Il sindacato: “Troppi decessi nelle rsa. Ma l’Ats non risponde”

Segnalate criticità nella rsa di S. Erasmo e nelle case di riposo di Morimondo e Mario Leone di Mesero

infermieri

Le segreterie di Cgil, Cisl e Uil di Legnano unitamente ai sindacati della Funzione pubblica hanno scritto una lettera indirizzata al direttore generale dell’Ats di Milano con oggetto “Misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid19”.

Si tratta della seconda lettera dopo quella del 12 marzo scorso dove già si esprimeva preoccupazione relativamente alla rsa (residenza per aziani) S. Erasmo di Legnano. Ora sono almeno tre le realtà dove si manifestano criticità nella gestione dell’emergenza Covid-19.

«Ad oggi – scrivono le organizzazioni sindacali – non abbiamo ricevuto alcuna risposta in merito. Riteniamo che questo Vs. comportamento sia da ritenersi inaccettabile, soprattutto alla luce del diffondersi di situazioni di altrettanta gravità.
Tra queste vi segnaliamo la casa di riposo Mario Leone di Mesero che, come riportato dalla stampa, vede dal 17 marzo ad oggi ben 8 decessi, probabilmente riconducibili al coronavirus, ma ovviamente a questo non attribuibili perché avvenuti ancora in assenza di tamponi. Inoltre siamo ad indicarvi la casa di riposo di Morimondo, dove, nell’incertezza delle disposizioni, i lavoratori adibiti alla cura degli anziani hanno deciso di autoisolarsi per proteggere utenti e parenti da possibili contagi e vivono lontano dalle famiglie dal 19 marzo.
Queste situazioni non esaustive di quanto accade nel territorio, ci portano a ribadire che i soggetti più fragili e a maggior rischio non possano pagare il prezzo più alto della drammatica crisi che stiamo vivendo.
In diverse strutture socio-sanitarie, infatti, si registrano “casi sospetti” tra gli ospiti, in alcune circostanze sono interessati interi nuclei, così come un incremento dei decessi, ma in assenza di una diagnosi certa, aumenta in modo esponenziale il rischio della diffusione del contagio.

Dalle segnalazioni ricevute risulta inoltre che, anche in presenza di sintomi, non vengono eseguiti i tamponi e gli ospedali non prevedono il ricovero degli ospiti provenienti dalle strutture socio-sanitarie (RSA-RSD-CSS). La scelta di Regione Lombardia di individuare le RSA quali strutture per il ricovero di pazienti COVID-19 dimessi dall’ospedale, rappresenta un’ulteriore criticità.
Una condizione allarmante che determina crescente ansia e preoccupazione tra il personale, anche per la ormai cronica insufficienza di DPI idonei, in particolare KIT SARS-COV-2 come mascherine facciali filtranti (FFP2 o FFP3), occhiali, camici monouso. Occorre garantire ai lavoratori che svolgono la propria attività all’interno delle strutture sanitarie e socio-sanitarie fornitura prioritaria di DPI adeguati per quantità e qualità, così come garantire la corretta applicazione del protocollo di sorveglianza sanitaria, ai sensi della DGR 2986 del 23 marzo 2020, così come precisato con nota della direzione generale welfare del 29 marzo 2020 “indicazioni per l’attuazione relativamente alla sorveglianza sanitaria degli operatori sanitari”, considerato che anche la rilevazione della temperatura corporea viene effettuata in modo disomogeneo e a tutt’oggi non risulta eseguita nemmeno presso la ASST Ovest Milanese, con evidente inadempienza rispetto alle disposizioni normative.
Le stesse operazioni di sanificazione degli ambienti dovrebbero essere costanti, ma anche nella stessa ASST Ovest Milanese allo stato non risultano pianificateed attuate.

Si richiama altresì quanto previsto dal” Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, dei Servizi Socio Sanitarie,Socio Assistenziali in ordine all’emergenza sanitaria da «Covid-19»” sottoscritto in data 25 marzo. In ultimo si rilevano ulteriori criticità nella gestione a domicilio dei pazienti COVID-19 dimessi dall’ospedale, sembra infatti, che per sottoporsi al tampone di controllo gli stessi debbano recarsi presso gli ambulatori ospedalieri, si chiede pertanto se tale procedura risulti coerente con le misure per il contenimento della diffusione del contagio, e dalle disposizioni della già citata DGR 2986 del 23 marzo 2020.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 aprile 2020
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