Frattura in giunta. Cecchi: “Tornare? Dipende, ma è difficile”

La crisi del responsabile alla cultura dell’amministrazione di Varese arriva da lontano e riguarda le divergenze sulla visione del futuro della città. Il punto di rottura è arrivato con Nature Urbane

Roberto Cecchi

Tornerà a Varese l’assessore Cecchi? «Dipende. Però la vedo difficile».

La crisi del responsabile alla cultura dell’amministrazione di Varese arriva da lontano e riguarda le divergenze sulla visione del futuro della città. Il punto di frattura è arrivato con Nature Urbane, il festival del paesaggio voluto da Cecchi stesso, che è un esperto della materia.

«Già lo scorso anno fui sottoposto a pesanti critiche. Quelle delle opposizioni posso capirle perché è nel gioco delle parti, ma una polemica continua all’interno della Giunta non è corretta – commenta l’assessore fiorentino -. Feci presente la cosa al sindaco ed ebbi rassicurazioni sul fatto che quel progetto era strategico per la città. Nel lavorare alla seconda edizione la situazione è perfino peggiorata. Aggiungo che anche su altri temi come la mostra di Guttuso si è preferito far polemiche piuttosto che confrontarsi. A quel punto non mi sono più prestato ad un gioco al massacro. Il 31 maggio ho convocato una riunione della commissione cultura che ritengo esser il luogo istituzionale più corretto per discutere. L’8 giugno ci siamo riuniti ed ho portato una relazione di oltre venti pagine con annesse tabelle, perché va bene tutto ma occorre parlare di dati e non di fantasie. Non è vero che Nature Urbane fosse un evento segregato e che chissà quanto costasse. Nel documento si può leggere tutto e ogni passaggio è il prodotto di discussioni e valutazioni fatte in Giunta».

NATURE URBANE, COSTI E DATI

L’assessore Cecchi non nasconde l’amarezza per quello che sta succedendo: «Ho cercato di portare a Varese operazioni culturali importanti che coinvolgano soggetti di rilevanza nazionale e internazionale. Alcune di queste operazioni anche a costo zero. Altre, come Nature Urbane, sono parte di una visione strategica della città che ha nel paesaggio il suo maggior punto di forza. Stiamo parlando di un investimento complessivo di 190mila euro. Non ho mai nascosto che la mia funzione di servizio alla città andasse in questa direzione. Non lo si vuole? Ne prendo atto, anche se con rammarico».

Cecchi manca da Varese da metà luglio, data che segna la svolta con l’amministrazione. Da allora non ha più partecipato alle riunioni di Giunta, ai consigli comunali e alle diverse presentazioni del festival. È lui stesso a citare i veri protagonisti di questa situazione: «C’è una sola condizione perché io possa tornare a lavorare a Varese: che si rispettino i ruoli. Il sindaco è il punto di riferimento davanti a tutti, noi assessori dobbiamo stare dietro in fila senza che nessuno si senta superiore ad altri colleghi. Ho dei dubbi che si potrà fare, perché il vicesindaco Daniele Zanzi è stato chiaro e mi ha fatto la guerra sempre, mentre Galimberti non dice una parola su quello che è successo».

Una crisi che finora è stata tenuta sotto traccia, ma che adesso appare in tutta la sua evidenza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 settembre 2018
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