I vantaggi di portare il bimbo in fascia

L'istruttrice Pip Francesca Praga spiega perché portare i bambini in fascia, con quale supporto e in che posizione. Due incontri gratuiti il 19 e 20 settembre

portare in fascia

Tanti benifici, nessuna controindicazione: portare il bambino in fascia è una soluzione pratica (lascia al genitore entrambe le mani libere) che facilita il rapporto tra madre e figlio nei primissimi mesi di vita. Parola di Francesca Praga, istruttrice certificata Pip (Portare i piccoli).

PERCHÈ IN FASCIA
Avvolto nella fascia il bambino torna a quella condizione di ristrettezza in cui ha trascorso i 9 mesi di gravidanza: “Per il piccolo è una posizione familiare a strettissimo contatto con la mamma di cui torna a sentire da vicino i suoni conosciuti del corpo materno – spiega l’istruttrice – Per questo in fascia il bimbo normalmente si calma e riconosce la tranquillità del legame interrotta spesso dal percorso del parto, che non sempre avviene in maniera serena”.
Il portare in fascia favorisce anche l’allattamento “perché a così stretto contatto madre e figlio si stimolano a vicenda nella produzione di latte e nella corretto attaccamento per la suzione”.

QUALE FASCIA
Di solito quando ci si riferisce genericamente alla “fascia” porta neonato si pensa al tessuto rigido lungo 4,70 metri. Ma di attrezzi per portare i bambini ne esistono svariati, inclusi il marsupio ergonomico o il “mei tai”, una sorta di via di mezzo tra le prime due soluzioni: “L’ideale sarebbe provare le diverse soluzioni e scegliere quella in cui ci si trova più comodi, come genitore e anche in base all’età e al peso del bambino e al suo gradimento”.

PORTARE DAVANTI
Di solito nei primissimi mesi del bambino la posizione preferita è davanti. Soprattutto se a portare è la mamma che allatta. Il vantaggio sta nella possibilità di aver un sostegno triplice per il bambino, ma diventa meno pratica al crescere del bambino: “Sia perché il piccolo comincia ad avere maggiore interesse per il mondo che lo circonda, sia per il genitore, perché portare un peso davanti fisiologicamente non è l’ideale. E se il peso aumenta, aumenta anche la fatica

PORTARE SUL FIANCO
Così dai 3-4 mesi si può pensare di portare il bambino sul fianco, che permette di assumere delle posizioni meno affaticanti per l’adulto, che continua ad avere davanti agli occhi il piccolo anche se quest’ultimo conquista un orizzonte più ampio.

PORTARE SULLA SCHIENA
Indicato a partire dai 6 mesi di vita del bambino, permette all’adulto di scaricare più correttamente il peso del piccolo sulle spalle e sulla schiena e di avere maggiore libertà di movimento. “Anche se non ha più il bimbo davanti agli occhi, il genitore lo può sentire meglio grazie al maggiore contatto.

Francesca Praga terrà due incontri gratuiti sul Portare i piccoli giovedì 19 settembre alle ore 14 al Centro anch’io di via Roma 53/bis a Fagnano Olona e giovedì 20 settembre, stessa ora, nei locali della cooperativa La Banda in via Tonale 17 a Busto Arsizio.
Per info e prenotazioni: info@labandacoop.it oppure 0331/680318.

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Pubblicato il 18 settembre 2018
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