Una scheda per oltre 1300 edifici meritevoli. “Così preserviamo la bellezza”

Con l'approvazione in consiglio comunale della variante al Pgt, 1900 edifici anni '50 sono stati liberati dal vincolo monumentale

Generico 2018

Con l’approvazione in consiglio comunale della variante al Pgt avvenuta nella seduta dell’11 aprile,  con 22 voti favorevoli e 7 contrari (Cioè grazie alla maggioranza ma anche alla lista Orrigoni) e dopo un tormentato iter che ha dovuto, tra le altre cose, essere replicato – sono stati declassificati, cioè sbloccati dal vincolo monumentale “aggiuntivo” applicato con una norma del 2014, quasi 1900 edifici varesini.

Sostanzialmente, per tutti loro, ogni lavoro di riqualificazione si è molto semplificato: fino ad ora infatti i proprietari delle case e degli edifici coinvolti dovevano presentare un progetto di inserimento piuttosto complesso, che prevedeva rendering e cenni storici dell’edificio (non sempre di interesse storico e perciò difficili da reperire) e doveva sottoporre il progetto ad un organo politico, la commissione urbanistica formata da consiglieri comunali delegati, prima di ripresentarsi allo sportello edilizia per conoscere l’esito della sua pratica.

«Questo significava per il cittadino tempi e costi, che magari facevano desistere a priori il cittadino interessato – spiega l’assessore all’Urbanistica Andrea Civati – che finiva magari per non riqualificare la villetta anni 50 per le complicazioni che ciò comportava, e finiva per comprare abitazione nuove o più recenti. Per noi questo è un problema, e ci abbiamo voluto investire politicamente. Ora 1900 proprietari, per ristrutturazioni della loro casa, si possono limitare a una pratica edilizia, senza complicazioni come la relazione storica, il rendering o l’attesa di una decisione della commissione urbanistica. E’ un modo per aiutare i cittadini a riqualificare i fabbricati di loro proprietà piu agevolmente: e vogliamo aiutarli a farlo, perchè secondo noi è importante il recupero dell’esistente, piu che la creazione di nuovi fabbricati».

PER 1300 EDIFICI UNA “SCHEDA PERSONALIZZATA” IN COMUNE

Gli edifici coinvolti nella norma del 2015 erano però 3000: e se 1900 di loro sono stati quindi declassificati, è stato finora meno sottolineato quello che avviene ad altri 1300 edifici nati prima del 1953. Si sapeva solo che non erano stati declassificati: ma quale sorte toccasse a loro non era ancora chiaro.

«Per questi circa 1300 edifici, cui gli esperti che li hanno visionati hanno riconosciuto degli elementi di interesse artistico, arriva addirittura una classificazione precisa, che non si era mai ancora fatta – precisa l’assessore – Stiamo realizzando una scheda per ognuno di loro, con foto, cenni storici del fabbricato e quali sono gli elementi di importanza: per rendere chiaro cosa può essere importante e da preservare, e su cosa invece è possibile lavorare per una ristrutturazione o qualificazione. Questi 1330 edifici schedati, hanno infatti un grado diverso di meritevolezza: da una semplice cornice all’intera forma dell’abitato. Schedarli e classificarli permette di ragionare su una normativa che sia personalizzata nei confronti di ognuno, partendo dai soli punti meritevoli. Questo è un lavoro che nessun comune della provincia ha ancora fatto, ed è un patrimonio per l’amministrazione e per i proprietari. Anche perchè nel prossimo Pgt vogliamo mettere delle norme che permettano ai proprietari di questi immobili di considerare un valore e non un onere l’avere un edificio di pregio: magari anche delle agevolazioni fiscali».

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Andrea Civati

L’obiettivo è quello di mantenere la “qualità estetica” della città preservando l’antico più bello, ma senza impedire di “rimettere in ordine” i fabbricati: «Con questo lavoro viene mantenuta, e anzi meglio precisata, una valorizzazione del patrimonio edilizio di qualità di cui questa città è ricca – conclude infatti Civati – Uno degli elementi identitari della città di Varese è la qualità del suo patrimonio diffuso: non solo le grandi ville liberty, ma anche quei tanti villini graziosi che magari non sono del Sommaruga ma sono un elemento di qualità estetica e urbanistica. Per oltre 1300 di loro arriva addirittura una classificazione precisa, che era mai stata fatta».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 14 aprile 2019
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