Addetti alle pulizie senza protezioni: “Mandati allo sbaraglio”
Lettera aperta della delegata della Cgil che lamenta la scarsa protezione del personale delle ditte esterne che svolgono le pulizie all'ospedale di Varese

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Anna Pecoraro delegata della CGIL
LA GUERRA AI TEMPI DEL CORONA VIRUS.
Un altra giornata da incubo, un passo avanti e dieci indietro…confusione…caos…notizie contraddittorie e palesemente sconfortanti, dispositivi di sicurezza che ora ci sono e ora no!…a singhiozzo e…in mezzo le nostre vite di lavoratori part time a 500 € al mese; mandati allo sbaraglio in una prima linea non di guerra, ma peggio, perché almeno in una guerra il tuo nemico lo vedi in faccia. ..qui invece NO!!.
Noi lavoratori invisibili! ..anche se importanti, eppure non abbastanza importanti perché quelle normali misure di sicurezza che sono garantite ai lavoratori di un ospedale pubblico, invece sono diventate un optional per gli addetti alle pulizie dipendenti di una ditta privata. Si lavora tutti, ognuno con le proprie mansioni, sullo stesso fronte, quello del corona virus; ma a secondo se sei un dipendente pubblico o privato , con protezioni diverse.
Se sei un addetto alle pulizie di una ditta esterna e operi con mansioni di sanificazione in zone rosse, reparto di infettivi, rianimazione generale e terapie intensive; quei dpi essenziali per poter lavorare in sicurezza, in quei reparti così delicati, non sempre sono disponibili.
PRIMA I NOSTRI! ! Dice l’ospedale! …I dpi non sono sufficienti per tutti!..Quindi tuteliamo prima i nostri dipendenti pubblici e poi gli altri…gli INVISIBILI..Si arrangino per conto loro..la loro azienda ci penserà. .come se dall’oggi al domani fosse così semplice per qualsiasi azienda reperire mascherine , camici e quant’altro. Si Arrangino per conto loro! Come se non fossimo Tutti sulla stessa barca..su uno stesso fronte o sotto lo stesso cielo! …e anche oggi cominceremo a lavorare con l’angoscia nel cuore di non sapere se all’inizio del turno avremo a disposizione le mascherine, camici, e tute adatte per combattere quello che in ospedale oramai è diventato un fronte di guerra.
Anna Pecoraro delegata della CGIL
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