Regione e Politecnico insieme per testare le mascherine: “Alcune sono come dei fazzoletti”

Il Politecnico ha testato più di 50 campioni realizzando una nota che mostra quali siano efficaci e quali no. Cattaneo: "Vogliamo arrivare ad un marchio regionale di certificazione per assicurare la protezione ai cittadini"

Generico 2018

Per far fronte al forte aumento della domanda di mascherine Regione Lombardia e Politecnico di Milano uniscono le forze. «Non tutte le mascherine hanno un’effettiva capacità protettiva e benché il decreto consenta ai cittadini di usare mascherine non certificate noi vogliamo anche per i cittadini mascherine che abbiano le caratteristiche di idoneità per essere protettive» ha spiegato l’assessore Raffaele Cattaneo, incaricato dalla giunta regionale di occuparsi del delle mascherine e della riconversione delle produzioni di alcune aziende.

«Dovete sapere che i dispositivi di protezione individuale sono prodotti specialmente all’estero e per arrivare sul mercato devono essere certificati. Prima della diffusione del Coronavirus da noi in Lombardia erano 2 o 3 le aziende che si occupavano di questa produzione. Ora queste realtà sono state messe a lavorare al massimo della loro capacità produttiva e nei prossimi giorni verranno messe sul mercato nuove mascherine anche con il marchio della regione». Ma nonostante queste aziende siano a pieno regime il forte incremento della domanda non può essere soddisfatto e «quindi abbiamo chiesto ad altre aziende di riconvertire parte delle loro produzioni». In una settimana sono state più di 300 quelle che si sono candidate ma «non tutte le mascherine, non tutti i tessuti e non tutti i dispositivi vanno bene».

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Proprio per evitare di mettere sul volto mascherine inutili Regione Lombardia ha schierato sul campo le tecnologie e le competenze del Politecnico di Milano. «Abbiamo allestito tre banchi prova -spiega il Rettore del politecnico, Ferruccio Resta- e da una settimana stiamo lavorando continuamente notte e giorno perché abbiamo ricevuto più di 50 campioni e materiali. Sono materiali e pezzature di diversi prodotti che sottoponiamo alle prove più severe. Proprio oggi abbiamo chiuso una nota tecnica con i risultati più promettenti che indicano quali tessuti opportunamente stratificati e con quale grammatura è meglio usare». In questo modo «abbiamo avuto una grande esperienza anche per capire cosa non è adatto per mascherine che alla fine risultano sono semplici fazzoletti sul viso» e quindi «con questa nota tecnica mostriamo anche quali sono i materiali non adatti a proteggerci».

Secondo il rettore del Politecnico con quel test «che stiamo facendo a titolo gratuito, le aziende potranno presentare all’Istituto Superiore di Sanità le proprie produzioni e arrivare sul mercato con una documentazione di un ente terzo che possa certificare quel prodotto». Ma Regione Lombardia vuole fare di più e anticipare i tempi. Quindi Cattaneo ha anticipato che gli uffici regionali sono al lavoro per il rilascio di un marchio regionale che certifichi come quella mascherina sia stata approvata dai test del Politecnico. L’esempio portato dall’assessore è quello di un’azienda che produceva pannolini e che seguendo le indicazioni di Regione e Politecnico ha riconvertito la propria produzione con un prodotto efficace e davvero filtrante (nella foto in alto, ndr)

 

L’obiettivo per Raffale Cattaneo è dunque quello di «accompagnare le aziende per avere prodotti migliori» e fare in modo che sul mercato ci siano «materiali e tecnologie corrette» perché «vogliamo offrire mascherine che siano davvero protettive e dare alle persone la certezza che quando escono di casa siano davvero isolate». Proprio per questo per le aziende che volessero riconvertire parte della propria produzione in questa direzione Cattaneo ricorda l’indirizzo dpicoronavirus@regione.lombardia.it

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di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 21 marzo 2020
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