Caja: “I miei giocatori si impegnano più degli altri”

Ospite di Rosario Rasizza e de "Il sogno che Va", il tecnico della Openjobmetis ha riassunto la sua filosofia. «Chi fa il furbo è fuori: le mele marce nello sport sono devastanti»

Generico 2018

Attilio Caja non è uomo da peli sulla lingua. Lo sa anche lui, ma quando è chiamato in causa non si sottrae anche a giudizi taglienti o comunque originali. La riprova c’è stata ieri sera – lunedì 28 – al ristorante “Da Annetta” di Capolago, lo stesso dove qualche settimana fa Rosario Rasizza ha lanciato il progetto “Orgoglio Varese”.

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Caja ha parlato nell’ambito dell’appuntamento “Il sogno che Va”, organizzato dallo stesso Rasizza che periodicamente invita intorno al tavolo alcune personalità cittadine o di levatura nazionale e le mette a confronto con una serie di imprenditori, giornalisti e autorità locali. Nell’occasione, la guest star era Giancarlo Giorgetti, uno dei principali leader della Lega e sottosegretario alla presidenza nel consiglio durante il governo Conte I. (QUI l’articolo completo sulla serata)

Giorgetti ha sfiorato anche l’argomento basket, spiegando che «Quelli che vengono a Varese sanno che devono correre altrimenti non vedono la palla» dando così un assist all’allenatore della Openjobmetis che con il suo intervento ha concluso la serata. «Nello sport – ha spiegato l’Artiglio – ci sono due squadre e il risultato dipende molto anche dalla avversaria. Domenica abbiamo vinto in modo schiacciante anche perché Brindisi non si è “presentata” in campo. Noi però., per fare risultato dobbiamo impegnarci e saltare addosso subito e sempre ai nostri avversari. Io per carattere mi arrabbio sempre, e lo so già quando vado in palestra e sul campo. I miei giocatori si fanno il mazzo più degli altri, di testa più che sul piano fisico. Durante la stagione si stressano, ma quando alla fine dell’anno guadagnano il doppio mi ringraziano».

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La filosofia di Caja può essere ulteriormente riassunta nell’ultimo passaggio del suo discorso. «Io dopo 25 anni di lavoro alla fine dell’allenamento sto con i giocatori e vado a casa molto tardi. Poi sto attento a chi fa troppo il furbo perché in quel caso conviene tagliare subito, mettendo energia su altri. Con me la squadra lavora tanto, da noi si fanno le cose seriamente. Tanti colleghi per non vedere le cose si voltano dall’altra parte e questo è un errore clamoroso perché nello sport il principio della mela marcia è devastante».

LA SERATA SPECIALE

Segnate in calendario questa data: sabato 9 novembre. Quella sera (ore 21) alle Ville Ponti sarà proiettato il docu-film “Parigi 1999 – Vent’anni dopo”, il racconto della cavalcata della Nazionale di basket che conquistò la medaglia d’oro europea sotto la guida del c.t. Tanjevic, e con tre Roosters in campo. La serata è inserita nell’ambito del festival di giornalismo “Glocal” organizzato da VareseNews: sul palco anche Alessandro Mamoli e Simone Raso (autori del documentario) e alcuni protagonisti di allora. Per saperne di più CLICCATE QUI. Per prenotare il vostro posto gratuito, invece CLICCATE QUI.

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Pubblicato il 29 ottobre 2019
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