C’è un boom della bicicletta, in Italia?

In molti hanno notato un aumento dell'uso, ma il dato più misurabile è quello delle vendite, che hanno subito una impennata a causa del "buono mobilità": le fabbriche fanno fatica a star dietro alla domanda

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Scena: piazza centrale di una cittadina, ora dell’aperitivo, metà maggio. «Oh, non trovo un posto dove legare la bici, tutto occupato», dice una ragazza agli amici. Le rastrelliere pubbliche sono piene, i pali della segnaletica occupati da altre bici legate.

È forse un caso, ma in molti hanno notato l’aumento dell’uso della bici nelle settimane post-lockdown.

Nelle grandi città è diventata un’alternativa praticabile ai mezzi pubblici, soprattutto a Milano, una città pianeggiante, a struttura concentrica (la maggior parte delle periferie dista venti minuti dal centro), che ha investito molto sulla ciclabilità “d’emergenza”. Più in generale si è forse accompagnata alla sensazione di libertà e alla voglia di riappropriarsi degli spazi dopo due mesi di clausura per la prevenzione del contagio.

C’è davvero un boom di uso della bicicletta?
Un dato che inizia ad essere significativo è quello delle vendite di biciclette. “Stiamo finendo le biciclette?”, si chiede un articolo del quotidiano digitale Il Post, che cita tra le fonti la percezione e i dati di negozi di biciclette, grandi rivenditori di materiale sportivo, produttori.

Gianluca Bernardi, amministratore delegato di BRN, distributore di componenti per bici che rifornisce più di 3mila negozi in tutta Italia e che nelle ultime settimane ha dovuto assumere 8 persone per stare dietro alla domanda, ha raccontato al Post che le fabbriche asiatiche a cui fa riferimento tutta la filiera produttiva delle biciclette (in particolare per certi componenti come telai e copertoni) sembrano essersi riprese in fretta dalla chiusura degli ultimi mesi, ma hanno comunque tempi di produzione più lunghi del solito e costi più alti, con incrementi fino al 30 per cento.

Il Sole 24 Ore ha pubblicato una previsione di vendite del settore prevista per il 2020 di 400mila biciclette. C’entra sicuramente anche il “buono mobilità” o “bonus mobilità”, che consente di recuperare oltre metà della spesa per l’acquisto di una bici o di un monopattino elettrico (esclusi gli accessori): “undici anni fa, in occasione di una analoga campagna di incentivi – con un tetto al 30 per cento del prezzo di acquisto, contro il 60 per cento fissato dalle attuali misure, per un massimo di 500 euro – il mercato registrò un salto di 300mila pezzi”.

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Poiché non sono ancora chiari i tempi di rimborso, diversi negozianti hanno registrato l’aumento di vendite anche in assenza della bici scelta, perché non ancora disponibile in negozio: si paga e si ottiene fattura per avere il rimborso del “buono mobilità”. In parte questo potrebbe portare a difficoltà e ritardi: «Con il fermo produttivo di due mesi e l’aumento della domanda è probabile che, fra qualche settimana, potrebbe mancare il prodotto. Non averci permesso di produrre per due mesi avrà delle conseguenze» ha detto Piero Nigrelli, direttore settore ciclo di Confindustria Ancma, al Sole 24 Ore (è una dinamica che si vede anche altrove, ad esempio negli Usa).

Una prima analisi segnala un aumento di vendite anche in località i cui cittadini non possono accedere direttamente dal “buono mobilità” (qui le regole), anche se a volte i negozi in paesi più piccoli fanno da riferimento anche per le città. Si registra anche un aumento delle manutenzioni a bici già esistenti. Nelle piazze e sulle ciclabili si vedono nuovi modelli, Gravel, bici a pedalata assistita, ma anche vecchie mountain bike e olandesine risistemate.

Fino al 2 giugno le limitazioni ai movimenti tra Regioni hanno anche molto spinto la scoperta dei percorsi verdi “dietro casa”, tra cui le ciclabili: nel lungo “ponte” 30 maggio-2 giugno il fenomeno era evidente in particolare sulle ciclabili intorno a Milano e anche su quella del Naviglio Grande, che è un’area preziosa per tutta la zona dell’Alto Milanese, altamente urbanizzata.

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La ciclabile del Naviglio di Bereguardo, tra Abbiategrasso e Pavia

Nel frattempo le città, come detto, si stanno in molti casi attrezzando. Se ne parla nelle metropoli (in particolare a Milano) ma anche in località di provincia, come ad esempio Busto Arsizio, anche se non sempre l’investimento ha convinto gli amministratori pubblici.

Acquistare un monopattino elettrico: come sfruttare il bonus mobilità appena entrato in vigore

C’è un altro aspetto: le ciclabili – a dispetto del nome – stanno diventando sempre più affollate anche di persone che usano monopattini elettrici, segway e simili, una soluzione comoda in particolare per i pendolari che devono a volte sommare due diversi percorsi associati al treno (prima nella città di provincia, poi a Milano) e per cui l’auto è spesso un costo aggiuntivo rispetto al biglietto del treno.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 03 giugno 2020
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