Tutti contro l’assessore di Busto Arsizio: “Chiede umanità? Ma dove è stato fino ad ora?”

Max Rogora al centro delle critiche di cittadini e sanitari per le sue dichiarazioni sulla mancanza di comunicazione tra parenti e pazienti in ospedale. Un'infermiera: "Quelli trattati in maniera disumana da mesi siamo noi"

Infermieri dell'Asst Valle Olona

Le parole dell’assessore alla Sicurezza di Busto Arsizio Massimo Rogora hanno scatenato molte reazioni tra i nostri lettori, quasi tutte di condanna. C’è chi lo critica per essere stato sfacciatamente privilegiato, chi lo ha definito un “negazionista” che si è accorto della gravità della situazione solo quando ad ammalarsi è stato suo padre, chi l’ha attaccato per aver chiesto umanità a medici e infermieri che stanno sopportando da mesi una situazione a sua volta disumana e chi lo ha difeso per aver solo cercato (disperatamente) di poter parlare con suo padre ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Legnano. In molti hanno criticato anche il nostro giornale per aver dato spazio a questa storia, nata da un post su Facebook dello stesso Rogora che chiedeva di poter far arrivare la sua voce al papà, convinto che questo avrebbe potuto dargli la forza di reagire.

Il tema ha scatenato molte polemiche, insomma, e c’era da aspettarselo anche per il modo in cui l’assessore ha ottenuto la possibilità di poter parlare con il padre, ovvero chiedendo pubblicamente e senza preoccuparsi delle possibili reazioni, un contatto con la dirigenza dell’ospedale perchè da giorni provava a farlo senza successo, passando dal centralino dell’ospedale di Legnano. Una richiesta che svelava anche la sua totale mancanza di conoscenze “ai piani alti” del presidio legnanese, nonostante la sua carica di assessore. Convinto di poter, poi, influire in qualche modo anche per gli altri cittadini nella sua stessa condizione, ha voluto rendere nota la sua volontà di aiutare anche gli altri parenti che cercavano di mettersi in contatto con i propri cari con un nuovo post.

Ester, infermiera impegnata in prima linea, ci chiama in causa con un commento chiarissimo e che non lascia spazio ad interpretazioni: «Il diritto innegabile è anche quello di noi sanitari costretti a lavorare senza dignità umana. Io così tanta umanità difesa a spada tratta verso un assessore non la vedo quasi mai rivolta a noi. In fondo chiediamo le stesse cose ma come sempre ci sono due pesi e due misure». Chiara, cittadina di Busto Arsizio, si augura che la figura di Rogora, come assessore, sparisca con le prossime elezioni che si terranno in primavera.

La nostra lettrice Eliana, ha perso la madre settimana scorsa (non per covid), ricoverata anche lei all’ospedale di Legnano: «Capisco benissimo lo stato d’animo dell’Assessore Rogora.  A lui ricordo che tanti si sono trovati nella medesima situazione, a lui rammento che molti parenti nei mesi scorsi hanno potuto riveder i propri cari in un’urna e molti non sono riusciti ad avere neppure una funzione religiosa. Mi chiedo, leggendo la sua dichiarazione e, dando per scontato che sia veritiera, dove l’Assessore Rogora abbia trascorso gli ultimi 6 mesi della sua vita. Dire che il personale sanitario “stia affrontando una sfida sfiancante che mai avrei immaginato così dura e difficile” è a dir poco anacronistico, soprattutto detto da uno che si occupa di politica. Sono arrabbiata e indignata del fatto che l’Assessore Rogora abbia approfittato della sua posizione politica per aggirare regole che tutti noi dobbiamo rispettare. E lo dobbiamo fare per la salute della comunità tutta, per la salvaguardia delle persone fragili che si trovano negli ospedali e per il rispetto che dobbiamo avere nei confronti dei lavoratori del comparto sanitario».

La lettrice se la prende anche con il direttore medico dell’ospedale: «Sono arrabbiata e indignata del fatto che il direttore medico dell’ospedale di Legnano Eugenio Vignati, sicuramente consapevole del fatto che altri non sono nella posizione dell’Assessore Rogora, abbia permesso di infrangere quelle regole del vivere comune. Sono arrabbiata e indignata del fatto che ancora una volta, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo, sia andato in onda l’ennesimo teatrino di una Italietta fatta di “non sa chi sono io”. E infine sono arrabbiata e indignata del fatto che l’Assessore Rogora si permetta di ricordare al personale sanitario di non perdere l’umanità. Si sta parlando di medici, infermieri, ausiliari, volontari che da mesi lavorano incessantemente e strenuamente per la nostra sicurezza e che l’umanità la diffondono a piene mani tutti i giorni facendo il loro lavoro. Per concludere auguro ogni bene all’Assessore Rogora e spero che in futuro si rammenti che la legge deve essere uguale per tutti».

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Stiamo affrontando tutti momenti in cui il dolore e la sofferenza si manifesta da tantissimi punti di vista. I cittadini italiani, siano essi infermieri, commercianti, medici, operai, imprenditori, figli stanno subendo danni psicologici paragonabili a quelli che provoca una guerra. Varesenews e il suo network di giornali ha chiarito, sin dai primi giorni di questa pandemia, da che parte sta e il lavoro corale del nostro giornale è visibile ogni giorno nelle decine di articoli che vengono pubblicati per raccontare la lotta senza sosta del personale sanitario negli ospedali ma anche le grande solidarietà di cittadini, associazioni e imprenditori che si sono impegnati in raccolte fondi per i medici, consegne a domicilio, assistenza a chi è solo e fragile.

Non ci tiriamo mai indietro quando si tratta di rispondere alle migliaia di commenti e mail che ogni giorno ci arrivano e mai smetteremo di farlo anche quando la critica si fa feroce sia da chi ci considera terroristi dell’informazione, sia da chi sostiene che diamo spazio ad opinioni discutibili sulla grave crisi in corso. Siamo umani e resteremo umani, sempre. La stessa umanità che chiede Rogora ma anche la stessa che chiede Ester.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 08 Novembre 2020
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Commenti

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  1. Scritto da Copley

    Quanta prepotenza da parte da un assessore inutile, quanti privilegi rispetto ai cittadini normali che neanche i vestiti possono consegnare di persona… Si deve solo vergognare per ignoranza mostrata

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