Il Parco del Ticino è infestato dalla processionaria

L'Ufficio di Igiene e salute pubblica di Ats Insubria chiede un intervento urgente: "Con il clima mite favorisce la schiusa delle uova"

La processionaria

Nel Parco del Ticino è allarme processionaria. Sono decine i pini marittimi infestati e il caldo di questo mite inverno rischia di accelerare il processo di nascita dei pericolosi insetti che cadranno a terra. ( Cos’è e cosa fa la processionaria)

L’allarme viene sollevato da Ats Insubria: « La situazione è decisamente preoccupante – spiega la biologa Elena Tettamanzi dirigente dell’Uoc Igiene e Sanità pubblica dell’Agenzia – Stiamo invitando i sindaci a prestare attenzione al fenomeno e ci mettiamo a disposizione per definire gli interventi urgenti da attuare».

In questi giorni sono molte le segnalazioni che arrivano un po’ da tutto il territorio: « Il nostro compito – spiega la dirigente di Ats Insubria –  è quello di coinvolgere i comuni perché emettano ordinanze e intervengano negli spazi di loro competenza. In questo momento è ancora possibile coinvolgere aziende che si occupano del taglio delle piante perchè così si elimina il problema prima che si schiudano le uova. Una volta a terra, si può solo effettuare interventi di disinfestazione per via aerea con costi decisamente superiori».

Il problema dell’eliminazione della processionaria è soprattutto una questione economica: spesso per incuria ma a volte per mancanza di fondi non si contrasta adeguatamente il fenomeno.
« In questi giorni, anche solo percorrendo la Statale 336 della Malpensa, si può vedere la gravità della situazione. In questi casi occorre agire con tempestività e su larga scala».

La processionaria

Al momento, l’Ufficio di Ats Insubria non ha segnalazioni di altri gravi casi di infestazione: « Ci sono nidi sugli alberi un po’ dappertutto – commenta la dottoressa Tettamanzi – ma sono situazioni contenute e gestibili. Per il Parco del Ticino è un po’ più preoccupante».

I comuni sono invitati a emettere ordinanze la cui inosservanza presuppone la sanzione pecuniaria: « Noi non abbiamo compiti sanzionatori – spiega la biologa – possiamo solo informare, formare e, nel caso, insistere perché si adottino misure».

I tempi di intervento, dato il clima mite, sono ridotti: « C’è il rischio che la caduta dai nidi arrivi già il mese prossimo. Quindi fate attenzione a passeggiare con i vostri cani nel Parco del Ticino. Siate prudenti e guadatevi bene attorno»

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Pubblicato il 19 febbraio 2020
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