Il Pulcinoelefante è stato “adottato” dal comune di Milano

La straordinaria collezione di 10.441 opere, stampate in giornata da Alberto Casiraghy con un macchina Audax Nebiolo a caratteri mobili, andrà alla Casa Museo Boschi Di Stefano

È un pulcino, per quanto riguarda le dimensioni e la tiratura delle sue pubblicazioni (mai oltre le 32 copie), un elefante, per la sua grande capacità di valorizzare in anticipo le opere di poeti e artisti. Bene ha fatto dunque il Comune di Milano a salvare la preziosissima opera dell’editore artigiano Alberto Casiraghy che dal 1982 con il suo Pulcinoelefante ha stampato in giornata e cucito a mano ben 10.441 opere, rigorosamente realizzate con un macchina da stampa Audax Nebiolo a caratteri mobili. Una scelta che lo stesso Casiraghy definisce «poetica».

La collezione è stata acquistata per 150mila euro, grazie all’intuizione dell’esperto d’arte Andrea Tomasetig, che da tempo aveva compreso l’importanza di questa collezione che andrà a impreziosire ulteriormente la Casa Museo Boschi Di Stefano

Casiraghy, che abita a Onago in provincia di Lecco, definisce il Pulcinoelefante «una casa editrice giocosa». Un’impresa che lo ha riportato agli anni della giovinezza quando muoveva i primi passi per imparare il mestiere di tipografo. Tra gli autori presenti in questo non ordinario catalogo ci sono nomi importanti a partire dalla poetessa Alda Merini che dal 1992 al 2009 ha pubblicato con il Pulcinoelefante ben 1.189 opere. Uno straordinario florilegio di versi, aforismi e ricordi a cui Casiraghy ha dedicato una grafica particolare.

Gli autori che hanno pubblicato con Pulcinoelefante sono molti, tra questi ricordiamo: Allen Ginsberg, Fernanda Pivano, Gillo Dorfles, Maurizio Cattelan, Gregory Corso, Wisława Szymborska, Ezra Pound e Jean Cocteau.

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Pubblicato il 26 Agosto 2020
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Commenti

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  1. Scritto da Federico Facchinetti

    Sai quante buche si potevano sistemare “BENE” con 150 mila Euro?
    E invece si va a comprare una roba di cui non frega niente a nessuno, se non ai soliti 4 fighetti…

    1. Scritto da Felice

      Se questa collezione verrà esposta in un museo e la gente pagherà per vederla come ci si aspetta questi soldi non sono buttati ma anzi sono un investimento.
      In ogni caso l’assessorato ai beni culturali ha un plafond di spesa….mano a mano vengono decisi gli ambiti di intervento.
      In realtà con 150.000 euro si mette a posto poca roba in questo paese…..sembra che gli interventi sulle strade pubbliche siano tra le opere più costose in assoluto…abbiamo attraversamenti pedonali da 50k, rotonde da 350k, semafori da 60k. Ammazza!!! una casa nuova costa meno!
      Che ci sia troppo ricarico?

      1. Scritto da Federico Facchinetti

        Inoltre dubito che i costi (non solo quelli di acquisto, ma di esposizione, della sala museo, dell’illuminazione, pulizia, manutenzione ed annessi e connessi…) possano essere coperti da quei 4 gatti che pagheranno il biglietto per andare a vedere cotanta maestosa collezione!!
        SALA: Le periferie sprofondano a causa della microcriminalità o si allagano ad ogni 4 gocce, per non parlare dell’asfalto che salta via ad ogni pioggia!
        Spendi i soldi per la gente che lavora!! Non per quei 4 fighetti dei tuoi amici!!!

      2. Scritto da Federico Facchinetti

        Troppo magna magna!!!

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