione di Binelli, perchè è proprio grazie a lei che ne stiamo discutendo adesso: il merito che dobbiamo dare alla Lega è di avere sollevato un problema, che c’era e che probabilmente, senza questa mozione, sarebbe rimasto ancora sospeso».

Nelle parole della minoranza, la stima per l’assessore è di carattere  puramente personale. Abbondano infatti i “distinguo” tra assessore e sindaco: «Non c’è niente da fare: il signor sindaco ogni volta che deve rispondere al consigliere Binelli viene colpito da una sorta di incontinenza verbale – ha commentato per esempio il consigliere Rinaldo Ballerio a proposito della lunga “requisitoria” di Galimberti – Sull’assessore confermo i giudizi lusinghieri. Su Nature Urbane non mi esprimo, ma confermo che si è provato a fare qualcosa di ardito, e il solo averci provato è già un grande risultato».

CECCHI: “NON SON STATO IN FERIE, QUESTA CITTA’ MERITA TANTISSIMO, MA NON E’ GIUSTO LIQUIDARE GRANDI OPPORTUNITA’ PER MERO TATTICISMO”

Alla fine Cecchi ha parlato, più che altro per chiarire qualcosa che gli premeva molto: «Forse ho bisogno di mettere nero su bianco molto di piu di quello che non abbia chiarito finora – ha esordito – Per essere chiaro, io non ero in ferie. E chi è stato attento ha notato la differenza tra la mia presenza estiva dell’anno scorso e la mia assenza di quest’anno. La mia è stata una scelta. Ringrazio per gli interventi che ho ascoltato, e il fatto di avermi dato credito. Per questo voglio fare la chiarezza necessaria, e dare un contributo critico. Questa città merita tantissimo e non può perdere occasioni, come ne abbiamo già perse all’inizio, che ci avrebbero fatti diventare una città riferimento a livello internazionale. Quello che dobbiamo fare è pensare ai progetti per lo sviluppo della città, non liquidando le opportunità per mere argomentazioni momentanee e di tattica politica»

ZANZI RIBADISCE LA LEALTA’ VERSO LA GIUNTA, E PER LA LEGA DIVENTA UN “CAPORALE”

Dopo Cecchi, ha parlato anche il vicesindaco Zanzi. Ma non ci sono state le scintille che ci si aspettava da due membri di giunta che, ormai è chiaro, non si stanno affatto simpatici: «Io rappresento un movimento civico sorto da anni, non un movimento elettorale. Una forza civica come la nostra è importante anche e soprattutto per il legame fortissimo che ha con il territorio. Ma siamo una componente leale, e collaborativa. Io ho votato no in Giunta a un progetto specifico che, tra l’altro, non era Nature Urbane ma il suo prequel, nature urbane pop up»

Ma Zanzi non ha nessuna intenzione di provocare delle spaccature per antipatie personali e ribadisce che la cosa giusta per questa giunta è votare compattamente per il no alla mozione. Anche perchè: «Io ho visto un vicesindaco Baroni buttato via per motivi partitici, nelle passate amministrazioni, noi non siamo fatti così».

Parole che hanno dato conferma a una domanda posta dal consigliere Marco Pinti della Lega, che alla fine del suo intervento sulla loro mozione di sfiducia a Cecchi, aveva rivelato il vero obiettivo di questa sera: Daniele Zanzi, a cui Pinti ha chiesto “Si rivelerà un uomo, andando contro della giunta, o si rivelerà un caporale?”

A conclusione dell’intervento di Zanzi, la risposta era chiara. Così alcuni giovani della Lega hanno inscenato una uscita dall’aula indossando delle maschere bifronte: davanti era rappresentato Zanzi che diceva “Viva Cecchi” e dietro la stessa foto di Zanzi diceva “abbasso Cecchi” un modo per sottolineare, come hanno sostenuto i protestanti, l’ambiguità dei suoi atteggiamenti.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 28 settembre 2018
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