Due anni e 8 mesi per un chilo e mezzo di erba in cucina

Non era insalata, ma marijuana già divisa in pacchetti da cento grammi. Oltre alla pena detentiva anche 10 mila euro di multa

Avarie

Qualcuno se l’era “cantata“ coi carabinieri: «Andate da Leo, che ha in casa la roba».

E così i militari hanno organizzato il blitz nell’appartamento di quel sessantunenne di Brinzio disoccupato, fare tranquillo e volto scarno, che quasi non ci credeva.

Eppure le divise quel giorno di luglio, di “roba“ ne hanno trovata, e non poca, in condizioni sospette: un chilo e mezzo di marijuana già divisa in sacchetti da 100 grammi circa e messa al sicuro, sotto vuoto e in cucina.

Poi bilancino e cellophane, che sono i ferri del mestiere di chi ha a che fare col problema della conservazione.

L’uomo venne arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari e oggi si è celebrato a Varese il processo per direttissima che lo ha inchiodato alle sue responsabilità.

Il pubblico ministero aveva chiesto 2 anni, 8 mesi e 10 mila euro di multa, pena confermata dal giudice: e non è bastata a diminuirla l’arringa della difesa, che chiedeva una attenuazione al minimo della pena per via di un particolare, vale a dire il principio attivo (quello «drogante») della sostanza, «appena» – secondo il legale – «del 7%, mai così basso da tanti anni a questa parte». Tanto è bastato per il giudice a confermare la pena chiesta dal pm.

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Pubblicato il 20 settembre 2019
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