L’addetto stampa è sempre un giornalista
Tutti devono stare dentro il perimetro delle regole stabilite dall'ordine dei giornalisti
«Ricordatevi che siete sempre giornalisti». In questa battuta dell’avvocato Guido Camera, esperto di nell’incontro di Glocal “Gli uffici stampa nella PA: privacy, trasparenza, diritto di cronaca e deontologia”. È chiaro che la battuta di Camera va letta in modo inclusivo: tutti devono stare dentro il perimetro delle regole stabilite dall’ordine dei giornalisti. Che cosa deve fare l’addetto stampa di un’istituzione o di un’associazione? Può spingersi fino ai confini del giornalismo? «Spesso la tentazione di un addetto stampa – ha detto Andrea Giacometti, responsabile ufficio stampa della Cgil – è di andare oltre la comunicazione, perché il senso della notizia è un richiamo troppo forte. Comunicare le attività di un’organizzazione è ben diverso che fare cronaca, ma quello che può fare un addetto stampa è essere collaborativo rispetto alle richieste del giornalista». (nella foto da sinistra: Andrea Giacometti, Guido Camera, Anna Botter e Stefania Radman)
Se ci si sposta sul terreno scivoloso della sanità il discorso si complica perché non è detto che il diritto/dovere di cronaca possa essere sempre compatibile con la privacy dei pazienti, come ha ricordato Anna Botter, membro del coordinamento #pa social Lombardia. In effetti il giornalista che opera nell’ufficio stampa è tenuto ad osservare la Carta dei doveri che è il fondamentale documento deontologico di riferimento per tutti gli iscritti all’Ordine dei giornalisti. La natura contrattuale e il tipo di incarico ricoperto non influiscono sul rispetto delle leggi deontologiche fissate dalla legge professionale che «valgono per tutti» così come valgono per tutti le norme enunciate in documenti ufficiali dell’Ordine (Carta dei doveri, Carta di Treviso sui minori), Carta dei doveri dell’informazione economica e finanziaria, Carta di Roma, Carta di Firenze) e a quelle che verranno adottate in futuro dall’Ordine.
Stefania Radman, giornalista e moderatrice dell’incontro, ha messo in luce l’importanza di conoscere e soprattutto di applicare la Carta deontologica.
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