Huntsman ristruttura e chiude il sito di Ternate. A rischio 50 posti di lavoro

La multinazionale chiuderà entro la fine dell'anno. Verrà aperta una procedura di licenziamento collettivo. La produzione sarà spostata su altri siti europei

Generica 2020

La multinazionale Huntsman Polyuretanes, specializzata nella produzione di prodotti chimici, in particolare poliuretani, ha annunciato che chiuderà lo stabilimento di Ternate entro la fine del 2021.

Nel piano di ristrutturazione saranno coinvolti la metà dei lavoratori che nello stabilimento di Ternate sono circa un centinaio. I vertici del gruppo industriale hanno deciso di aprire una procedura di licenziamento collettivo e una consultazione formale che inizieranno nel corso di quest’anno, in linea con le disposizioni del Governo, con le leggi e i regolamenti applicabili.

AUMENTARE L’EFFICIENZA

La dirigenza fa sapere che la decisione di chiudere il sito produttivo in provincia di Varese è stata presa sulla base «di un’approfondita analisi delle operations del gruppo a livello globale, che ha identificato aree di opportunità per aumentare l’efficienza».

Steen Weien Hansen, vice presidente di Huntsman Polyurethanes Eamei, ha così commentato: «Si tratta di una decisione molto difficile da prendere, che non riflette il duro lavoro e la professionalità dei nostri colleghi a Ternate. Lavoreremo insieme ai sindacati per trovare la migliore soluzione possibile, per le nostre persone e l’azienda. La decisione è stata presa dopo uno studio rigoroso e un’approfondita analisi delle performance attuali e passate delle nostre operations. Operiamo in un settore molto complesso ed è necessario per noi adottare un nuovo modello operativo e realizzare miglioramenti, per rimanere competitivi e garantire una crescita continua per il futuro».

La multinazionale americana, precisa inoltre che: «I clienti di Hunstman non subiranno interruzioni di servizio a causa di questi cambiamenti, dal momento che molti altri siti europei di Huntsman sono stati attrezzati per rilevare la produzione del sito di Ternate. Nel frattempo, il sito di Ternate continuerà a servire i clienti come di consueto».

Huntsman resta impegnata sul mercato italiano e del Sud Europa. I siti aziendali situati ad Azeglio (TO) e Castelfranco Emilia (MO) non sono coinvolti nel progetto.

CHI È HUNTSMAN POLYURETHANES

Huntsman Polyurethanes è un leader globale nei poliuretani a base di MDI, che serve oltre 3.000 clienti in più di 90 paesi. Ha stabilimenti di produzione su scala mondiale negli Stati Uniti, nei Paesi Bassi e in Cina e una rete globale di oltre 30 stabilimenti di formulazione a valle che si trovano vicino ai clienti, fornendo soluzioni altamente differenziate e personalizzate.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Gennaio 2021
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Ci credo che chiudono in Italia….nei Paesi Bassi l’attuale aliquota dell’imposta sul reddito delle società applicabile agli utili superiori a 200mila euro è del 25% ma sarà ridotta al 21,7% nel 2021. Uno scatto in discesa dell’aliquota che dovrebbe garantire un elevato indice di attrazione verso le grandi società multinazionali. Al contempo, l’aliquota applicabile agli utili fino a 200mila euro sarà anch’esso ridotta al 16,5% nel 2020 e al 15% nel 2021. In più non esiste come in Italia l’IRAP.
    Aggiungiamoci che esiste anche uno stabilimento in Cina dove il lavoro costa comunque molto meno e facciamo presto a capire come l’Italia e molti stati Europei sono destinati al fallimento se non sapranno rinnovarsi e proteggersi con i dazi.
    Nel frattempo sono decenni che parliamo di riforma fiscale del lavoro…appunto parliamo…le priorità sia a destra che a sinistra abbiamo visto come siano ben altre.

    1. doink_thedoink
      Scritto da doink_thedoink

      Ottima analisi, non fa una piega.
      E a rimetterci le povere famiglie dei dipendenti che per anni hanno dato il massimo con grande professionalità e passione.

  2. Scritto da FastBeppe

    Se governo e governanti vari sono troppo presi a farsi la guerra, invece di unirsi per sostenere il paese, ecco i risultati e non dimentichiamo Whirlpool che di soldini dal nostro paese ne ha presi parecchi, e ora se ne va da Napoli (ma dovrebbe restituire i fondi ricevuti!). La cosa andava prevenuta non subita, ma come al solito si lascia andare in malora tutto.
    Insomma l’Italia va avanti un pò come il famoso ponte di Brunello in riparazione da 2 anni e mai risistemato, siamo proprio come quel ponte, non caduto, non riparato, è lì coperto di promesse e belle intenzioni.
    Vedremo come nei prossimi anni quanto una fallimentare strategia attendista sia pagante. D’altronde siamo specialisti in tasse e aumento del debito, non sappiamo attrarre lavoro e aumentare la base industriale imponibile come ben sottolineato da Felice.

  3. Dante Corti
    Scritto da Dante Corti

    Avranno fatto tutti i calcoli necessari prima di decidere che conviene “chiudere” . Non è una cosa nuova è da gli anni 90 che c’è un continuo declino della produzione industriale . soprattuto da quando si è in un mercato unico con regole e tasse differenti . L’ italia non è una persona ma un insieme di leggi, burocrazia e imposte che la fanno diventare attrattiva o meno rispetto ad altri stati, se le aziende già presenti preferiscono affrontare tutte le spese e andarsene significa che chiaramente non è un posto per la produzione industriale , soprattutto in vista dei nuovi sempre più stretti accordi con la cina . Questo è tutto … è solo forte in altri settori. Marchionne diceva : quando chiedo a investitori esteri se piace l’italia , dicono tutti che è un paese stupendo! …. ma se poi dico loro se volevano investire : …mi guardavano e dicevano ….no no no no

    1. Scritto da Felice

      Ma se tutti concordiamo sul fatto che basterebbe una seria riforma del lavoro e del fisco per far diventare questo paese attrattivo anche dal punto di vista industriale, visto l’elevato livello di competenze e di abilità artigianali, mi chiedo allora perchè non venga fatta. Forse il livello politico a cui siamo abituati è troppo scarso? abbiamo perso unità ed obiettivi condivisi? o forse molto più semplicemente ai nostri politici serve vivacchiare cambiando il meno possibile ed il primo che attua riforme viene additato come “disturbatore” e “rottamatore” del quieto vivere italiano basato su grassi stipendi con zero rendimento e risultati.
      Se un qualsiasi nostro politico fosse in una azienda privata avrebbe già perso il posto per scarso rendimento e risultati.

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