Il dialogo tra Italia e Svizzera fa bene alle acque del Ceresio

Dai pesci ai cormorani, dall'inquinamento da microplastiche alla depurazione delle acque. Tanti i temi affrontati questa mattina dal Tavolo di lavoro italo-svizzero sul risanamento del Ceresio

POrto Ceresio - Tavolo lavoro lago ceresio

Si è svolta questa mattina a Porto Ceresio una nuova riunione del Tavolo di lavoro italo-svizzero sul risanamento del Ceresio, con la partecipazione di esponenti di enti e le associazioni  che in Canton Ticino e in Italia stanno lavorando ai diversi progetti di risanamento e valorizzazione del bacino.

 

 

Con il sindaco Jenny Santi e il rappresentante del Gran Consiglio Fabio Schnellmann, c’erano i rappresentanti di Regione Lombardia, Provincia di Varese, Comunità Montana del Piambello, Gran Consiglio del Ticino, Dipartimento del Territorio del Ticino, Ato, Alfa, Autorità di Bacino Lacuale Ceresio Piano e Ghirla, i Comuni di Lavena Ponte Tresa, Brusimpiano e Porto Ceresio, IRsa Cnr il Circolo Legambiente della Valceresio e l’Unione Pescatori del Ceresio Onlus.

Un gran numero di attori che in questi anni hanno affrontato a vari livelli i problemi del lago, sulla sponda italiana come su quella svizzera, ma che a volte hanno peccato nella comunicazione reciproca. Dal 2016, grazie al tavolo che riunisce periodicamente tutti i soggetti in campo, si è dato valore allo scambio di informazioni e al confronto anche per ottimizzare gli interventi e sfruttare le varie competenze nel modo migliore.

I temi di certo non mancano.

Questa mattina si è fatto il punto su importanti interventi che partiranno nei prossimi mesi sulla sponda varesina, grazie ai 4 milioni di euro arrivati dal progetto Interreg Acqua e dal Patto per la Lombardia, che serviranno a rilevare e sistemare la rete delle acque che finiscono nel Ceresio, da quelle urbane a quelle dei diversi corsi d’acqua che alimentano il lago.

Si è parlato di microplastiche e rifiuti, con l’annuncio da parte svizzera del “varo” di tre apparecchi fluttuanti per la raccolta dei rifiuti in acqua, un sistema sperimentato a Porto Ceresio, che anche sul lato italiano ci si appresta ad adottare.

Tra gli argomenti di confronto anche la salute del Ceresio in termini di biodiversità, in particolare per quanto riguarda i pesci. L’esperta del Cnr e i pescatori dell’Unione hanno affrontato la questione dei cormorani e delle altre specie ittiofaghe che popolano il lago, perennemente a caccia di pesce da contendere ai pescatori. Si è fatto il punto sulle attività di ripopolamento con l’immissione degli avannotti allevati nelle piscicolture di Brusimpiano e di Brusino Arsizio: trote, persici e anche alborelle che vanno ad aumentare la vitalità del lago.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 16 gennaio 2020
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