Su vicesindaco e segretaria comunale è baruffa in consiglio

Seduta davvero agitata quella di giovedì sera. S'è discusso dell'assenza di Ferrè nelle riunioni di giunta, di parcheggi, di Coinger. Solo Il premio a Gianni Capretti ha messo tutti d'accordo

Azzate varie

C’è baruffa nell’aria. Un vento freddo gira nelle stanze del palazzo comunale e l’inverno non c’entra.

Un consiglio comunale davvero animato quello di ieri sera, mercoledì 20 novembre, colpa dei punti all’ordine del giorno piuttosto delicati ma non solo. La minoranza, Azzate in Valbossa e Insieme per Azzate, è partita all’attacco e la maggioranza di Gianmario Bernasconi non ha avuto “vita facile”.

Tutto è cominciato con la votazione del progetto di Coinger, l’ormai “famosa” tariffa puntuale di bacino: la maggioranza l’ha bocciato, ma la minoranza si è astenuta. Una situazione quasi paradossale quella del Comune di Azzate: il sindaco fa parte del comitato ristretto che ha formulato il progetto di Coinger e quindi, a lungo lo ha sostenuto. Raffaele Simone, oggi all’opposizione, invece è sempre stato contrario alla tariffa puntuale di bacino.
La votazione di ieri sera, invece, si è conclusa con la bocciatura del progetto da parte della maggioranza, che ha dato mandato al sindaco di esprimersi in modo contrario durante l’assemblea di Coinger di giovedì sera. E l’opposizione si è astenuta motivando la decisione con la mancanza di un piano alternativo a quello di Coinger.

La ragione della scelta di Lega e “Insieme per Azzate” pare evidente: troppo alta la posta in gioco per scendere a un compromesso; Coinger ha già chiesto per il suo progetto un impegno economico ai comuni, ma la situazione è ancora in alto mare: meglio lasciare alla maggioranza la responsabilità di prendere scelte non proprio popolari.

Ma sono stati anche altri i temi su cui maggioranza e opposizione si sono affrontati a colpi di frecciatine e frasi urlate a microfono acceso. Una di queste riguardava l’assenza del vicesindaco Davide Ferrè dagli incontri di giunta: “Le delibere parlano chiaro – hanno detto Carlo Arioli e Raffaele Simone – Ferrè manca dal 24 luglio alle riunioni che si tengono una volta la settimana. Dovrebbe essere compito del sindaco togliere le deleghe nel caso gli uomini scelti non siano in grado di mantenere gli impegni presi. Perché non succede?”

Ferrè, seduto regolarmente al suo posto in consiglio comunale, ha risposto alle accuse: “Ho informato il sindaco e i colleghi della maggioranza delle difficoltà che ho in questo momento. Sono problemi legati a questioni personali e professionali che non mi hanno però impedito di seguire i compiti che mi sono stati assegnati”. Una risposta che non ha soddisfatto l’opposizione ma Ferrè ha incassato la fiducia del suo gruppo.

Così come è stata confermata piena stima al segretario comunale Marisa Stellato. La segretaria è passata di ruolo a Ceprano, un comune del Lazio e quindi il suo ruolo è a “scavalco condiviso” con Azzate. Raffaele Simone ha chiesto in quale modo Stellato potesse assolvere al suo ruolo dividendosi tra due province così distanti tra loro. Bernasconi ha spiegato che l’operatività del segretario non ha subìto alcun contraccolpo e che il costo delle trasferte viene suddiviso tra i comuni presso i quali Marisa Stellato lavora; ha aggiunto anche che l’amministrazione di Azzate non intende cercare un altro segretario dato che tutti hanno espresso massima soddisfazione sul suo operato. Massima trasparenza anche dal punto di vista economico: i “cedolini” della segretaria non pesano più del dovuto sui bilanci comunali.

Scontro anche per l’area che viene utilizzata dai dipendenti comunali per parcheggiare: Azzate in Valbossa ha chiesto per quale motivo lo spazio interno di palazzo Benizzi Castellani possa essere utilizzato solo dai dipendenti e dagli assessori e non venga aperta al pubblico. Dibattito “annoso” che non avrà soluzione: la consigliera Claudia Miterangelis ha spiegato che quell’area (parco o parcheggio che sia, non è ancora ben chiaro che destinazione d’uso abbia) non può essere aperta al pubblico per motivi di sicurezza.

Insomma tra maggioranza e opposizione c’è, pare, poca sintonia. Su un unico punto si sono trovati tutti d’accordo: l’istituzione di un premio dedicato all’azzatese Giambattista “Gianni” Capretti. Ci ha dovuto “pensare lui”, ex pugile più volte premiato, a mettere pace tra le due fazioni, in una serata dai lunghi coltelli.

 

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Pubblicato il 21 novembre 2019
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