“Ora dobbiamo tirare fuori il meglio di noi”

Lettera appello di un'infermiera in trincea. La sua lotta quotidiana, le sofferenze e l'invito a chi è chiamato a collaborare da fuori: "Aiutateci ad aiutarvi"

foto di proprietà di asst sette laghi

(foto di Asst Sette Laghi)

Siamo stanchi….siamo provati…stiamo allestendo sale di rianimazione nelle sale operatorie.
Facciamo turni, notti, reperibilità…
Siamo vestiti come palombari.

…ho scelto consapevolmente di fare l’infermiera.
Ed è in questo momento che si ha più bisogno…
Voglio fare il mio lavoro, quello che nel bene e nel male amo tantissimo!
Sono un soldato…questa è la nostra guerra…voglio armarmi e andare al fronte.
…non esiste che la paura mi fermi qui.
Non esiste la paura nel nostro lavoro e so benissimo che voi mi potete capire…
Sono un’infermiera…un’infermiera…TESTONA..
Siamo professionisti, siamo stati formati per affrontare ciò che fa paura agli altri…il politrauma, la persona che va in arresto improvvisamente…l’adrenalina pronta nella tasca del camice…

Noi siamo abituati a ben peggio..
Ciò che più mi rammarica è tenere lontano i miei affetti…
Non vedere i miei genitori, portare loro la spesa e fare loro un saluto dal cancello…non dare il bacio della buonanotte a mio figlio…ma solo una carezza…
Passera’…gli darò tutti baci con gli interessi quando sarà passato tutto…
Adesso c’è chi ha più materialmente bisogno di noi…
C’è da tirare fuori il meglio di noi e la paura lasciarla sotto il letto…come il mostro al quale non tiriamo fuori il letto dal piumone…
Ma c’è ancora troppa gente in giro…
I flash-mon sui balconi non ci aiutano se non state a casa…
Quando vedere un paziente positivo vi viene la pelle d’oca…avete veramente voglia di piangere…e lo facciamo…credeteci! Lo facciamo quando torniamo a casa distrutti…
Niente ci può aiutare più del vostro “stare a casa”!
La spesa fatela per lunghi periodi…non usate questa scusa per uscire!
Le mascherine che si usano nei supermercati non hanno una durata illimitata ma di poche ore.
Vedo gente al supermercato che la tiene sotto il naso, che la sposta per grattarsi il naso coi guanti, che si sistemano i capelli coi guanti , che utilizzano i fazzoletti coi guanti per soffiarsi il naso o che la tolgono per starnutire…che coi guanti cercano le chiavi nella borsa…con i quali aprono la macchina ecc…
È l’atteggiamento ad essere dover essere responsabile.
La mascherina senza il buon senso non serve a nulla…
E poi…SE STATE IN CASA!!!

Il nostro caposala ogni sera alle 20 ci manda turni e aggiornamenti…
Si fa il culo 13 ore al giorno, anche nel weekend da casa dove noi ci troviamo in trincea…e se abbiamo bisogno lui corre!!! Un uomo di 30 anni!!
Saltano riposi, saltano le ferie..
Vi prego…aiutateci!

La passeggiata col cane, la spesa, il giro per i boschi, la corsetta…No!!!!!STATE A CASA!
AIUTATECI AD AIUTARVI!!!
Grazie! Anna…solo un’infermiera…

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Marzo 2020
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Commenti

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  1. Scritto da frabru

    Non voglio spaventare nessuno, ma 10 anni fa ho fatto 12 giorni di rianimazione, per altri motivi, non e’ un reparto come la chirurgia, la medicina, la neurochirurgia, sappiate solo che da allora devo prendere una pastiglia per dormire, perche’ nonostante tutti gli anni passati, la mia mente, il mio subconscio torna sempre la, quel tempo di incoscienza piena…ma poi c’e’ il tempo in cui piano piano ti levano dalla sedazione, e sei tra la coscienza e l’icoscienza, e i miei incubi e’ li che tornano ogni notte se non prendo la pastiglietta per dormire, non entro nel dettaglio dei miei incubi…ogniuno avra’ i suoi personali, mi salvarono la vita, prendendomi per i capelli come si suol dire. Ma vi assicuro che risvegliarsi, senza capire ed essere cosciente al 100% ti fa vedere e sentire cose che ti insegnano la quintessenza della paura allo stato primordiale, poi probabilmente ero una paziente indisciplinata (posso solo darmi questa spiegazione…ero sedata) perche’ mi ritrovai legata , (dalla cartella clinica scoprii dopo che mi ero strappata flebo ed altre cose collegate al mio corpo…non l’ho fatto coscientemente) ma voi sapete cosa si prova a trovarsi legata? in un posto che non conosci, con la memoria a zero, fuori dal tempo , con dei mostri che ti vogliono uccidere, e tu, da essere umano vuoi vivere , vince la sopravvivenza, cercavo la mia mamma volevo la mia mamma, non so se urlavo veramente nel mio cervello MAMMA…..ma ero intubata quindi non usciva nulla dalla mia bocca. L’unico conforto le infermiere che mi davano risposta alla mia unica domanda DOVE SONO?….era il mio mantra DOVE SONO, VOGLIO USCIRE, VOGLIO MIA MAMMA (…hei avevo 43 anni!) e poi molto piano il ritorno della memoria, la fiducia alle risposte delle infermiere, ero a Varese all’ospedale del circolo, e poi finalmente la mia mamma vestita di verde diomio ero viva e lei era li e mi diceva pazienza che ce la fai. …..la normalita’ piano piano arrivava e la capivo, aspettavo con ansia il prof. profumato che mi veniva a salutare e mi diceva dai forza presto andrai in reparto (capivo poco pero’….era una via verso la liberta’) quel prof. poi ho scoperto dopo che era il Prof. CARCANO GIULIO, che non c’era giorno che non passasse…anche se dormivo sapevo che lui era passato, perche’ sul mio braccio sulla mia mano sentivo il suo profumo (ne usa parecchio…c’e’ da dire a onor del vero) pero’ mi bastava per capire IO VIVO . Poi sono uscita dalla rianima…..la fisioterapia….la stomia….l’attrezzetto per la ginnastica polmonare, perche’ non respiravo a pieni polmoni….e’ stata dura, molto dura. Pero’ i miei polmoni non sono piu’ quelli d’un tempo . Questo messaggio e’ per tutti quelli che fanno i faciloni gli spavaldi, passare in rianimazione non e’ una normalita’ e’ qualcosa che ti segna per sempre, insomma si viene a far parte di CLUB di sopravvissuti.
    Se ci sono errori di battitura chiedo umilmente scusa, perche’ ho scritto di getto e come il mio solito non rileggo. Comunque sappiate che la rianimazione del Circolo e’ fatti di persone, che vi chiamano per nome, che sanno chi siete , e che vi toccano…..e il loro tocco e’ il conforto piu’ grande che ci sia.

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