Nell’ora più cupa quel prete al fianco dei due genitori

Un gesto di assoluta umanità in un momento terribile per la vita di due persone. Don Luca è alla guida della comunità di Castelveccana da alcuni mesi

Avarie

Lui era seduto sull’erba, mentre lei stava in piedi: i genitori del giovane che ieri è annegato a Caldè dopo un tuffo sbagliato assieme ad un gruppo di amici, appena appresa la notizia si sono precipitati sulla spiaggia (nella foto, il luogo dove è avvenuta la tragedia).

Il fatto era avvenuto attorno alle 10, ma del ragazzo non vi era traccia, e all’ora di pranzo sulla riva del lago le speranze si stavano lentamente spegnendo fino al momento in cui divenne chiaro che non c’era più nessuno da salvare. Invece no.

Accanto a questa mamma e a questo papà avvolti dal silenzio dell’ora più cupa della loro vita di genitori è comparso un uomo vestito di nero, un prete. Stava con loro, pronunciando poche parole, avvicinandosi in maniera affettuosa, garbata: non era solo al fianco di quelle due persone. Le stava accompagnando.

Don Luca Ciotti non conosceva quei due genitori, non li aveva mai visti perché non erano suoi parrocchiani. «Era la prima volta che assistevo persone colpite da una sciagura di questo genere», racconta.

«Ed è merito di un parrocchiano che al mattino, quando ha visto l’arrivo dei parenti del ragazzo, ha capito la situazione per dirmi senza tanti giri di parole: “Vieni subito. C’è bisogno di te”. E io sono andato».

Può sembrare a prima vista un fatto scontato, un parroco che va sul posto nel momento del bisogno. Invece è un fatto estremamente raro che fatica a farsi spazio nella memoria della cronaca da molti anni a questa parte.

«Avevano bisogno di una presenza, di qualcuno che li sostenesse in un momento di grave sconforto: non ci ho riflettuto neppure un secondo e sono andato», racconta don Luca. «Non sapevo di quale confessione fossero quei due signori, né se fossero o meno credenti. Poi ho scoperto che erano cristiani e ho contattato il parroco del loro paese, arrivato poco dopo».

Don Luca è alla guida della comunità di Castelveccana da alcuni mesi, e ha un ringraziamento da fare.
«Voglio ringraziare la persona che mi ha telefonato chiedendo il mio intervento. In un momento storico come quello che stiamo attraversando, carico di superficialità, questa persona ha dimostrato di non essere indifferente e di pensare agli altri, a degli sconosciuti, per offrire loro un aiuto in un momento terribile».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 06 giugno 2019
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