Motus Lab, il primo “rombo” è stato un successo

La tre giorni dedicata al mondo varesino delle moto ha risvegliato l'entusiasmo. Oltre duemila presenze alla giornata conclusiva delle "Bettole", tra il pubblico anche Renato Pozzetto

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È arrivato anche Renato Pozzetto a rendere omaggio al variegato e ampio pianeta motociclistico varesino. Il popolare attore è solo una delle migliaia di persone che nella tre giorni di eventi riuniti sotto al titolo “Motus Lab” hanno permesso alla Città Giardino di mettere in mostra la sua grande anima motoristica, una passione fatta di aziende e piloti, team e manifestazioni, persone e mezzi meccanici capaci di fare la storia.

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Motus Lab: il sabato sulle strade del Varesotto 4 di 14

Suddiviso in quattro diversi momenti (“District”, “Run”, “Sound” e “Race”) e nata dall’alleanza di una serie di promotori (il network “Varese Terra di Moto”, le associazioni “Cafe Racer Varese” e “Motorcycle Music&More” e la VAMS con il supporto di alcuni sponsor e l’interessamento della Camera di Commercio), Motus Lab ha prima toccato il centro cittadino al venerdì, poi portato gli appassionati a percorrere le strade dell’Alto Varesotto, li ha riuniti in una cena conviviale con concerto (al sabato) e ha aperto le porte dell’ippodromo delle Bettole alla domenica, per ospitare circa duemila persone che hanno avuto a disposizione sia la splendida mostra fotografica di Gigi Soldano, sia una serie di attrazioni motoristiche da vivere sia da spettatori sia da protagonisti.

Tra questi i 130 bambini tra i 4 e i 12 anni che hanno partecipato alle “scuole” dedicate ai piccoli, i 200 appassionati che hanno frequentato i corsi di flat track e maxienduro, la sessantina di piloti di enduro, minicross e supermoto che si sono sfidati sul percorso fettucciato ricavato all’interno della grande area delle “Bettole”. E ancora gli espositori – 45 stand -, i partecipanti ai test ride sulle strade della provincia (gli organizzatori sottolineano i 1.600 chilometri percorsi con questa modalità), i rappresentanti della Polizia di Stato e gli eleganti driver che hanno guidato le auto d’epoca, sempre molto amate e apprezzate. Oltre 90 invece le moto che sabato si sono ritrovate allo Spitz di viale Valganna per poi attraversare il Nord del Varesotto e fare ritorno a Varese, con arrivo a Mustonate.

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«Sono tanti gli spunti della manifestazione che ci hanno resi felici e soddisfatti – racconta Annalisa Mentasti, presidente del comitato “Varese Terra di Moto” – I numeri innanzitutto, ma anche la risposta alle proposte solidali come la mototerapia o la collaborazione tra i motoclub che si sono occupati di allestire, al sabato, e gestire, alla domenica, il “fettucciato” dove hanno girato i piloti. Insomma, il successo di Motus Lab è andato oltre le nostre aspettative e, anzi, il fatto di avere i permessi di tenere aperto l’evento fino alle 18 di domenica ci ha costretto a non accettare alcune iscrizioni ai corsi, perché i posti erano già esauriti. Insomma, abbiamo in un certo senso preso le misure a quella che è stata la risposta della città, anche in un fine settimana dove erano moltissimi gli eventi sparsi sul territorio».

«Per noi era l’anno zero e l’obiettivo era quello di far affiatare i diversi “team” che hanno lavorato alla buona riuscita di Motus Lab – racconta Gianmario Volpi di Café Racer Varese – Siamo partiti con un po’ di cautela ma poi il coordinamento si è affinato con il passare del tempo e le cose sono filate per il meglio. Il concetto del “fare sistema” ha funzionato, e a confermarcelo sono stati anche quei soggetti come gli sponsor che ci hanno supportato: nel complesso è stata una grande esperienza».

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 11 giugno 2019
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