Lovato: “Dall’emergenza, un futuro smart per Varese”
L’assessore alla Digitalizzazione Lovato: “Facciamo di necessità virtù. L’esperienza che stiamo vivendo sia un tesoro per il domani”

«Affrontiamo l’emergenza ora in atto mettendo in campo tutte le possibilità che il mondo digitale ci offre. Quello che stiamo vivendo sarà un tesoro per il futuro; un’esperienza che ci arricchirà e rispetto alla quale non potremo più tornare indietro».
Fabrizio Lovato, assessore alla Digitalizzazione di Palazzo Estense, commenta così le novità che cittadini, professionisti e studenti si trovano a sperimentare in tempo di coronavirus. Lavoro agile, corsi e lezioni online, la pubblica amministrazione che sceglie sempre più internet: «Gli strumenti che applichiamo in questi giorni – spiega – possono diventare modello per il nostro futuro. Sì, facciamo di necessità virtù e trasformeremo Varese in una città sempre più smart».
In questi giorni, per esempio, sono sempre più le riunioni che si tengono grazie a piattaforme internet e social network: «Guardiamo – prosegue Lovato – alla pubblica amministrazione. Negli uffici di Palazzo Estense sono tantissimi gli appuntamenti che, nelle ultime ore, si stanno tenendo online. Il che offre anche innumerevoli vantaggi: per prima cosa un risparmio di tempo e, poi, il superamento di molti semplici ostacoli. Niente più faldoni di documenti o stampe; tengo tutto sul monitor ed è sufficiente condividere il mio schermo con gli altri partecipanti. La rivoluzione digitale che, per cause di forza maggiore, stiamo vedendo oggi è una grande eredità che ci porteremo dietro. Riflessi di questo cambiamento si vedono anche sui cittadini, con tante attività del Comune che sono state spostate online, evitando code e assembramenti davanti agli uffici. Oggi questa è una necessità, domani sarà un’opportunità».
Come Palazzo Estense, diverse aziende private stanno facendo lavorare i propri dipendenti da casa: «Lo ‘smart working’ – conclude l’assessore – non lo scopriamo certo oggi, ma mai ne avevamo visto un’applicazione così estesa e intensa. Può essere così anche a lungo termine? Certamente. In fondo in questo momento ci è chiesto di cambiare il nostro stile di vita, e, in un certo senso, possiamo scoprire stili migliori di quelli a cui fino a ieri eravamo abituati. È una rivoluzione che sta coinvolgendo persino il mondo dell’istruzione, dove vediamo tante scuole e università che organizzano online le proprie lezioni. Bene, questo tipo di insegnamento non potrà sostituire in tutto quello tradizionale, ma terminata l’emergenza coronavirus le nostre scuole saranno ancor più all’avanguardia, dotate di sistemi moderni e funzionali in grado di aprirle al futuro. Potremmo dire che tutti noi, dalla pubblica amministrazione alle scuole passando per le aziende private, siamo chiamati a una grande sfida, dovendo imparare oggi quello che sarà il nostro domani».
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