“Perchè non si possono riaprire le toelettature per cani?”

La lettera di due fratelli, che hanno aperto una toelettatura per cani all'inizio di gennaio. "Abbiamo lo stesso codice Ateco delle estetiste e dei parrucchieri, ma non abbiamo contatti ravvicinati con le persone"

Generico 2018

Buongiorno,
Io e mio fratello abbiamo aperto una toelettatura a gennaio 2020 a Morazzone in provincia di Varese. L’11 marzo 2020 per via del covid 19 abbiamo chiuso il nostro negozio, e ad oggi non sappiamo quando potremmo riaprirlo. A causa del nostro codice ateco che inizia per 96 siamo stati associati a parrucchieri ed estetisti (quindi con le ultime aperture), professioni che rispetto  ma noi in realta’ noi non dobbiamo avere a che fare con la persona ma bensi’ con i nostri amati animali.

Mio fratello per dare voce alla nostra categoria che ahime’ non viene mai menzionata ha scritto una lettera che vi lascio qui sotto. Se in qualche modo potete aiutarci a fare sentire la nostra voce.

Vi ringrazio
Cordiali saluti

Silvia Caputo e Leonardo Caputo


“Abbiamo deciso di scrivere questa lettera ed inviarla a tutti coloro che possono diffonderla, Cariche pubbliche Statali incluse (poiché siamo solidali anche con chi deve prendere tutti i giorni delle decisioni cruciali riguardanti la salute pubblica).

Ciò che stiamo per scrivere non ideato per generare contrarietà, sono delle considerazioni volte ad a aprire nuove linee di pensiero utili come spunti di riflessione.

Siamo dei cittadini fieri di essere Italiani, scevri da quell’idea di far politica per screditare il lavoro altrui.

Crediamo ancora che ci rappresenta stia cercando di capire cosa sia meglio fare, in questa contingenza di fattori, che torniamo a dire, consideriamo eccezionalmente complicata.

Ci siamo spinti a scrivere un appello accorato, in formula semplice, esentandoci da qualsiasi polemica, cercando di non fare inutili sofismi su aspetti tecnici e politici le cui dinamiche non sono di nostro appannaggio, confidando nella giusta azione di chi ha scelto di governarci.

Non siamo una grossa realtà industriale, né facciamo parte di un settore traente; non possiamo affermare che il nostro lavoro contribuisca all’economia di sussistenza di altre famiglie. Niente di tutto questo: noi toelettiamo cani e gatti.

Farà sorridere che la “vocina” di un settore così di nicchia, costituzionalmente e vocazionalmente artigianale, possa essere udita da qualche “notabile”. Non vogliamo sottrarre evidenza a settori e categorie ancora più prostrati da questo stato emergenziale.

Non vogliamo neanche parlare dei colleghi che soccomberanno a causa di questa grave recessione  e non riapriranno mai più la loro attività. Ci aspettiamo da uno stato Libero e Garantista tanti provvedimenti anche a favore di chi sarà “morto professionalmente” a causa del covid-19, poiché gioco forza il nostro settore non contribuisce al sostenimento di tante famiglie, ma sicuramente chi pratica questo mestiere, in molti casi, riesce a sfamare dignitosamente la propria.

La nostra categoria è composta da persone silenziose e operose, che si sono dovute evolvere in fretta per stare al passo con le esigenze di una popolazione molto legata al mondo animale. Artigiani che ogni giorno possono dirsi soddisfatti del proprio lavoro, poiché per chi non lo sapesse, quello in oggetto è un mestiere estremamente faticoso: spossante fisicamente, carico di responsabilità per cui è necessario mantenere un’alta concentrazione per molto tempo.

Non siamo ovviamente dei neurochirurghi, non salviamo la vita a nessuno. Siamo però pronti a dimostrare in tutti i modi che il nostro lavoro sia essenziale. Se qualcuno che ha potere decisionale dovesse interpretare la toelettatura per animali domestici come una semplice fatuità estetica vorrebbe dire che quel celeberrimo “comitato tecnico scientifico” che abbiamo nominato noi Italiani per mano del nostro Premier, molto probabilmente non è poi così oculato come si addirebbe ad un pool di studiosi esperti di pandemie, non rilevando tante importanti evidenze.

Il senso di queste note non è disquisire sulla logica dei codici Ateco o della loro formulazione o avere la volontà di evidenziare delle falle di sistema la dove è in corso un’importate emergenza sanitaria la cui “scia sismica” ha divelto l’economia di tantissimi paesi destabilizzando, a vari livelli, tutte le famiglie e le attività.

Noi evidenziamo due problemi preponderanti, di enorme rilevanza: il benessere animale e l’igiene pubblica.
Per il benessere animale ci appelliamo a quei diritti costituzionalmente acquisiti dagli animali domestici per cui Ministri, legislatori e tecnici emeriti  si sono impegnati a creare regolamenti e sanzioni in caso di abuso e maltrattamento. Non ci sarebbe da dire altro: abbiamo cani e gatti con problemi epidermici che riuscivano ad orbitare in uno stato di omeostasi fisica e psichica solo grazie alla collaborazione del toelettatore. E’ doveroso nominare tutte quelle razze che per selezione genetica hanno una tipologia di mantello che ha bisogno di manutenzione periodica, per evitare che vi siano sofferenze o l’insorgenza di processi infiammatori epidermici nel soggetto.

Il periodo primaverile è cruciale per la salvaguardia della salute dei cani e i gatti e l’asse di collaborazione tra veterinario e toelettatore è fondamentale per salvaguardare la salute degli animali.
Se in questa disquisizione non vogliamo porre al primo posto la questione del benessere animale perché circostanzialmente non è preponderante, sarebbe il caso che chi di dovere si ponesse il problema dell’igiene e della salute pubblica: un cane con il mantello sporco è un ricettacolo di batteri ed elementi patogeni che potrebbero concorrere a peggiorare il quadro immunologico di molti. Gli acari della polvere che trattenuti dal mantello del cane e del gatto possono provocare reazioni allergiche, compromettono le funzioni respiratore umane rendendole più attaccabili dal covid-19.

Consideriamo anche che per il nostro bene stiamo rispettando una quarantena che tra poco conterà due mesi di permanenza tra le mura domestiche, non giocando a favore sicuramente al nostro sistema immunitario, quindi siamo più soggetti ad ammalarci.
Lavare un cane o un gatto nel proprio bagno, spesso con prodotti inadeguati e con spazi non consoni, ora più che mani: non è igienico!

In toelettatura si può ricevere per appuntamento, un cliente alla volta, usando guanti e mascherina per gli operatori che nella maggior parte dei casi sono costretti a lavorare da soli mantenendo fisiologicamente le distanze imposte. In tolettatura vengono di norma, da sempre, igienizzate le superfici e gli strumenti.

Gli animali una volta lavati non possono essere portatori indiretti di nessuna patologia, poiché il loro mantello è stato sanificato. Con l’operatore sempre dotato di guanti e mascherina verrebbe riconsegnato l’animale al cliente rispettando senza alcuna difficoltà le distanze.

E’ superfluo, crediamo, dover ricordare a chi sta combattendo per il futuro del nostro amato paese quanto siano importanti socialmente gli animali domestici; non è difficile immaginare che chiunque legga questi pensieri ne possegga almeno  uno o abbia qualche parente prossimo che ha arricchito la sua vita con un cane od un gatto.
Altrettanto pacifico è che in questa quarantena gli animali sono stati gli unici compagni di tante persone che hanno dovuto lottare con la solitudine.

Per tutto ciò sopracitato, chiediamo per conto di tutta la nostra categoria, che essendo giovane non ha una dorsale cosi forte da avere dei portavoce univoci, di poter riaprire quanto prima per poter rendere il nostro servizio agli animali e alle loro famiglie.

Qualora la nostra richiesta non possa avere seguito, vorremmo essere messi a parte del motivo secondo il quale si stiano violando dei precetti universalmente riconosciuti: il benessere animale e l’igiene pubblica.

Certi di ottenere presto delle risposte auguriamo a tutti Buon lavoro!

“Un gruppo di toelettatori consapevoli”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 aprile 2020
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