“Non sono un bersaglio” parte la campagna contro le aggressioni al personale Cri
A Varese la campagna “Non sono un bersaglio” si svolgerà nella giornata del 13 aprile in centro
“Non sono un bersaglio” è un grido, un appello di civiltà ed una campagna internazionale con un focus specifico sulla situazione nazionale, voluta dalla Croce Rossa Italiana per denunciare il costante intensificarsi di attacchi agli operatori sanitari nei teatri di conflitti in tutto il mondo, ma anche in “insospettabili” contesti come le città e le provincie italiane.
L’iniziativa è un “work in progress” che si svilupperà per tutto il 2019, attraverso spot e visual a diffusione nazionale, un convegno internazionale che si è tenuto il 15 febbraio a Roma e diverse giornate in piazza per sensibilizzare i cittadini.
La campagna è anche l’occasione per il lancio di un “Osservatorio” della Croce Rossa Italiana sulle aggressioni subite dagli operatori, con l’intento di censire i rischi legati al volontariato durante le attività svolte, evidenziare i contesti di maggior pericolo, fino ad arrivare all’elaborazione di proposte concrete.
Negli ultimi due anni, non è trascorsa una settimana senza che il CICR (Comitato Internazionale di Croce Rossa), l’Istituzione indipendente e neutrale che protegge e assiste le vittime della guerra e della violenza armata, abbia registrato un episodio di violenza contro l’assistenza sanitaria.
Circa 1300 incidenti in 16 Paesi in conflitto o colpiti da altre emergenze. Cifre incredibili e scioccanti. Oltre alle vittime immediate, gli attacchi al personale e alle strutture sanitarie continuano a uccidere migliaia di persone come “conseguenza”, “effetto collaterale”: ossia privandole dell’accesso a un servizio vitale.
In guerra esistono delle regole che devono essere rispettate. Attaccare postazioni o personale
sanitario viola le norme basilari del diritto internazionale umanitario ed è preoccupante questo
tentativo di “normalizzare” gli attacchi verso ospedali, ambulanze e operatori sanitari. Un tentativo che ci fa fare un salto indietro di 150 anni nella conduzione dei conflitti armati e su cui dobbiamo gire.
Dal 2017, anno del lancio dell’hashtag, Croce Rossa italiana aderisce alla campagna virale #NotATarget, nell’ambito della più ampia iniziativa “Health Care in Danger”, lanciata sempre dal CICR a seguito della tragedia di alcuni operatori e volontari uccisi in Afghanistan e, poco prima, anche in Nigeria e in Siria. In occasione di “Non sono un bersaglio” sarà lanciato il relativo hashtag #NotATargetItaly.
Questo tipo di violenze si associa sempre a scenari “lontani”, a Paesi coinvolti da conflitti bellici o di altro tipo. La percezione europea e italiana è che siano aberrazioni che non ci riguardano. Niente di più falso.
Tenendo conto dei logici distinguo, la Croce Rossa Italiana ha ritenuto sostanziale denunciare, attraverso “Non sono un bersaglio”, una realtà semisconosciuta o spesso sottovalutata che ci coinvolge “da vicino” e che riguarda anche (e non solo) i volontari CRI: quella delle violenze ai danni dei nostri operatori e/o strutture sanitarie italiane.
Sono 3.000 i casi registrati in quest’ultimo anno, a fronte di solo 1.200 denunce all’INAIL. Si tratta di aggressioni a medici e infermieri in ospedale, nei Pronto Soccorso e nei presidi medici
assistenziali sparsi sul nostro territorio.
Un’urgenza che si sta trasformando in emergenza nazionale, da nord a sud. Altro drammatico aspetto è quello delle aggressioni agli operatori delle ambulanze e dei danneggiamenti ai mezzi stessi.
Non esistono statistiche esatte sul fenomeno ecco perché la CRI ha deciso di istituire un
Osservatorio per raccogliere le denunce dei casi di aggressione di volontari e professionisti e
fornire dati attendibili.
Dai primi dati, raccolti in poco più di un mese, emerge che le aggressioni avvengono
prevalentemente in strada, da parte di gruppi nella maggior parte dei casi e da parte di terzi,
ovvero persone non coinvolte direttamente nella questione. Aggressori e vittime sono per la
maggior parte uomini. Il servizio più colpito è quello del trasporto sanitario.
Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana e Presidente della Federazione
Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa sottolinea la necessità di
mobilitare a livello nazionale tutti gli attori chiamati in causa e la società civile. È importante la
collaborazione con le varie istituzioni per avviare una battaglia culturale comune e non essere
ostaggio della rabbia sociale, riaffermando la neutralità di chi soccorre, secondo l’intuizione
originaria di Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa.
A Varese la campagna “Non sono un bersaglio” si svolgerà nella giornata del 13 aprile in centro.
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