Lago Maggiore, dalla secca alla piena in 64 ore

Da sabato ad oggi il livello del lago è cresciuto di 170 centimetri e continua a salire. Protezione civile in allerta ma al momento il rischio esondazione è ancora lontano

Laveno Mombello sotto la pioggia, Lago Maggiore

È un’enorme quantità di acqua quella che questa perturbazione sta facendo piovere sul nostro territorio. Lo si vede bene guardando dove gran parte di quella acqua si accumula: il Lago Maggiore, il cui livello è cresciuto di 1 metro e 70 centimetri in meno di tre giorni.

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Laveno Mombello sotto la pioggia, Lago Maggiore 4 di 11

Sabato sera il Verbano era ancora nella soglia di magra, 20 centimetri al di sotto dello zero idrometrico, mentre martedì alle 11 il livello registrato a Sesto Calende ha sfondato quota 1,50 metri sopra lo zero. Questo vuol dire che il bacino è cresciuto di 170 centimetri in 64 ore, più di due centimetri all’ora. L’acqua ha quindi superato sia il limite di regolazione massimo per questo periodo (fissato ad 1 metro sullo zero) che quello massimo in assoluto, 1 metro e mezzo appunto.

In effetti l’acqua che fiumi e torrenti hanno riversato nel lago è davvero tanta, arrivando anche ad oltrepassare i 2.600 metri cubi al secondo (2,6 milioni di litri al secondo). Afflussi che stanno segnando record storici di portata ma che si trascinano dietro un effetto collaterale, quello dei detriti. Gli alvei di fiumi e torrenti si sono gonfiati velocemente e hanno strappato terreno, alberi e rami che ora stanno finendo nel lago.

Ma c’è un rischio esondazioni? Al momento sembrerebbe di no. I primi problemi si potrebbero avere se il lago superasse i 2 metri sullo zero idrometrico. Monvalle, Laveno e Angera sono le prime tre località in cui il lago rischia di esondare ma ora quella soglia è ancora lontana. «Siamo in stato d’allerta perchè il livello continua a salire e secondo i nostri calcoli di questo passo avremo un rialzo di altri 30 centimetri -dice Claudio Perozzo della Protezione Civile di Laveno Mombello-. Ci stiamo quindi preparando e stiamo facendo manutenzione in previsione di una possibile esondazione».

Una preoccupazione che potrebbe essere ridotta scaricando più acqua nel Ticino, ma non è così semplice. Da un lato le piogge e gli affluenti hanno riversato nel fiume già molta acqua con il livello registrato a Bereguardo che è cresciuto di 160 centimetri nell’arco delle ultime 72 ore. Ma dall’altro bisogna guardare anche al Po e al suo livello. Piogge e temporali stanno infatti interessando tutto il nord Italia e il livello del grande fiume registrato al ponte dell’autostrada A7 è cresciuto di più di 4 metri da sabato ad oggi. Quindi prima di aprire i rubinetti del suo più grande affluente bisogna riflettere bene.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2018
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