Fisco, l’Ue toglie la Svizzera dalla sua “lista grigia”

I ministri delle finanze e dell’economia dell’UE hanno riconosciuto i progressi compiuti dalla Confederazione

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Per l’Unione Europea la Svizzera non è più un paradiso fiscale, o almeno un paese da tenere sotto controllo in materia di fisco. È la decisione di oggi, presa dai ministri dell’economia e delle finanze riuniti a Lussemburgo.

Oltre alla Confederazione escono dalla “lista grigia” anche Albania, Costa Rica, Mauritius e Serbia.  “La Svizzera adempie e attua gli standard internazionali in materia fiscale – si legge nella nota ufficiale di questa mattina della Confederazione -. Questo è stato riconosciuto dall’Unione europea, che elimina la confederazione dalla propria lista di controllo. La modifica entra in vigore alla pubblicazione degli allegati riveduti nella Gazzetta ufficiale dell’UE.”

La Svizzera è stata dunque ritenuta un Paese compatibile con tutti gli impegni presi nel campo della cooperazione fiscale.

“Nel maggio 2019 gli elettori svizzeri hanno accolto la legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) con oltre il 66 per cento di voti a favore. Con questa legge Berna abroga, dal 1° gennaio 2020, i regimi fiscali non più compatibili con gli standard internazionali. La legge introduce delle misure di sgravio fiscale accettate internazionalmente, quali una «patent box», assicurando così che la Svizzera rimanga una piazza economica competitiva”.

Dal mese di dicembre del 2017 il paese figurava su una lista dell’UE comprendente i Paesi terzi che, pur avendo assunto l’impegno di rispettare gli standard internazionali in materia fiscale, non li hanno ancora pienamente recepiti nei propri ordinamenti nazionali, la cosiddetta “lista grigia”. “Nell’ottobre 2014 – prosegue la nota della Confederazione – la Svizzera e i 28 Stati membri dell’UE avevano firmato una dichiarazione comune concernente la fiscalità delle imprese, nella quale il nostro Paese si impegnava ad abrogare determinati regimi fiscali. In cambio, gli Stati membri dell’UE avevano confermato la loro intenzione di abbandonare le eventuali contromisure adottate non appena fossero stati soppressi i regimi in questione. Con l’approvazione della RFFA, la Svizzera onora l’impegno preso con la dichiarazione del 2014”.

I ministri delle finanze e dell’economia dell’UE hanno dunque riconosciuto i progressi compiuti dal Paese e hanno quindi deciso, in occasione della riunione del 10 ottobre 2019, di eliminare la Svizzera da questa lista.

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Pubblicato il 10 ottobre 2019
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