Assemblea pubblica in piazza: gli studenti vogliono contare

Sabato 24 novembre l'associazione studentesca "Carpe Somnium" chiama a raccolta quanti credono nel diritto a una scuola migliore, più sicura e giusta

cairoli assemblea apertura

La scorsa settimana alcuni studenti hanno scioperato e, in corteo, hanno raggiunto la Prefettura di Varese. Chiedevano più fondi e maggior sicurezza. Ma non quella che si ottiene con il fiuto dei cani tra le cartelle, com’è previsto dalla direttiva “scuole sicure”. Chiedono edifici stabili e adeguati.

Quella che è stata una giornata di protesta, però, prosegue in altri spazi e con altri metodi. Anzi, è stata solo una tappa per il movimento di giovani che lo scorso aprile 2018 ha dato vita all’associazione studentesca “Carpe Somnium”. Allo sciopero alcuni hanno aderito, ma non era frutto della loro organizzazione che invece punta a incontri e assemblee fuori dagli orari di scuola. Così è successo a ottobre, così è avvenuto il 16 novembre al pomeriggio e così avverrà anche sabato prossimo 24 novembre.

Sono gli stessi studenti dell’associazione a spiegare perché è nata l’associazione e il cammino intrapreso: « L’associazione studentesca “Carpe Somnium” nasce ad aprile 2018 come luogo di incontro e di dibattito tra gli studenti, in cui essi possano esprimersi liberamente su tematiche e scolastiche e sociali.

Proprio con l’intento di concepire gli studenti in primis come cittadini consapevoli, in grado di poter esprimere un parere sul mondo che li circonda e di poterlo migliorare, vogliamo creare un momento di condivisione e discussione sulla scuola e sul diritto allo studio. Perciò, sabato 24 novembre 2018 dalle ore 14 saremo in piazza XX settembre con un’assemblea pubblica.

Ma perché parlare proprio di diritto allo studio?

Negli ultimi 10 anni sono stati sottratti 22 miliardi di euro all’istruzione con conseguenze disastrose. Noi crediamo che debbano essere investiti più soldi nella scuola per una didattica “a misura di studente”, per un’edilizia scolastica che non ci faccia crollare i soffitti in testa, per un sistema di trasporti più economico, per un vero welfare studentesco, non nella repressione e nelle telecamere.

Sentiamo la necessità di ripartire dalle singole scuole, dai problemi concreti e dalle rivendicazioni dal basso degli studenti, sentiamo l’esigenza di costruire una rete cittadina studentesca per far sentire che anche Varese c’è.

Per maggiori informazioni ci trovate su Facebook e Instagram».

Un movimento giovane e per i giovani che vuole raccogliere adesioni e idee da chi condivide l’idea che è ora di cambiare passo.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 novembre 2018
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