Prime contromisure contro la siccità: “Alzate il livello del Lago Maggiore”

La decisione presa per incamerare più acqua in caso di piogge, al momento non previste. E nel frattempo si riaccende il dibattito sull'innalzamento definitivo del livello del lago

Il Verbano "in ritirata"

10 centimetri di acqua in più da incamerare nel Lago Maggiore. È questa la prima decisione prese per fronteggiare il grande periodo di siccità che sta mettendo in ginocchio le risorse idriche del nord Italia. Il 15 marzo è infatti entrato in vigore il limite di regolazione estivo per il lago che, proprio per via della situazione emergenziale, è stato fissato ad 135 centimetri sullo zero idrometrico (contro i 125 già previsti -in deroga- per quest’anno).

Non si tratta comunque di una novità che si vedrà nei prossimi giorni. Il livello del secondo lago italiano è infatti abbondantemente sotto quella soglia e si attesta intorno ai 6 centimetri sopra lo zero idrometrico. Ma l’autorizzazione arrivata dall’ultima seduta dell’Osservatorio sulle crisi idriche ad incamerare una scorta di 25 milioni di metri cubi potrebbe essere manna dal cielo nel caso di importanti ed improvvise precipitazioni.

Una cosa che succede, sempre più spesso. Per trovare un precedente non bisogna infatti andare troppo indietro nel tempo: tra ottobre e novembre del 2018, infatti, una violenta perturbazione portò il livello del Verbano a passare dalla soglia di magra a quella di esondazione in sole 64 ore. E da quell’intensa settimana è poi ripartita una nuova lunga fase di siccità.

Nel Lago Maggiore 850 miliardi di litri d’acqua in una settimana

Ma se da un lato l’assenza di precipitazioni sembra non si interromperà nei prossimi giorni dall’altro la scorta di neve sulle montagne non fa star tranquilli. In questo contesto si avvicina una data molto delicata: 1° aprile, giorno di inizio della stagione irrigua dei campi. «Permanendo le attuali condizioni si prefigura una stagione irrigua 2019 molto complessa –spiega Francesco Vincenzi, Presidente ANBI– che va affrontata con un’attenta pianificazione della risorsa idrica, dando vita anche ad osservatori locali». Pianificazione che passa anche dall’accumulare scorte di acqua piovana. «Non possiamo che ribadire la necessità di cogliere l’opportunità offerta dai Consorzi di bonifica, con la loro progettazione esecutiva, per realizzare ulteriori invasi e trattenere l’acqua piovana, di cui oggi si riesce a conservare  solo l’11%» precisa il direttore dell’associazione, Massimo Gargano.

Dalle nostre parti ci sarebbe già un invaso pronto ad accogliere miliardi di litri d’acqua in più: il Lago Maggiore stesso. Dal 2014 è infatti in corso una battaglia con realtà come il Parco del Ticino e il Consorizio Villoresi che chiedono al Ministero dell’Ambiente di mantenere operativa una sperimentazione per lasciare il limite massimo di regolazione del Lago Maggiore ad 1,50 metri sopra lo zero. Un’altezza idrometrica che altro non è che quella normalmente utilizzata in inverno ma che d’estate -denuncia da 5 anni il Parco del Ticino- viene abbassata per gli interessi di alcuni privati e l’inerzia della politica.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 20 marzo 2019
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