Aime, abbiamo bisogno di misure shock

Gianni Lucchina: «Tutti siamo chiamati a rispettare le regole decise dalla Regione e dal Governo»

Generico 2018

L’intervento di Gianni Lucchina segretario generale di Aime, Associazione imprenditori europei, sulla situazione di emergenza sanitaria.

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L’attuale situazione di emergenza sta chiedendo a tutti noi uno straordinario contributo, siamo tutti chiamati a cambiare le nostre abitudini, il nostro stare assieme tutti e dico tutti siamo chiamati a rispettare le regole decise dalla Regione e dal Governo. La superficialità non solamente danneggia la salute ma arreca danni anche sul piano economico, più si ritarda il ritorno alla normalità maggiori saranno le conseguenze economiche negative.

Siamo stanchi delle polemiche politiche, il Governo delibera le Regione critica e viceversa, tutti i partiti hanno approvato all’unanimità il piano economico presentato in parlamento e dopo due minuti già le prime critiche. In emergenza in un paese maturo tutti debbono remare nella stessa direzione e una sola voce si dovrebbe alzare.

La salute di tutti noi è nelle nostre mani, dobbiamo rispettare le ordinanze, però dobbiamo anche avere la capacità di approvare subito misure capaci di contenere le perdite economiche sostenere le imprese e i lavoratori. Superare l’emergenza sanitaria  è la priorità, attenzione però che se non adottiamo misure shock sul piano economico rischiamo tra qualche settimana di dover affrontare una altra emergenza, quella economica e finanziaria.

Sostenere le imprese significa sostenerle tutte, sostenere il lavoro significa sostenerlo tutto al di là delle forme contrattuali. Aime ha dato voce a tutte le imprese, grandi, medie, piccole ed alle cosiddette partite Iva di qualsiasi settore, abbiamo dato rappresentanza anche a professionisti che fino ad oggi non avevano alcuna forma di rappresentanza (mi riferisco alle palestre, fitness, etc etc) e a tutte le partite iva.

Oggi abbiamo bisogno di misure shock, un’Europa, che certamente non può essere quella interpretata dalla Lagarde, un’Europa che sostenga senza se e senza ma la nuova Italia. Allora penso che sia necessario che tutte le imposte, iva, irpef, inps ecc. siano rinviate a partire da quelle in scadenza  il prossimo 16 marzo.

Spero, anzi mi auguro che il Governo non confermi le indiscrezioni circolate in queste ore: che ad esempio la moratoria sull’Iva sia applicata solo ai contribuenti con fatturato fino a 400 mila euro per le prestazioni di servizi e fino a 700 mila euro per le cessioni di beni, sarebbe una beffa.

Pensate le attività che hanno dovuto chiudere e che rischiano di tener chiuso per tre settimane, o quelle come ad esempio le società di distribuzione automatica di bevande che son operative ma che non possono lavorare perché i propri clienti sono chiusi (scuole, uffici fabbriche). Sia estesa la cassa integrazione a tutti i dipendenti anche alle aziende che hanno meno di 5 dipendenti, ma si preveda un preciso intervento economico per tutti i soggetti che lavorano a partita iva, questo significa sostenere i lavoratori, tutti.

Si prevedano vere e proprie moratorie su tutti i mutui sia per le imprese che per i privati, senza costi aggiuntivi. Chiediamo di rimodulare le tasse comunali evitando lo spezzatino. Chiediamo alla Regione di rivedere la propria tassazione, ad esempio scontando l’addizionale irpef o azzerando il bollo auto, inoltre chiediamo alla stessa Lombardia di coordinare, anche al tramite di un accordo con Anci, le rimodulazioni delle tasse comunali (add. irpef, tarsu, tasi ecc.) per evitare come prima detto la macchia di leopardo. Siano previsti interventi precisi per favorire un intervento anche sul costo degli affitti, ricordiamo che la stragrande maggioranza delle attività sviluppa la propria produzione e/o servizio in siti in locazione. Subito un forte piano di sostegno allo sviluppo economico innanzitutto favorendo i consumi interni e le esportazioni, per rilanciare il made in Italy.
Ci auguriamo che tutto questo si possa concretizzare. Auspichiamo, meglio lo pretendiamo, che i provvedimenti che saranno adottati non siano, come sempre, colmi di burocrazia. Burocrazia che alla fine ritarda lo sviluppo e drena ingenti risorse.

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Pubblicato il 14 Marzo 2020
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