Italia e Svizzera tornano a trattare sul livello del Lago Maggiore

Durante l'ultima riunione del tavolo della Regio Insubrica si è decisa la riattivazione della commissione per la regolazione del livello delle acque del Lago Maggiore

siccità

Si riattiverà la “commissione per la regolazione del livello delle acque” del Lago Maggiore. È questa una delle decisioni che è stata presa durante l’ultimo incontro dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Comunità di lavoro Regio Insubrica che ieri ha messo attorno ad un tavolo i rappresentanti del Canton Ticino con quelli dell’Italia.

In cima ai temi da trattare c’era appunto quello che riguarda la siccità. Da anni infatti la parte italiana punta a mantenere più alto il livello del lago, così da poter incamerare scorte d’acqua più elevate per fronteggiare i momenti di emergenza.  Una posizione che la Svizzera non ha mai visto di buon occhio dal momento che il Verbano per gli elvetici non è una fonte d’acqua ma il punto di scarico. Una visione più collettiva delle scorte d’acqua potrebbe aiutare molto a gestire questa risorsa. Al momento infatti il lato italiano non ha alcun potere (né conoscenza ufficiale) della quantità di acqua incamerata nei bacini e dietro le dighe svizzere e questo crea non pochi problemi nella gestione delle lunghe emergenze di siccità.

Una questione che era stata denunciata pubblicamente un paio d’anni fa, quando il Parco del Ticino si accorse di un afflusso anomalo nel Lago Maggiore seguito da un crollo verticale. Un segno che fu interpretato come un’apertura e successiva chiusura di qualche bacino montano e che certificò nero su bianco l’esistenza di grandi risorse idriche dall’altro lato del confine.

L’acqua per salvare Ticino e lago Maggiore c’è (volendo)

Ora quindi si torna a trattare, ma gli esiti non sono certo scontati. La buona notizia è che comunque di tempo (e acqua) ora ce n’è. Il livello del Lago Maggiore è arrivato a quota 90 centimetri sullo zero idrometrico, 15 centimetri in più rispetto al dato medio di questo periodo. Una buona scorta che però non mette al riparo dagli effetti nel lungo periodo

 

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 19 aprile 2019
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