Zaino in spalla e scarponi nella neve, così i Carabinieri vegliano su Monteviasco

Viaggio nella frazione isolata dopo il tragico incidente alla funivia, con i Carabinieri che fanno la spola tutti i giorni per assistere i residenti.

Il summit si fa appena giunti in cima. «Noi andiamo da Rosina, voi da Augusto e poi ci vediamo tutti da Giordano». Ma non c’è nessuna retata, anzi. I Carabinieri che da giorni arrivano a Monteviasco lo fanno per assistere i residenti che vivono nella frazione,  controllare come stanno e portar loro quello di cui hanno bisogno. Il piccolo paesino al confine tra Italia e Svizzera è infatti isolato da una decina di giorni, cioè dal grave incidente alla funivia durante il quale è tragicamente venuto a mancare lo storico manovratore e manutentore del mezzo, Silvano Dellea.

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Lassù non arriva nessuna strada e con la funivia chiusa e il vecchio montacarichi fuori servizio da anni l’unico modo per salire sono le gambe. Lo sanno bene i Carabinieri di Luino e Dumenza che quei 1.200 gradini che separano il parcheggio dal paese li percorrono ormai ogni giorno. Scarponi ai piedi, basco in testa e zaino sulle spalle è così che ormai giungono i rifornimenti ai 7 residenti del borgo.

«Oggi ci hanno chiesto solo del pane fresco e qualche giornale -racconta il maresciallo Giampaolo Paolocci mentre sale per il sentiero- ma anche senza richieste fino a quando tutto non sarà tornato a posto andremo su a dare una controllata». Lo fanno a turni, anche se c’è ormai chi è un abitué di quella salita. Come Francesco Pastore, Carabiniere Forestale di 25 anni con un passato negli Alpini. «Sono arrivato da 10 giorni a Luino -racconta- e sarò già salito una mezza dozzina di volte». Poi c’è anche chi viene temprato con questa esperienza. È ad esempio il caso di Dario Lazzaro, 20enne originario di Catania e appena uscito dalla scuola per Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, alla sua prima esperienza con il freddo e la neve di Monteviasco. Ad aprire la spedizione il maresciallo Marco Cariola, uno che quelle montagne le conosce molto bene. Camminano, uno dietro l’altro, affondando gli scarponi nella neve. «Oggi se n’è già sciolta molta ma lunedì sera su in paese c’erano una ventina di centimetri» racconta Cariola, Carabiniere che di solito guida il gruppo radiomobile di Luino.

Monteviasco isolata, vegliano i carabinieri

Ci vuole un’oretta di cammino per arrivare in cima e una volta su inizia il tour per le case. Ogni volta che si apre una porta ad accogliere i militari ci sono grandi sorrisi. Come quello di Rosina che con i suoi 87 anni è la più anziana residente del Borgo. «Io continuo a dire che non voglio niente, che ho già tutto e che se mi portano altro devo uscire di casa» dice scherzando mentre fa accomodare i Carabinieri attorno al tavolo della cucina.

Davanti a lei ci sono le sue due grandi passioni, parole crociate e uncinetto, con cui passa le giornate e «il filo di sicuro non mi manca», dice. Nel frattempo sulla stufa alle sue spalle bolle l’acqua per la pasta e Rosina insiste per far fermare i Carabinieri a pranzo, ma loro rifiutano.

Monteviasco isolata, vegliano i carabinieri

In tutte le case del giro i residenti offrono qualcosa, ma la risposta è sempre no. Non solo per il famoso non possiamo, siamo in servizio ma anche e soprattutto «perchè non sappiamo tra quanto la funivia tornerà in funzione e quindi se noi dovessimo consumare qualcosa sono tutti pesi che prima o poi dovremmo riportare su, a spalla» spiega il maresciallo Paolocci. Se infatti con legna e stufe il problema del freddo non si pone, quello dei rifornimenti inizia a farsi pressante. Lo sa bene Giordano che in questi giorni sta pensando a come dar da mangiare alla sua trentina di capre e alle 4 mucche. O anche Walter che dopo aver gestito il Circolo Cooperativo per 8 anni adesso si è dovuto portare tutto quello che gli serviva a casa sulle spalle. «Con la funivia usavamo sempre quella, erano anni che non salivo e scendevo per il sentiero», dice mentre appoggia il pesante zaino davanti alla porta di casa.

Una vera e propria famiglia, sparpagliata in diverse case, è quella che abita a Monteviasco. Una famiglia che nei weekend e d’estate si allarga e d’inverno e in settimana si restringe. Una famiglia di cui faceva parte anche Silvano Dellea e che quindi adesso sta affrontando un lutto. «È bello vedere tutti questi volti nuovi e l’attenzione che c’è per Monteviasco -dice Rosina- ma avremmo preferito fossero per un altro motivo».

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Pubblicato il 22 novembre 2018
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