Rinasce la ciclabile nella valle del Ticino, che era nel mirino della ‘ndrangheta
La zona del Sab-ghia in via Isola era finita nel mirino di alcuni degli arrestati nell'operazione Krimisa. Intanto il parco piemontese del Ticino rimette mano ai percorsi ciclopedonali
Il Parco del Ticino ha dato inizio ai lavori della ciclopedonale Sab-ghia nella zona piemontese, lungo la via Isola di Oleggio.
Recentemente si è scoperto come questa zona, secondo le indagini di guardiaparco e carabinieri, rientrasse nelle mire degli associati alla ‘ndrangheta di Lonate Pozzolo.
Tramite cartelli abusivi si impediva, infatti, l’accesso ai pedoni e ciclisti nel Parco, al punto da insospettire ad inizio 2019 i carabinieri, la forestale e la polizia di Oleggio, che lo scorso marzo, con un blitz che ha coinvolto 40 uomini, hanno restituito la ciclabile a chi ne usufruiva.
Questo scenario, però, è solo un piccolo pezzo di un quadro molto più ampio. Si tratterebbe, infatti, del controllo del territorio da parte di organizzazioni criminali negli ultimi anni e che l’operazione Krimisa della Dda di Milano ha rivelato nelle scorse settimane, facendo aprire gli occhi sulla presenza ben radicati della ‘ndrangheta nei territori di Lonate Pozzolo e Ferno, ma con interessi anche nell’area piemontese.

Sono già previste dal Parco del Ticino (piemontese) delle iniziative culturali nel corso della settimana europea dedicata alla mobilità sostenibile, in collaborazione con l’associazione Amici del Ticino: in programma, ancora da definire, ci sarebbe proprio una biciclettata Piemonte – Lombardia, con passaggio nella ciclo-pedonale Sab-ghia.
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