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«Esselunga porterà più traffico e anche Schianno soffrirà»

La posizione del sindaco di Gazzada Schianno Paolo Trevisan sull'apertura di via Selene, la strada al confine con il paese, che permetterà il transito dei camion che andranno verso il nuovo centro commerciale di Varese

Manifestazione pro via Selene

«Di una cosa sono certo: l’apertura di Esselunga porterà molto più traffico nel centro storico di Schianno. E io, che sono il sindaco di questo paese, ho il dovere di occuparmi delle conseguenze di una scelta urbanistica che coinvolge il mio territorio. Via Selene agevolerà il passaggio dei camion, ma restano molti nodi da risolvere, come quello della via Piana di Luco»

Paolo Trevisan, primo cittadino (pro tempore, come ripete più volte) di Gazzada Schianno è stato all’opposizione nel consiglio precedente: ecologista convinto, ha fatto della difesa del verde e dell’ambiente il fulcro di tutte le sue battaglie. “Ogni strada realizzata senza aver valutato bene costi e benefici, può diventare una ferita”  è un po’ questa la filosofia che sta alla base delle valutazioni su progetti che modificano il paesaggio. E la costruzione di una strada nel percorso verde in via Selene non fa eccezione. (nella foto la manifestazione organizzata nelle scorse settimane in via Selene)

«Potrei dire che la questione dibattuta tanto in questi giorni, mi riguarda marginalmente, ma non è così. È vero, quella via è in territorio varesino ma interessa il nostro paese in maniera diretta».

Via Selene è una piccola strada sterrata che dal sottopasso della ferrovia tra via Gasparotto e Schianno collega un’area verde che costeggia le rotaie e poi, dopo l’ex Malerba, sale in via Talizia. Un sentiero poco conosciuto, se non dai locali. Un corridoio verde di poco più di un chilometro che si era salvato quando si pensava e progettava la Gasparotto/Borri per collegare le due arterie. Andando verso Varese sulla sinistra di quell’area corrono la bretella autostradale e la ferrovia. L’8 marzo del 2019 abbiamo parlato per la prima volta di via Selene perché l’allora vice sindaco di Gazzada Schianno ed ex assessore ai Lavori Pubblici Marco Maffiolini, ci spiegò la possibilità di risolvere alcuni problemi viabilistici grazie alla realizzazione di una piccola opera che avrebbe collegato la nuova rotonda dell’Esselunga oltre la ferrovia e la bretella alla via Selene. Un progetto legato quindi a tutto il comparto dei  lavori viabilistici per il nuovo supermercato.

A Schianno c’è una zona industriale: via per Schianno, via Gramsci, via 1° Maggio e via Piana di Luco sono arterie che ospitano fabbriche e aziende di dimensioni diverse e che si dipartono da Schianno e uniscono il paese all’area sud di Varese. Per la precisione sono strade strette, che in alcuni punti, come ad esempio nella strozzatura di via Piana di Luco, consentono il passaggio di un’auto alla volta. Il transito dei camion quindi è ancora più complesso.

«Ne faccio anche una questione economica – spiega ancora Trevisan – Il Comune di Varese per modificare la viabilità in vista della realizzazione di Esselunga ha incassato 10 milioni di euro: noi 108 mila euro. Una somma davvero irrisoria. Come possiamo modificare la nostra viabilità in vista di un aumento del traffico veicolare che sarà inevitabile?».

Dell’aumento del traffico Trevisan è praticamente certo: principalmente auto che, già oggi, per evitare le code di via Gasparotto deviano per Schianno.

«La zona industriale di Schianno ne avrà dei benefici ma partiamo dal fatto che quell’area non dovrebbe neppure esistere. È nata intorno agli anni 70 quando la carrozzeria Macchi ha costruito i capannoni sulla grande palude del Luc. Sì, perché forse non tutti sanno che quella è una grande area paludosa, che si estende fino alla via Selene.  Una volta fallita la carrozzeria, l’Skf ha preso il suo posto.
Le aziende che hanno realizzato lì i loro capannoni, penso alla Filva ad esempio, hanno dovuto stabilizzare bene le loro strutture realizzando diversi piloni. Ma era già evidente allora che non ci fossero molte vie di collegamento. Negli anni invece di fermare la costruzione di altri capannoni, le aziende si sono moltiplicate».

«Per quanto sarà nelle mie possibilità – aggiunge ancora il sindaco Paolo Trevisan – non permetterò che prosegua l’antropizzazione della Piana di Luco. Non possiamo tornare indietro e io non posso fare nulla per il progetto di via Selene, ma posso invece fermare l’espansione urbanistica sul territorio che amministro. Sto seguendo con interesse lo sviluppo di un progetto dell’architetto Stefano Biondaro  per valorizzare un territorio verde che connette il Lago di Varese al Parco del Ticino (qui l’articolo) : uno spazio tra i Comuni di Gazzada Schianno, Azzate, Brunello, Crosio della Valle, Daverio, Galliate Lombardo, Mornago e Sumirago ancora non ben definito sulle carte geografiche ma che è una ricchezza pronta per essere valorizzata. Ecco io credo che un territorio lo si salvi e lo si preservi con iniziative concrete, che trasformino zone semi sconosciute in percorsi turistici. Un po’ come sta avvenendo con la via Francisca. Non basta alzare barricate, bisogna costruire ponti»

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Pubblicato il 16 settembre 2020
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