Moore, “partita dell’ex”. Bulleri: “Persa l’occasione di andare in testa”

Archie è il migliore insieme al play, ben accolto dai tifosi locali. Insufficienti gli italiani. L'assistente di Caja: «Patito il loro atletismo nella ripresa»

Alba Fehervar - Openjobmetis Varese 85-77

Tocca a Massimo Bulleri analizzare la partita persa in trasferta dalla Openjobmetis sul campo dell’Alba Fehervar. L’ex play azzurro, dall’anno scorso nello staff che assiste Attilio Caja, spiega:

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Alba Fehervar - Openjobmetis Varese 85-77 4 di 23

«Abbiamo perso l’occasione per andare in testa al girone ma nulla è compromesso. Nel primo tempo abbiamo tenuto il ritmo abbastanza basso per costringerli a giocare a metà campo come avevamo deciso di fare. Nella ripresa non siamo riusciti a ripetere questa opzione e abbiamo subìto il loro atletismo e concesso qualche contropiede troppo facile. Resta il fatto che abbiamo giocato una buona partita dalla quale possiamo prendere spunto per migliorare già dal match di domenica prossima a Reggio Emilia».

P A G E L L E

ARCHIE 7 (IL MIGLIORE) – Non fa sempre la cosa giusta, però sta in campo con voglia e determinazione, tanto per l’applicazione difensiva quanto per la pericolosità in attacco. Chiude a quota 15 con 6 rimbalzi e due stoppate. Vero, Lorant alla lunga è letale, ma Dominique i suoi argini all’Alba li ha costruiti. MVP anche per i nostri lettori.

AVRAMOVIC 6 – Non una partita disprezzabile ma nemmeno un match “alla Avramovic”. Una botta alla coscia ne condiziona, forse, lo sprint: lui poi trova qualche giocata utile ma si perde anche in alcune forzature. E con Varese tornata a -3 sparacchia al posto di pareggiare. Bene in rifinitura: 4 assist.

IANNUZZI 5,5 – Prova con l’asterisco per via di quei tre falli in avvio frutto di fischi decisamente fiscali. Quando Caja lo rimette dentro, trova anche qualche bella giocata ma il suo match è troppo condizionato.

NATALI 5 – Sei tiri tentati, solo uno a segno: si prende qualche libertà di troppo, e non sarebbe un problema se mandasse i suoi tentativi a segno. Non ripaga la fiducia iniziale.

SCRUBB 5 – Da uomo ovunque – domenica con Trieste – a desaparecido nelle steppe ungheresi. Si iscrive alla partita tardi e potrebbe anche essere il momento giusto (dopo il 33′), ma i suoi lampi durano, appunto, il tempo di un flash. Troppo, troppo poco.

TAMBONE 5,5 – Due triple in avvio che fanno pensare bene dopo la carestia recente. Poi però non segnerà più, anche se gli va riconosciuto il lavoro a rimbalzo (7) a tamponare altre mancanze. Purtroppo la sua palla persa con contropiede (e schiacciata) di Cartwright è una delle fotografie della serata.

CAIN 6 – Non perde il confronto con il corpulento Heath, ma nemmeno lo vince: l’avversario fa meglio ai punti, Tyler garantisce il controllo dei rimbalzi, ma stavolta non riesce a dare quello strappo in più. Nel finale fallisce – gambe ormai molli? – un appoggio sul -6: il segnale della resa.

FERRERO 5,5 – Ha voglia di mordere ma probabilmente la esprime “troppo”, nel senso che si perde in falli per “trusata”, per spallata, per anticipi che mai e poi mai potrebbero andare a buon fine. Mette fumo davanti agli occhi, non mette arrosti nel forno.

MOORE 7 – Vera prova “dell’ex” per Ronald, accolto da striscione di bentornato, abbracci e applausi convinti. Fosse un tiratore puro, la vincerebbe lui: invece tocca accontentarsi di una prova positiva, volenterosa e concreta (14 punti, 4/7 da 3, 6 assist) ma non miracolosa.

BERTONE 6 – Prova in media con le aspettative: piega le ginocchia in difesa, non ha paura a graffiare in attacco – qualche volta ci riesce, qualche volta no – si guadagna la pagnotta ma senza prosciutti pregiati all’interno.

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di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2018
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