Il minuto di silenzio al comune di Busto Arsizio

Il sindaco Emanuele Antonelli e la vicesindaco Manuela Maffioli hanno aderito convintamente all’iniziativa

Coronavirus: il minuto di silenzio per le vittime nei comuni varesini

Il sindaco Emanuele Antonelli e la vicesindaco Manuela Maffioli hanno aderito convintamente all’iniziativa lanciata dal presidente della Provincia di Bergamo e promossa da ANCI per ricordare le vittime del covid-19. Oggi alle 12.00 sindaco e vicesindaco hanno osservato un minuto di silenzio davanti al municipio e in piazza Trento Trieste. Bandiere a mezz’asta sia sulla facciata del palazzo che sul pennone della piazza.

Queste le riflessioni che il sindaco vuole condividere con tutti coloro che hanno partecipato all’iniziativa dalle loro abitazioni.

«Oggi ricordiamo tutti coloro che hanno perso la vita in questi giorni e ci stringiamo ai loro cari colpiti da un lutto inaspettato, vissuto spesso da lontano, senza poter pronunciare un‘ultima parola di conforto. Senza poter celebrare una cerimonia funebre che, pur dolorosa e triste, è sempre un momento in cui non manca l’affetto consolatore delle persone più care, un momento che aiuta a dire addio per sempre. Il nemico invisibile non solo ha strappato vite, interrotto rapporti, distrutto famiglie, ma lo ha anche fatto nel modo più disumano possibile per l’abissale solitudine in cui ha costretto i malati, per l’angosciante distanza che ha posto con i loro cari.
Mi torna in mente l’ultimo sms di una madre sola in ospedale: ha scritto alla figlia “Sto morendo. Il medico ha detto che non respiro più, ciao”. Possiamo immaginare cosa significa dire addio in questo modo? Scrivendolo su una tastiera, senza poter guardare negli occhi, senza stringere la mano, senza poter piangere insieme ai nostri figli?
Oggi siamo in tanti a osservare questo minuto di silenzio, tanti sindaci, tanti cittadini, perché dobbiamo fare in modo che si colmi la distanza che il virus ha scavato tra noi, per ora lo possiamo fare solo virtualmente, tra qualche settimana, spero anche concretamente.
Oggi ci abbracciamo idealmente e stringiamo in questo abbraccio anche tutti gli operatori sanitari, a cui dobbiamo il nostro grazie più sentito. Spesso sono stati loro a stringere la mano di chi se stava andando, oggi siamo noi che, sempre virtualmente, la stringiamo a loro con immensa gratitudine.
Noi sindaci custodiamo e ci facciamo interpreti delle preoccupazioni dell’intera comunità, ma non vogliamo che prevalga lo sconforto, vogliamo che proprio da questa necessità di essere vicini e uniti con maggiore consapevolezza e responsabilità riparta una nuova fase della lotta contro il nemico comune: insieme ce la possiamo fare se continuiamo, tutti, a osservare le indicazioni che ci hanno dato, fino a quando sarà necessario.
In tutta la mia vita difficilmente ricordo un momento così toccante.
Restiamo uniti in questa battaglia, facciamolo per chi ci ha lasciato e per chi combatte quotidianamente in prima linea per far sì che non ricapiti più».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 31 marzo 2020
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