Discarica sul confine, “L’area è disastrata”

Il sindaco Arnaldo Tordi ha partecipato alle operazioni dei carabinieri scattate all'alba. "Danno ambientale gravissimo". Le indagini partite su segnalazione di un cittadino svizzero

Una stradina anonima che si inerpica dalla provinciale, un cancello rosso e poi niente più: quasi impossibile vedere il resto della zona che si estende per circa tre ettari nei boschi di Cadegliano Viconago a un centinaio di metri dal fiume in località Somneggio.

Ma dall’altra parte del confine, invece, si vedeva eccome cosa quei camion stavano trasportando e scaricando.

C’era infatti un cittadino svizzero che ha preso nota degli spostamenti, ha avvisato le autorità italiane facendo così partire l’operazione dei Forestali che prende il nome dalla località dove è avvenuto il blitz all’alba reso possibile anche dai comandi stazione da cui sono arrivati parte dei cinquanta militari che hanno blindato la zona, identificato i conducenti dei camion e raggiunto gli indagati nelle proprie residenze, dove sono stati posti sotto sequestro diversi mezzi usati per arrivare in quella che era diventata una discarica.

L’attività di indagine dei militari ha impiegato quindi il più antico strumento di controllo del territorio, cioè la confidenza di un cittadino, in questo caso ticinese, preoccupato per le sorti del “suo” fiume, il Tresa, o la Tresa a seconda di quale sia la sponda in cui ci si trova. Ma anche le videocamere hanno potuto raccogliere sul posto svariate immagini che nel solo mese di novembre, anzi in soli 20 giorni hanno svelato oltre 40 conferimenti.

Nel terreno sbancato con una ruspa in un’area protetta perché sotto tutela ambientale veniva scaricato di tutto, quando andava bene il verde delle potature, altrimenti gli inerti frutto della lavorazione nei cantieri, pneumatici e addirittura eternit. Tutto lì, a pochi metri dal fiume, esposto a pioggia e ad altre intemperie.

È ancora presto per definire l’ammontare preciso contenuto nella discarica improvvisata, che i denunciati sono accusati di aver recintato, ma sicuramente si parla di un quantitativo importante, di parecchi metri cubi.

«L’area è completamente disastrata», è stato il commento del sindaco di Cadegliano Viconago Arnaldo Tordi di ritorno da un sopralluogo e a cui sono state affidate le chiavi dei cancelli del fondo sottoposto a sequestro (anche se l’area non è del tutto demaniale, una porzione risulterebbe di proprietà di un privato, probabilmente estraneo ai fatti).

I reati contestati agli otto soggetti raggiunti da informazione di garanzia sono alterazione delle risorse ambientali, discarica non autorizzata, gestione illecita di rifiuti, distruzione o deturpamento di bellezze naturali, occupazione di terreno demaniale.

Sono al vaglio degli investigatori altre indagini, dalle quali potrebbero emergere altre responsabilità o illeciti, anche se sembra da escludersi un collegamento con la criminalità organizzata. 

Ora secondo i tempi previsti dal codice dell’ambiente il sindaco emanerà un’ordinanza che obbligherà al ripristino di luoghi e sono inoltre previste sanzioni amministrative regionali.

Il caso di Cadegliano Viconago è emblematico per quanto riguarda l’attenzione del territorio: se da un lato sono stati gli svizzeri a segnalare la discarica, dall’altro l’amministrazione comunale si è recentemente costituita parte civile contro uno degli indagati, accusato in un altro processo di aver appiccato il fuoco ad alcuni rifiuti, anni fa e sempre nella stessa zona.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 21 gennaio 2020
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Felice

    Scusateci siamo italiani….oltre che non interessarci più di nulla devastiamo la casa dove abitiamo.
    La vostra sfortuna è che siamo vostri vicini.
    Per questi reati sono favorevole alla pena di morte.

  2. Scritto da Giorgio Martini Ossola

    Per trasportare rifiuti e scarti edili serve compilare una bolla ed il formulario,ma ovviamente nessuno controlla mai i mezzi che circolano carichi di merci pericolose. Ma soprattutto vige sempre l’impunità,in questo caso nessuno è stato arrestato e quasi certamente dopo processi che dureranno anni finirà tutto in nulla. E’ questo l’unico motivo per cui succedono queste cose,nella vicina Svizzera non accadono perché le leggi sono molto severe e vengono applicate con rapidità.

Segnala Errore