Un grande Parco là, dove non te lo aspetti

L'architetto Stefano Biondaro sta lavorando a un progetto per valorizzare un territorio verde che connette il Lago di Varese al Parco del Ticino. Tutti possono contribuire a portare idee

Parco delle Piane

Sono piccole strade nel bosco che spesso percorriamo a piedi, magari in bicicletta. Conosciamo sentieri dietro casa o poco più in là ma se potessimo vedere dall’alto quello che c’è attorno resteremmo sorpresi: un’area verde, estesa, incontaminata e molto vasta. Un “parco” potenziale, che parco ancora non è. Stiamo parlando del territorio compreso tra i Comuni di Azzate, Brunello, Crosio della Valle, Daverio, Galliate Lombardo, Mornago e Sumirago.  Un’area verde che connette il Lago di Varese al Parco del Ticino: uno spazio ancora non ben definito sulle carte geografiche ma che è una ricchezza pronta per essere valorizzata.

Il progetto è ambizioso e porta la firma di un architetto, Stefano Biondaro, nato a Somma Lombardo vive a Mornago. Ci sta lavorando da tempo e tanto per cominciare ha aperto una pagina facebook il Parco delle Piane, dove racconta l’evoluzione dell’idea e propone itinerari ancora sconosciuti.

«Le colline e le valli a sud del lago di Varese offrono scenari incantevoli che si vorrebbe fossero maggiormente tutelati e preservati – spiega – Credo che l’istituzione di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale, un P.L.I.S., con iniziative e regole stabilite dai Comuni e non “calate dall’alto”, sia la risposta ottimale ad un territorio, che deve superare la frammentazione».

Il punto di partenza è proprio questo: coordinare le amministrazioni comunali di quell’area e stabilire insieme regole e formule per potenziare il Parco dal punto di vista turistico, rispettando l’ambiente e tenendo come cardine la sostenibilità.

«Quel territorio è suggestivo e ricco di panorami unici a due passi dal Malpensa e a pochi chilometri da Milano – spiega ancora Biondaro- . Queste aree svolgono la funzione di anello di congiunzione tra le aree protette del lago di Varese a Nord e il limite superiore del Parco del Ticino a Sud.
Hanno avuto un ruolo apparentemente secondario nella storia economica dell’ambito geografico varesino, ma con il passare del tempo, l’erosione del territorio agricolo in favore dell’urbanizzato, insieme alle mutate esigenze della società contemporanea, hanno acquisito un ruolo centrale. Ce ne siamo resi conto ancora di più in questo momento dove tutti vorremmo andare a fare una passeggiata».

Il nome “Parco delle Piane” ha origine dalle tante piane che costituiscono la zona:  la piana di Vegonno, Montonate,  quelle di Crugnola (Risaia e valle Bagnoli), Daverio e Vinago.

«Il territorio del potenziale Parco credo debba organizzarsi su una struttura che ricorda la struttura di una scala. Due elementi longitudinali: il torrente Strona a ovest, e il torrente Montano – Gobbia –Bagnoli a est sono i “montanti”. I pioli sono i vari collegamenti trasversali che si alternano, intercettando i centri storici e i vari punti paesaggistici: cascine storiche, chiese, alberi “centenari”, particolari punti di osservazioni.

Ogni elemento della “struttura a forma di scala” è organizzato su un sistema di strade agresti e percorsi che messi a sistema potrebbero essere il vero valore aggiunto dal punto di vista turistico.
I vantaggi legati ad un progetto unitario da parte dei Comuni per queste aree aprirebbe anche nuovi scenari per accedere a bandi regionali ed europei e consentirebbe una maggiore sinergia nella gestione di diverse situazioni come ad esempio: il rischio incendi, la manutenzione dei fossi, il recupero delle selve castanili e molto altro».

Nei primi mesi dell’anno l’architetto ha contattato informalmente i sindaci di questi territori e ha illustrato loro il progetto: «Devo dire – conclude Biondaro –  che si sono resi disponibili a mettersi intorno ad un tavolo per valutare la fattibilità dell’idea.
Purtroppo la pandemia legata al covid-19 ha fermato gli incontri e il primo tavolo di confronto.
Ovviamente le scelte andranno fatte con loro, dopo un confronto con le parti sociali ed economiche: agricoltori, associazioni, imprenditori, commercianti, cacciatori.
Ma ogni cittadino può dare un contributo al progetto iniziando a seguire la pagina e inviando le proprie idee alla pagina facebook e instagram o all’indirizzo mail :parcodellepiane@gmail.com
Io preferisco pensare a come rialzarci, piuttosto che bloccarmi terrorizzato da quello che sta accadendo».

 

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Pubblicato il 29 aprile 2020
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