Carlsberg Italia punta a zero sprechi d’acqua

Dal 2015 al 2019 il birrificio ha risparmiato oltre 163 mila metri cubi d'acqua, l’equivalente del contenuto di 5.626 autocisterne da 29 mila litri

Visita alla Carlsberg di Induno Olona (inserita in galleria)

Oltre 163 mila metri cubi d’acqua, per la precisione d’acqua 163.166, l’equivalente del contenuto di 5.626 autocisterne da 29.000 litri, sono stati risparmiati da Carlsberg Italia dal 2015 al 2019. In quattro anni il consumo idrico di Carlsberg Italia si è ridotto del 23,1%, un risultato in linea con il programma di sostenibilità del Gruppo Carlsberg, Together Towards Zero, la sfida globale della case madre danese su temi cruciali del nostro tempo come cambiamento climatico, scarsità d’acqua e salute pubblica,

Questi risultati sono stati possibili grazie alle opere di efficientamento fatte da Carlsberg Italia nello stabilimento di Induno Olona. I 163.166 m³ d’acqua risparmiati equivalgono al riempimento di 5.626 autocisterne da 29.000 litri, il 23,1% in meno di consumo idrico specifico, ovvero la quantità d’acqua necessaria per produrre un ettolitro di birra.

Numeri significativi nella settimana in cui si celebra la World Water Week 2020 per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale su un elemento naturale indispensabile come l’acqua. 

Economia generiche
 Alexandros Karafillides

«Non è solo una risorsa scarsa del nostro pianeta, l’acqua è un elemento imprescindibile della nostra attività: senza acqua non c’è birra. Inoltre, è indispensabile per le sanificazioni dei nostri impianti. Dobbiamo considerare questi aspetti e lavorare ogni giorno perfezionando la nostra efficienza idrica per arrivare all’obiettivo che prevede un consumo specifico d’acqua dimezzato entro il 2030» dice Alexandros Karafillides, amministratore delegato di Carlsberg Italia. «Nel 2018, nel nostro birrificio di Induno Olona, abbiamo installato il sistema di pastorizzazione “flash”– continua Karafillides – tecnologia rivoluzionaria che ci ha permesso di migliorare, rispetto alla tecnologia precedente del tunnel di pastorizzazione, l’impatto sull’ambiente a livello idrico (-10%), energetico (-15%) e inquinante (-10% emissioni di CO2). Inoltre, nel 2017 ci siamo staccati dal depuratore consortile e ci siamo dotati di un depuratore innovativo e indipendente che, entrato a pieno regime dal 2018, ci permette di depurare le acque reflue restituendole all’ambiente con una qualità molto vicina a quella dell’acqua che attingiamo. Un risultato di cui siamo molto fieri».

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Pubblicato il 24 Agosto 2020
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