“Morazzone ha dimostrato che su Coinger abbiamo ragione noi”

Matteo Sambo, sindaco di Buguggiate, contesta i dati diffusi ieri dal collega Mazzucchelli : "Quella sperimentata non è la tariffa puntuale di bacino"

Buguggiate nel cuore, elezioni 2019

Matteo Sambo, sindaco di Buguggiate, non ci sta. I dati diffusi dal comune di Morazzone, ieri nel corso di una conferenza stampa, dopo due anni di sperimentazione della “tariffa puntuale di Coinger”  (qui l’articolo e il video), sono secondo il primo cittadino una lettura parziale della “realtà”.
Non solo: l’esito del test di Morazzone non fa altro che certificare, secondo Sambo, che la controproposta presentata dai nove comuni è più che valida.
Di seguito le considerazione del sindaco di Buguggiate (nella foto).

Credo sia d’obbligo fare chiarezza.  Ovvero non citare verità parziali.
La sperimentazione di Morazzone fatta fino ad ora è su due frazioni di raccolta, ed è calcolata una tariffa puntuale. Non è regolamentata dalla tariffa di BACINO e non è stata fatta su tutte le frazioni. Perché? Perché si voleva sperimentare appunto.

I risultati numerici sono sicuramente buoni, ma su questo il Comune di Buguggiate (ed altri Comuni con i quali condividiamo delle idee) non aveva dubbio.
I problemi sono a latere, ovvero relativi alla implementazione su tutte le frazioni (qualcuno mi spieghi come si fa a differenziare la plastica tanto meglio di come viene fatto ora), all’unificazione del servizio a discapito delle differenze tra Comune e Comune, territoriali, commerciali e – perché no – politiche, alla mancanza di veri progetti a coprire servizi accessori ma necessari (come ad esempio spazzamento delle strade o svuotamento dei cestini), all’approvazione di ingenti investimenti (nuova sede, personale) che altrimenti si possono limitare, e soprattutto alla gestione diretta di un bacino di circa 100,000 cittadini  da parte di una Società che dovrebbe organizzarsi ed ingrandirsi oltremodo.

Buguggiate (ed i famosi “altri comuni” che si dissociano dall’attuale proposta di Coinger) vuole la tariffa puntuale, che è garanzia di equità e di risparmio per i cittadini.  I numeri di Morazzone lo confermano. E vuole arrivare a ridurre la produzione di rifiuti, vera finalità dell’azione.
Questa è già una parte del progetto di Coinger.

Quello che non vuole è legarsi mani e piedi ad un progetto non completo, che non garantisce una gestione del rapporto diretto con la cittadinanza, che non affronta i problemi di costi aggiuntivi (i già citati servizi accessori e necessari) e che non permette un’adesione progressiva che consenta la verifica e la correzione del progetto in corso d’opera.  Un conto è testare il progetto su un paese e con un numero di frazioni limitate, un conto è farlo su tutte le frazioni e su 25 paesi.

E siamo sicuri che gli investimenti previsti siano realmente necessari? Non possiamo verificarlo in corso d’opera?
Perché sottoscrivere un progetto oggi, anche prevedendo un ritardo di implementazione completa di 2-3 anni, se non sappiamo come andrà?
In definitiva: noi siamo sicuri che ci possa essere un beneficio reale con l’implementazione della tariffa puntuale, su una o due frazioni, ovvero ciò che è stato fatto da Morazzone; ma non vogliamo legarci ad un’estensione del progetto con la benda sugli occhi. E soprattutto non riusciamo a vedere il maggior beneficio nell’implementazione della tariffa di bacino rispetto a quella puntuale non di bacino, ovvero aggiungendo alla gestione dei rifiuti quella delle tariffe, da parte di un ente che non è il Comune e necessariamente spalmerebbe le differenze ed i maggiori costi locali su tutto il bacino (diventando un po’ meno equa).

Noi chiediamo di istituire la tariffa puntuale, con ottimizzazione del servizio e degli investimenti strettamenti necessari, e di rendere pubblica la base dei costi, uguale per tutti i cittadini e quindi equa.
Molto più importanti saranno le azioni da intraprendere associativamente (e ancora da discutere e da definire) che abbiano il fine di sensibilizzare le imprese e gli esercizi commercial a ridurre gli scarti, l’utilizzo della plastica o di tutto ciò che è accessorio all’acquisto ma inutile e da scartare. Che è poi il problema più grande.

Piccola nota polemica: abbiamo anche letto che oggi ci sarà un consiglio comunale a Sumirago che potrebbe sancire l’approvazione del progetto attuale. A parte il fatto che parlare di risultato acquisito prima che venga fatta la riunione non ci sembra corretto, nel rispetto della maggioranza che rappresenta i cittadini, ma poi che senso avrebbe portare avanti un progetto con una base di forte dissociazione (35-40%?) tra gli enti partecipanti che, fra l’altro, ne approvano solo una parte?

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 ottobre 2019
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