Ospedale di Cuasso: proposte di rilancio entro il 29 febbraio

Slitta di 15 giorni il termine per la presentazione di manifestazioni di interesse per avere in concessione il presidio, una proprietà di quasi 25.000 mq di cui oltre 13.000 vuoti

Cuasso al Monte - ospedale

È stato posticipato di 15 giorni il termine per presentare proposte per la gestione degli spazi all’ospedale di Cuasso. la scadenza, inizialmente fissata alle ore 12 del 14 febbraio, dopo pochi giorni è stata prorogata sino al 29.

Dopo il via libera della Regione, l’Asst Sette Laghi ha reso pubblica la sua intenzione di concedere il presidio a privati che vogliano avviare un’attività di tipo comunque socio sanitario.

La volontà dell’azienda ospedaliera, condivisa dalla regione , è nata da « una attenta analisi relativa all’Ospedale di Cuasso al Monte, con particolare rifermento alla opportunità di ridistribuire ed ottimizzare i posti letto accreditati, allo stato della struttura edilizia che si presenta per molti versi obsoleta e con spazi non agibili ed infine considerando i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria che il prossimo anno dovranno essere sostenuti necessariamente».

L’indagine ha portato a identificare nella concessione la via questo presidio che non sarà comunque venduto « escludendo una dismissione, tenuto conto che tale compendio non è stato inserito in alcun programma di alienazione ai sensi del D.lgs 98/2011».

Le ipotesi di rilancio di questo presidio si concentrano su «forme innovative di partenariato pubblico – privato, da assumere quale cornice di un rapporto avente ad oggetto una concessione del bene finalizzato al rilancio del plesso quale piattaforma erogativa di servizi socio –sanitari».

Attualmente, l’ospedale di Cuasso ha una metratura totale di «24.893 mq di cui 2.786 mq. sono destinati alla degenza (Padiglione centrale – reparti di pneumologia e medicina riabilitativa); 744 mq. sono destinati ad ambulatori (Padiglione di Medicina – ambulatori, CUP, radiologia); 7.807 mq. presentano destinazioni varie (Padiglione centrale – reparti di pneumologia e medicina riabilitativa – mensa, bar, archivi; Padiglione di Medicina – ambulatori, CUP, radiologia); ex conventino – ufficio tecnico, direzione medica; centrale termica; centrale elettrica; archivi; officine – ex lavanderia ricovero e base AIB – ricovero mezzi Protezione civile comunità Montana; Chiesa e casa del prete; obitorio; portineria); 13.556 mq. sono completamente vuoti (Padiglione centrale – reparti di pneumologia e medicina riabilitativa – mensa, bar, archivi; Padiglione di Medicina – ambulatori, CUP, radiologia); officine – ex lavanderia ricovero e base AIB – ricovero mezzi Protezione civile comunità Montana; casa ex CRAL – fatiscente; VII reparto – fatiscente)».

La complessità del patrimonio immobiliare e lo scarso utilizzo hanno indotto Asst e Regione a decidere per un uso diverso a causa dell’ «insostenibilità delle spese necessarie per la gestione pubblica del presidio, esorbitanti rispetto agli standard regionali e ingiustificate in considerazione delle limitate funzioni del presidio, nonché della necessità di operare continui interventi di manutenzione – anche straordinaria – dell’intero compendio, che, sotto quest’ultimo profilo, la struttura si presenta per molti versi obsoleta, gli spazi non utilizzati sono in condizione strutturale di non agibilità, l’esteso parco pone l’esigenza di ingenti investimenti tesi alla cura costante delle alberature ad alto fusto giunte a maturazione, alcuni edifici (in particolare, la ex lavanderia, il ‘conventino’ e gli ex alloggi) presentano la necessità quantomeno di un urgente rifacimento delle coperture.

Il fine, quindi, è quello di individuare un soggetto in grado di operare nella duplice e inscindibile direzione:
a. di una riqualificazione edilizio-forestale del compendio con riqualificazione immobiliare e rifunzionalizzazione degli spazi o di una parte significativa di essi;
b. di una offerta innovativa di servizi socio-sanitari destinata primariamente alle comunità vallive del nord varesotto, che costituiscono il primo e più naturale bacino geografico di una tale offerta integrata.

Con la pubblicazione della manifestazione di interesse «l’amministrazione intende esplorare le potenzialità del sito, le concrete prospettive di riqualificazione e verificare la effettiva sussistenza di una platea potenziale di soggetti astrattamente interessati all’affidamento del bene e non costituisce ricerca di un promotore secondo lo schema del project financing o modelli consimili.

IMMOBILI E SERVIZI
Gli spazi attualmente utilizzabili ed agibili all’interno del compendio sono un solo piano del cd. Padiglione Centrale e il Padiglione di Medicina Riabilitativa. Non è presente un sistema di riscaldamento a gas ed il riscaldamento avviene ancora a gasolio (è inoltre presente un serbatoio GPL per il riscaldamento della sola portineria).
All’interno del compendio è presente un eliporto, dotato di ricovero per l’elicottero, che, in vista di un utilizzo, necessita di interventi manutentivi, quali sistemazione della zona di atterraggio, sistemazione della tettoia di riparo e taglio delle piante circostanti. In vista dell’utilizzo dell’eliporto si rende altresì necessaria l’installazione di un ponte radio; a tal fine si segnala l’esistenza di un ripetitore dei Vigili del Fuoco sul Monte Piambello. In zona adiacente all’eliporto si trova un invaso per la raccolta d’acqua avente funzione antincendio. Anche tale struttura necessita di interventi manutentivi in vista di un utilizzo.

Sono inoltre presenti alcuni locali di servizio, attualmente utilizzati dal nucleo dei volontari di PCAIB di Cuasso al Monte, in forza di una convenzione stipulata dal Comune di Cuasso con l’ATS dell’Insubria. Presso il compendio sono ricoverati taluni mezzi di proprietà dell’ATS: due mezzi antincendio, un autobotte da 1200 litri ed un mezzo di trasporto, concessi in comodato d’uso alla Protezione Civile del Piambello, con connessi obblighi di custodia. Il compendio è circondato da un parco con presenza di piante e diverse varietà arboree. Il parco non è totalmente recintato dal momento che ci sono alcuni sentieri che lo attraversano, ricompresi nella rete sentieristica del PLIS 5 Vette e censiti come VASP. Di tali sentieri dovrà essere sempre garantita la percorribilità e la fruibilità collettive.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2020
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Commenti

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  1. Scritto da Gian Battista

    Leggendo attentamente quanto esposto nel bando si può intendere chiaramente l’intenzione di non escludere assolutamente un partenariato pubblico-privato.
    Proprio come esposto nell’ipotesi di progetto messo a punto dal Comitato e dalla Commissione della C.M. del piambello e divulgato a tutti i livelli istituzionali.
    Secondo noi una presa di posizione chiara di ASST settelaghi nel considerare Cuasso una propria risorsa da valorizzare, avvicinerebbe molto più facilmente eventuali privati che potrebbero benissimo occupare gli spazi non utilizzati.
    Basta crederci!
    A breve un’assemblea potrà meglio chiarire tanti aspetti non ben evidenziati nei tanti articoli apparsi sulla stampa.
    Il Comitato per l’Ospedale di Cuasso

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