L’ospedale di Varese vuole tornare ai vertici della sanità lombarda

L'arrivo di nuovi specialisti e il reclutamento di ricercatori dall'estero tra le misure decise dalla Sette Laghi e dall'Insubria per rilanciare il Circolo

nuovi primari ospedale di circolo

Una passerella che suona come l’inizio del riscatto. L’ospedale di Varese vuole tornare a contare nel panorama sanitario lombardo e, quindi, in quello nazionale.

Dopo un periodo di appannamento, la direzione dell’asst Sette Laghi è impegnata a recuperare fama anche per un motivo molto concreto: « In un momento di penuria di specialisti – ha ricordato il direttore Gianni Bonelli – Creare un’offerta di valore contribuisce a convincere gli specialisti a venire a Varese. Se facciamo bandi a cui concorrono molti candidati, potremo scegliere il meglio».

In questa attività di ricostruzione della fama contribuisce anche l’Università dell’Insubria a sua volta interessata a superare le criticità degli anni scorsi. Per sostituire specialisti e primari andati in pensione, sono stati coinvolti medici di altre realtà ospedaliere come pure professionisti interni di valore.

Così viene letta la nomina di sei primari di cui tre arrivati dal San Raffaele di Milano. Si tratta del  professor Luca Cabrini che dirige l’Anestesia e Rianimazione Cardiologica; il professor Massimo Venturini che dirige la radiologia mentre il 28 novembre arriverà il dottor Federico Daho che ha vinto il concorso ospedaliero per succedere al professor Marconi nel reparto di urologia.

Sono, invece, interni i professori Matteo Tozzi nominato primario della chirurgia vascolare e Paolo Severgnini che dirige l’Anestesia e Rianimazione Cardiologica.

Un rinnovamento che avrà ripercussioni anche sul futuro dell’organizzazione interna definita nel futuro POAS, il piano organizzativo e strategico di cui si attendono le linee guida da regione Lombardia.

« È stata una congiunzione astrale favorevole .- ha commentato il professor Giulio Carcano, presidente della Scuola di Medicina che ha cercato e coinvolto i nuovi primari universitari – Abbiamo esigenza di consolidare le nostre scuole di specialità. La scelta è caduta su specialisti di assoluto valore che riescono a svolgere con lo stesso entusiasmo e capacità il triplice mandato di un accademico: insegnamento, ricerca e pratica clinica».

Daho, Venturini e Cabrini arrivano dal San Raffaele di Milano. Una struttura privata e all’avanguardia che loro, però, hanno accettato di abbandonare per venire a Varese: « Mi avevano parlato bene di questo ospedale e, soprattutto, del reparto – ha commentato Cabrini – Sono uscito da una realtà eccellente ma sono entrato in un’altra di altrettanta eccellenza. La vera differenza è che mentre a Milano potevi fare riferimento ad altre realtà, a Varese devi fare da solo, sei l’unico punto di riferimento e non puoi fare a meno di dare delle risposte. In queste settimane abbiamo ricoverato dei bambini, politraumi: ci siamo fatti carico di ogni richiesta. Il passaggio dal pubblico al privato non l’ho sentito molto: dedizione e amore per il lavoro li vivono prima e li ho ritrovati anche a Varese».

Un valore ulteriore viene indicato dal dottor Vetturini: « Il monoblocco è un vero gioiellino che non ha nulla da invidiare al San Raffaele. A Milano, le realtà pubbliche possono riservare sorprese non sempre positive. Ma a Varese l’ospedale è una vera chicca».

Scelte strategiche che guardano al futuro e al compito di consolidare la fama dell’ospedale di Varese al vertice del sistema lombardo. Si tratta, infatti, di un primo passo a cui ne seguiranno altri soprattutto nel campo delle competenze e delle eccellenze per sviluppare la chirurgia robotica. Presto arriverà anche un ricercatore che rientrerà in Italia da Cambridge. Ha vinto il concorso promosso dall’Insubria e lascerà il suo incarico in Gran Bretagna. La sua specializzazione sarà un valore in più per il progresso dell’intera squadra chirurgica.

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Pubblicato il 19 novembre 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Vinx

    Bravi. Investire sulle persone e non solo sul cemento: questa è la soluzione. Qualche posto letto in più, chessò giusto magari un centinaio sarebbero sicuramente graditi, magari anche con un potenziamento del PS.

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