Senzatetto all’ospedale di Gallarate, il caso finisce anche in Parlamento
Sono pochi, ma spesso protagonisti di intemperanze e danneggiamenti, anche dopo che l'ospedale ha "isolato" i reparti. Dopo gli episodi degli ultimi giorni c'è anche un'interrogazione dell'onorevole Frassinetti al Ministro Lamorgese
Si torna a parlare dei senzatetto che vivono dentro l’ospedale di Gallarate. Una questione ormai decennale, che emerge soprattutto per le intemperanze di alcuni degli abusivi che dormono nel complesso ospedaliero.
Sono una mezza dozzina, i senzatetto che frequentano l’ospedale, tra cui spicca una famiglia – genitori e figlio – spesso protagonista di episodi sopra le righe. Ogni tanto ci sono danni ai distributori di caffè e merendine, negli ultimi giorni a farne le spese sono stati i cestini dei rifiuti, strappati e rovesciati. Ci sono poi le intemperanze verso il personale sanitario (urla e insulti), di cui scrivevamo già qualche mese fa, qualche episodio di minaccia più grave.
Negli ultimi giorni c’è stata una raffica di nuovi episodi: un senzatetto che si è presentato nudo davanti al nido dei neonati (con conseguente denuncia in procura a Busto Arsizio, presentata dall’azienda ospedaliera), un altro che ha danneggiato una porta d’ingresso a un reparto.
Negli ultimi mesi l‘ospedale si è mosso anche per isolare i reparti in modo che possano essere inaccessibili agli estranei («Abbiamo speso decine di migliaia di euro», ha detto il direttore di presidio Gelmi), ma rimangono i problemi sugli spazi esterni e nei sotterranei, ancora frequentati dagli abusivi.
Persone che non accettano percorsi di inserimento in strutture che pure, progressivamente, sono state avviate (oggi sono due, Casa di Francesco e Casa di Sant’Eurosia): a loro si accostano regolarmente anche i City Angels, i volontari in basco azzurro, che non hanno certo compiti di ordine pubblico, ma tentano di monitorare la situazione ed evitare che la situazione degeneri. Il coordinatore Andrea Menegotto conosce bene le «situazioni di disagio psichico e alterazione» che spesso guidano i comportamenti del pugno di senzatetto che frequenta l’ospedale (in passato almeno alcuni transitavano anche in un vicino edificio comunale dismesso).
Il caso adesso finisce anche in Parlamento, con una interrogazione dell’onorevole di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti, che ricostruisce l’evoluzione della cosa e chiede conto al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, del “clima di paura e tensioni che si respira in ospedale ha provocato disagi tra i lavoratori”. Già in passato Fratelli d’Italia di Gallarate – con il consigliere Giuseppe De Bernardi Martignoni – aveva chiesto che il problema non venisse più considerato come solo “affare interno” dell’ospedale. E ora Frassinetti chiede anche al Ministro “quando intenda garantire la presenza in modo stabile del personale di Polizia agli ingressi“, ipotizzando dunque un vero presidio del Sant’Antonio Abate.
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