Il nubifragio fa litigare il sindaco Galimberti e Alfa

L'acquazzone ha provocato allagamenti sparsi. Il problema dei tombini da pulire al centro del botta e risposta

galimberti bussa ad alfa

« Sono andato alla sede di Alfa, ma era chiusa».
La pioggia torrenziale di questa mattina, con l’allagamento di alcune vie cittadine, continua a tenere banco. Le immagini di auto in difficoltà nelle strade trasformate in piscina hanno fatto litigare il sindaco di Varese Davide Galimberti e la società srl che si occupa di acquedotto e sistema idrico.

Il primo cittadino si era lamentato dello stato in cui versano i tombini delle vie ricordando di aver sollecitato più volte con richiami ufficiali, diffide, segnalazioni al Prefetto  la società a farsi carico della pulizia.

Una “tirata d’orecchi” che l’azienda non ha gradito affidando a una replica la sua posizione:  «Alfa rinnova ufficialmente il suo invito, già reso pubblico e ad oggi rimasto senza risposta, ad aprire fin da subito un confronto con il Comune di Varese su un’eventuale ridefinizione della programmazione degli interventi di pulizia delle caditoie stradali, in modo tale da poter garantire una più puntuale efficacia ed efficienza del servizio svolto sul territorio comunale del capoluogo di provincia, che rappresenta un punto di riferimento dell’attività del gestore provinciale del servizio idrico». Un compito che, però, Alfa si è impegnata contrattualmente ad assumere nonostante non sia previsto dalla normativa vigente .

La puntualizzazione viene considerata inopportuna dal momento che è stato sottoscritto un impegno.
Il Sindaco Galimberti ha così colto l’invito al dialogo presentandosi questo pomeriggio nella sede di Alfa dove, però, ha trovato la porta chiusa: «  Se non era compito di Alfa pulire i tombini non doveva farsene carico – ha commentato Galimberti – Se ha accettato di farlo deve farlo e non finire la pulizia  nel 2026. Siamo nel 2019. Per pulire i tombini non servono incontri serve farlo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 giugno 2019
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Commenti

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  1. apetraccone
    Scritto da apetraccone

    Un tempo le Amministrazioni locali avevano tanti soldi e per la gestione degli impianti comunali si preferiva l’autonomia, così tutto rimaneva in casa, sia il “buono” sia il “cattivo” e tante storie e polemiche non si facevano. Se proprio te le dovevi vedere con i concittadini che venivano a trovarti in ufficio o peggio ancora sotto casa.
    Oggi, con la magra delle casse e delle limitazioni di spesa o per la scusa che non ci sono soldi e un po’ per le norme che obbligano gli Enti a consorziarsi, torna comodo avere messo in piedi una società di gestione dei servizi comunali (di cui i comuni sono soci fondatori) con la quale prendersela e fare il teatrino di andare a bussare alla porta chiusa che tutti sanno è solo sede legale, ma non va alla sede operativa di Gallarate. Questa è la politica che si fa oggi? Trasmettere prima di tutto il messaggio che la responsabilità è sempre di qualcun altro?

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