Otto medaglie d’onore, Varese ricorda i militari deportati nei lager

Il riconoscimento per gli uomini che scelsero di non aderire alla Repubblica Sociale e per questo furono fatti prigionieri, è stato consegnato dalle autorità ai famigliari nel corso di una cerimonia ufficiale in Comune

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C’è chi, come l’angerese Manlio Della Chiesa, una volta tornato dai campi di concentramento, riprese gli studi e si laureò in chimica per poi dedicarsi all’azienda di famiglia e chi, come Angelo Luoni di Cardano al Campo, a casa non riuscì a tornare mai più. Qualcuno condivise il ricordo di quell’esperienza di sofferenze e prigionia, altri preferirono il silenzio. Sono le storie degli uomini ricordati questa mattina nel corso della cerimonia di consegna, da parte del prefetto di Varese, Enrico Ricci, delle medaglie d’onore concesse a militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti perché scelsero di non entrare a far parte dell’esercito della Repubblica Sociale.

I riconoscimenti sono stati consegnati dalle autorità ai famigliari degli insigniti nel corso della cerimonia ufficiale che si è svolta questa mattina al Comune di Varese.

Di seguito le storie delle persone celebrate con la medaglia d’onore:

Medaglia d’onore a GIOVANNI CANTOREGGI, nato a Barasso nel 1921, militare in servizio, nel settembre del 1943 è stato deportato in Germania ove ha lavorato ed alloggiato in un mulino sito presso alcuni campi di patate che venivano coltivate e raccolte dai prigionieri per la sussistenza dell’esercito tedesco. I familiari rammentano che nei suoi rari racconti erano ricorrenti il ricordo della fame, delle privazioni e delle sofferenze subite, ma anche l’assoluta mancanza di rancore verso il popolo tedesco del quale rammentava significativi gesti di solidarietà. Nel novembre del 1945 fu liberato dalle armate alleate e rimpatriato in Italia.

Medaglia d’onore a MANLIO DELLA CHIESA, nato ad Angera nel maggio del 1921, studente universitario di chimica, nel 1941 fu chiamato alle armi e dopo il corso di allievo ufficiale, in qualità di Tenente di artiglieria, fu mandato sul fronte di guerra in Montenegro. L’8 settembre 1943 fu fatto prigioniero dai tedeschi a Le Lavandou (Francia) e trasferito in un primo tempo verso il Nord della Francia e successivamente nei campi di concentramento di Chelm e Biala Podlaska in Polonia e di Sandbostel e Wietzendorf in Bassa Sassonia. Rientrato in Italia nel settembre 1945 riprese gli studi universitari, sino al conseguimento della laurea in Chimica Pura per poi impiegarsi nella ditta di famiglia.

Medaglia d’onore a ALVISE DELL’ACQUA, nato a Cesate, in provincia di Milano nel gennaio del 1923, militare in servizio, nel settembre del 1943 è stato deportato in Germania, ove all’interno di alcune fabbriche è stato adibito alla produzione bellica dell’esercito tedesco. Rientrato in Italia nel maggio del 1945 negli anni a venire non ha mai inteso narrare episodi particolari della sua prigionia, soffermandosi esclusivamente sugli sforzi patiti nella fabbrica e le difficoltà derivanti dalle scarse provvigioni assegnate ai prigionieri di guerra.

Medaglia d’onore a DANTE MIGLIAVACCA, nato a Caronno Pertusella nell’agosto del 1921, militare in servizio, fu inviato sul fronte greco dove nel settembre del 1943 fu arrestato ed internato a Patrasso fino al maggio del 1945. Rientrato in Italia, particolarmente provato dagli anni di prigionia, ha tenuto sempre vivo il ricordo dei maltrattamenti subiti e delle privazioni a cui era stato sottoposto insieme ai suoi compagni di prigionia.

Medaglia d’onore a ANGELO LUONI, nato a Cardano al Campo nel gennaio del 1907, militare in servizio, nel 1943, durante la seconda Guerra Mondiale, fu inviato con il contingente italiano sul fronte africano. Successivamente, dopo l’8 settembre 1943, di stanza a Rodi, fu fatto prigioniero e imbarcato come deportato sul piroscafo Oria per essere trasferito nei campi di lavoro in Germania. Il piroscafo nella notte dell’11 febbraio 1944, mentre era in navigazione, a causa di una tempesta affondò nei pressi dell’Isola di Patroco. Nel naufragio perirono più di 4.000 uomini, ed il sig. Angelo Luoni risultò disperso.

Medaglia d’onore a CESARE MAGISTRALI, nato ad Albizzate nel marzo del 1919, militare in servizio, fu chiamato alle armi nell’aprile del 1939 ed inviato poi sul fronte albanese nel 1941. Fu poi catturato dai tedeschi l’8 settembre 1943 a Lamia in Grecia e deportato in Germania in uno dei campi di concentramento denominati “Stammlager” situato nei pressi di Forbach dove prestava l’attività di meccanico ferroviere. Nel 1945 fu liberato dalle truppe alleate e rimpatriato, portando con se’ il ricordo degli orrori della guerra e delle privazioni patite durante la prigionia.

Medaglia d’onore a GIORGIO ROVELLI, nato a Casciago nel dicembre del 1919, dopo aver prestato servizio militare di leva, nel 1939 fu richiamato alle armi. Dopo un breve periodo di rientro a casa, nel giugno del 1940 fu richiamato in servizio ed impiegato sul fronte occidentale. Nel gennaio del 1941 fu poi trasferito sul fronte greco. Nel febbraio del 1943, a seguito di una malattia polmonare, rientrò in Italia e ricoverato presso l’Ospedale Militare di Varese. Non del tutto guarito fu nuovamente destinato sul fronte greco e nel settembre del 1943, dopo essere stato fatto prigioniero dalle truppe tedesche, fu deportato in Germania. Nell’agosto del 1945 venne rimpatriato e con i polmoni ormai compromessi ricoverato all’Ospedale di Bizzozero dove gli fu diagnosticata la tubercolosi. Al termine della guerra il Sig. Rovelli fu insignito della Croce al merito quale riconoscimento per i sacrifici sostenuti nell’adempimento del dovere.

Medaglia d’onore a BARTOLO STEFANO, nato a Montalbano Elicona in provincia di Messina nell’agosto del 1922. Nell’agosto del 1941, pochi mesi dopo aver terminato il servizio di leva, fu chiamato alle armi come allievo carabiniere. Nell’aprile del 1943, aggregato al 13° Battaglione Carabinieri mobilitato della Legione di Bologna, fu inviato a Cattaro, nell’odierno Montenegro. L’8 settembre del 1943 veniva catturato in Albania e da lì deportato nel campo di concentramento di Schulenburg, a nord di Amburgo, dove fu impiegato come lavoratore coatto per l’economia di guerra presso una fabbrica che produceva cemento. Rientrato in Italia nel 1945 è rimasto in servizio nell’Arma dei Carabinieri ed impegnato, per i successivi due anni, nella zona del palermitano per la lotta al brigantaggio mafioso. Nel 1950, promosso Sottoufficiale, ha prestato servizio prima a Merano e poi a Riva del Garda fino al gennaio del 1962 quando, nominato Maresciallo, è stato trasferito a Varese con incarico di “polizia giudiziaria”. Nel luglio del 1978 si è congedato dall’Arma con il grado di Maresciallo Aiutante di Battaglia. Nel corso della sua carriera militare e professionale è stato insignito della Croce di Merito di Guerra, della Medaglia d’Oro per merito di lungo comando di reparto nonché nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2020
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