Cento anni e una grande festa per Lonati Bagni

Fondata dal nonno Mario dopo la prima Guerra Mondiale il negozio in Piazza della Motta vuole condividere con la città la sua lunghissima storia 

Cento anni di Lonati Bagni

Sarà una festa aperta a tutti, un traguardo che Nando e Betty Lonati insieme alla mamma Eva, vogliono condividere con tutta la città, quello che venerdì sera 25 ottobre proprio negli ambienti del negozio di Piazza della Motta ricorderà i cento anni di apertura dell’attività Lonati Bagni.

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In un periodo di difficoltà globale dell’economia e crisi, sopratutto locale, delle piccole imprese, la notizia che un’azienda di famiglia festeggi centro primavere non può che essere una bella notizia.

Aperta da nonno Mario nel 1919, tra una Guerra Mondiale e l’altra, l’attività dapprima in via Avegno e poi, dal 1935 nell’attuale sede di fronte alla Chiesa della Motta, in cento anni ha saputo trasformarsi e crescere e affrontare i cambiamenti guardando sempre più al futuro più che al passato.

Nonno Mario fu tra i primi che negli anni Venti progettò e costruì impianti di riscaldamento in una Varese dove il calorifero era un vero lusso e le case per lo più erano scaldate a legna.

Negli anni Sessanta il figlio Giovanni insieme alla moglie Eva prende le redini dell’attività pensando già a un futuro di pannelli solari ed evoluzione dell’impiantistica. Quando nel 1982 i figli Nando e Betty decidono di proseguire la tradizione di famiglia fanno i conti prima con gli anni del boom economico e poi con la lenta decadenza cercando nella visione del futuro la trasformazione.

Ecco che oggi Lonati progetta e realizza mobili per il bagno con una attenzione all’economia circolare, al risparmio energetico, alla ottimizzazione delle risorse servendosi sempre di più della tecnologia.

Nando Lonati come è cambiata la città in questi cento anni?
«Dai racconti del nonno posso dire che Varese dopo la guerra era una città che come tante altre voleva il riscatto e quindi una città vivace, così come negli anni del boom economico dove le grandi aziende fecero di Varese una realtà ricca e all’avanguardia. Oggi è una città normale, come tante altre. Molti dei nostri clienti però sono rimasti fedeli e mi fa piacere che ritornino per rinnovare la casa, dopo che avevano arredato il bagno con mio padre».

Per l’occasione la parte inferiore del negozio accoglie un allestimento con alcuni pezzi di design storici, listini prezzi, documenti dagli anni Quaranta in avanti che la famiglia ha avuto la pazienza di conservare e custodire in tutti questi anni.

Qual è il segreto di tanta longevità?
«Il primo segreto è che siamo una famiglia e se dobbiamo fare un passo indietro lo facciamo tutti e se dobbiamo fare un passo avanti lo facciamo tutti. Il secondo segreto è che lo sguardo è sempre in avanti, dalle intuizioni del nonno, alle progettazioni del papà che per primo a Varese montò un impianto solare, anche noi oggi dobbiamo stare al passo con la tecnologia e le visioni future».

Venerdì sarà una festa aperta a tutti?
«Siamo orgogliosi di celebrare con tutti i nostri collaboratori e i nostri clienti, ma soprattutto con la città dove operiamo da sempre, un secolo d’impegno al servizio della qualità. Alle 20 apriremo alla città, dapprima con una degustazione enogastronomica per un momento di amicizia e simpatia con tutti coloro che non hanno mai mancato di seguire la nostra attività. Subito dopo, alle 21, presenteremo la nostra ultima eccellenza: un bagno 4.0».

A seguire il concerto organizzato dal CFM di Barasso con le esibizioni dei gruppi del Rock Lab: i Black Parrots, i Valium e i Never too late.

di erika@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2019
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