Cannabis terapeutica: quando e per chi è prevista
Grande partecipazione al convegno organizzato all'ospedale di Busto dedicato alle novità introdotte da Regione Lombardia sull'uso dei medicinali a base di cannabis
Lo scorso mese di agosto Regione Lombardia ha fornito le regole per l’utilizzo dei medicinali a base di cannabis a carico del Sistema Sanitario Regionale (SSR).
L’uso a carico del SSR e quindi gratuito è ammesso nei casi di dolore cronico neuropatico ed oncologico, spasticità associata a dolore nei pazienti con sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale, la nausea ed il vomito causate da chemioterapia, radioterapia e terapia per HIV, così come le condizioni di cachessia, anoressia e perdita dell’appetito nei pazienti affetti da neoplasia, AIDS e anoressia nervosa, il glaucoma e la sindrome di Gilles de la Tourette.
La cannabis è indicata come trattamento sintomatico di supporto quando queste condizioni non rispondono alle terapie tradizionali.
La prescrizione della cannabis avviene sulla base di un piano terapeutico della durata massima di 90 giorni, rinnovabile, compilato esclusivamente da medici specialisti operanti in strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate e nelle seguenti unità operative: Anestesia e Rianimazione, Centri di Terapia del Dolore, Neurologia, Malattie Infettive, Oncologia, Ematologia, Radioterapia, Medicina Interna, Reumatologia, Psichiatria/Neuropsichiatria.
La posizione di Regione Lombardia regolamenta un utilizzo che si attendeva da tempo ma che richiede professionalità ed attenzione dato l’ambito estremamente delicato.
L’uso medico della cannabis è stato al centro di un convegno ospitato il 3 ottobre scorso dall’ASST Valle Olona. A organizzare l’evento l’Unità Operativa Complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore dell’Ospedale di Busto Arsizio. Il Primario Dr. Daniel Covello, la Dr.ssa Mercedes Lanzilotta, Responsabile della Struttura Semplice di Terapia del Dolore ed il Dr. Carlo Castelletti a capo della Farmacia dell’Ospedale, hanno coordinato gli interventi di diversi importanti specialisti che hanno affrontato i molti argomenti legati a questa innovazione. Grande la partecipazione, con un’audience proveniente da tutto il territorio.
«L’uso della cannabis terapeutica va distinto dall’uso ricreazionale – spiega il Dr. Covello – L’argomento deve essere affrontato in modo tecnico, libero da pregiudizi così come da informazioni di facile accesso spesso poco fondate. La cannabis come farmaco richiede un’attenta valutazione delle indicazioni ed uno stretto monitoraggio della terapia. La prescrizione si svolge secondo regole complesse e le preparazioni galeniche a base di cannabis richiedono alle farmacie un lavoro molto impegnativo».
Queste preparazioni sono prodotte a partire da infiorescenze di cannabis importate dall’Olanda e più recentemente fornite dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze in modo tale da permettere una maggior capacità in termini quantitativi.
La comunità scientifica è impegnata sul tema della cannabis terapeutica, ma su molti ambiti non esistono evidenze definitive. Oltre che a livello sintomatico si è ipotizzato che i cannabinoidi possano influire anche sui meccanismi di neuroinfiammazione e neurodegenerazione alla base di molte patologie.
Attualmente, sono circa ottanta i pazienti seguiti con la cannabis terapeutica dal Centro di Terapia del Dolore di Busto Arsizio.
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