Zanzi: “Gli assessori sono come i generali: devono stare in prima linea”

Intervista con Daniele Zanzi, che sui social ha approvato le critiche sull'operato della "sua" giunta sul libretto di Nature Urbane: "Se un cittadino dice una cosa giusta, non vedo perchè debba stare zitto"

Nature Urbane, lunedì 24 settembre ai Giardini Estensi

Il vicesindaco di Varese Daniele Zanzi torna sulla vicenda dell’assenza del collega di giunta, Roberto Cecchi, lontano da Varese dallo scorso luglio. Lo fa con un commento su Facebook alla lettera di Bruno Belli sugli errori del libretto di Nature Urbane, il festival del paesaggio varesino.

Zanzi non è uno tra i tanti, ma è l’unico che questo festival l’aveva “bocciato” con un voto negativo in giunta. Il vicesindaco e assessore alla sicurezza aveva votato “no” alla seconda edizione dell’evento e aveva anche fatto mettere a verbale le ragioni del suo “no”.

Ora, a Festival iniziato, con il giallo dell’assessore alla Cultura che non presenzia alla sua “creatura”, la malcelata distanza tra i due assessori si fa evidente e Zanzi non si fa scrupoli a dichiararsi “d’accordo” con le critiche rivolte a Cecchi. Il commento è questo:

“In effetti, già che il programma sia edito a Festival iniziato la dice lunga sulle capacità di richiamo che l’evento potrà avere e sui suoi ritorni alla città. Allo stato attuale ben pochi. D’altro canto che si può pretendere da chi oggettivamente non sa nulla del nostro territorio e soprattutto non vuole confrontarsi e ascoltare chi forse potrebbe aiutarlo ? Ora sarà facile e comodo scaricare le responsabilità di questi pacchiani e ridicoli errori sui sottoposti ,sugli uffici, sul dirigente, tutti incapaci di seguire i dettami dati dall’Arno per telefono ( con indicazioni tra l’altro sembra interposte). A questo gioco non ci sto; _è bene che chi ha responsabilità faccia sentire il proprio dissenso_ e non si celi dietro silenzi o assensi di convenienza o di parte. Fare per fare ,concordo, non serve proprio a nulla”

Zanzi conferma a Varesenews la sua posizione: «Quando un cittadino dice delle cose giuste non vedo perchè debba stare zitto, o peggio avallare decisioni sbagliate – spiega il vicesindaco – Penso che i cittadini, avendo io ottenuto quasi 700 preferenze, ed essendo stato il più votato tra i non iscritti a un partito, mi abbiano concesso di dire qualcosa, di avere una voce in capitolo. Mi han messo lì proprio per questo. E cerco di onorare questa fiducia, con difficoltà, ma tanta presenza: sabato, domenica e a volte di notte, per casi della protezione civile o per i Tso. I cittadini apprezzano la mia presenza, tant’è che vengono da me anche per cose che non riguardano il mio assessorato. Ma non vorrei mai essere considerato un pirla, solo perchè sono sempre presente».

Il riferimento è alla “presenza a distanza” che il sindaco ha dichiarato esserci con l’assessore alla Cultura, per l’organizzazione di Nature Urbane: «I generali sono sempre in prima linea, davanti a tutti: chi dice che un assessore non deve timbrare il cartellino? Certo che devono essere presenti, se no è come dire “sciogliete le righe”: a quel punto nessuno dovrebbe essere più presente a palazzo, perchè non è necessario. E invece io e tanti altri assessori lo facciamo, ci diamo da fare di momento in momento. Penso ad Andrea Civati, che ho personalmente visto correggere bozze e vedere i dettagli del libretto di VareseSiMuove. E invece adesso andranno dal povero funzionario di turno, gli faranno uno shampoo micidiale. Ma non funziona così: le guerre le vincono i generali, e quelli che stanno nelle retrovie non sono buoni generali. I capi devono dare l’esempio e prendersi le responsabilità».

Una responsabilità che, secondo Zanzi, è innanzitutto da poggiare sul capo della divisione, e non sul singolo lavoratore: «Ho visto anch’io che quel libretto è pieno di inesattezze grossolane. Quando c’è di mezzo un lavoro di revisione, la responsabilità degli errori però non è a capo dei lavoratori, ma dei loro dirigenti, che si devono assumere le loro responsabilità. E, prima ancora degli errori, se il prodotto esce 5 giorni dopo l’inizio della manifestazione non ha senso: il depliant, per far conoscere il programma di Nature Urbane, doveva essere imbustato nelle riviste di tutt’Italia, prima dell’inizio. Tant’è che mi domando, come assessore all’attuazione del programma, quanto sia costata quella cosa per un risultato così modesto».

Tutti questi giudizi, tra poco non saranno però più solo parole: giovedì 27 ci sarà un consiglio comunale dove il consigliere della Lega Marco Pinti ha depositato una mozione di sfiducia per Roberto Cecchi. Nei fatti come reagirà Varese 2.0? «Vedremo cosa fare. Io vorrei guardare alla sostanza e al profitto in generale, e guardare i risultati: mi riservo con il gruppo di andare a fondo a questa questione. Di sicuro interverrò, questo non possono impedirmelo. Troppe volte mi han preso la gamba da sotto il tavolo dicendo “lascia perdere” ma stavolta mi rifiuto, la situazione non sta né in cielo né in terra».

Anche perchè, per Zanzi, la questione ha preso una valenza politica che non necessariamente aveva, all’inizio: «Con questo atteggiamento hanno trasformato una banalità in un caso politico. Succede anche con la vicepresidenza dell’urbanistica, che è una figura che non conta nulla, ed è diventata un caso politico. Tutte cose che rendono questa maggioranza attaccabile: e, francamente, noi non abbiamo fatto tutto questo, vinto dopo oltre 20 anni, per consegnare la città a Carlo Piatti o a Fabio Binelli sindaco. Noi personalmente faremo di tutto perchè non succeda. Su questo Galimberti ci deve ascoltare: lui ha vinto per la forza del civismo contro l’ideologia. E non lo diciamo per politiche personalistiche, ma perchè sentiamo l’aria che tira in città, adesso»

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 26 settembre 2018
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  1. Scritto da Waldo Butters

    A prescindere dal fatto che l’assessore abbia o meno ragione, di sicuro capisce poco o nulla di strategia militare. Tutti gli ufficiali superiori, in qualsiasi esercito e in qualsiasi battaglia, stanno ben lontani dalla prima linea, generali in primis. Ottime intenzioni, forse, pessimo esempio.

  2. Scritto da maria_cavalcanti

    Mah, ovviamente nè Belli nè Zanzi sono stati a nessuno degli eventi di Nature Urbane, dove invece avrebbero trovato fin dal primo giorno la brochure .

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