Varese, e la commozione per Carla Fracci: “Quella poltrona bianca era per lei”

Il ricordo dell'étoile alle Ville Ponti mentre a Milano si celebravano le esequie. Una cerimonia che ha unito il mondo della cultura

Generica 2020

L’affetto della città per un’artista che racchiudeva in sè un’arte apprezzata dal mondo intero.

Così Varese ha voluto rendere omaggio a Carla Fracci con un evento pubblico alle Ville Ponti nell’ambito del Premio Chiara, appuntamento cui l’étoile era invitata.

E per questo ad attenderla nella sala Napoleonica è stata lasciata una poltrona bianca, per lei.

«È importante essere qui nello spazio che Carla Fracci voleva creare per Varese. Abbiamo elaborato un collage di momenti della sua vita, interviste, spettacoli. Parleremo del suo libro e saremo anche collegati con personaggi a lei vicini come Enrico Rotelli, firmatario del volume scritto con lei e Maurizio Porro, una delle grandi firme del Corriere della Sera», ha spiegato la madrina dell’evento Bambi Lazzati.

E proprio Maurizio Porro in collegamento, ha rivolto un pensiero a tutti personaggi femminili importanti milanesi che quest’anno ci hanno lasciti, «donne sincere, figure sincere di cui Milano sentirà la mancanza. Non ci saranno più donne come loro, non ci sarà mai più un’altra Carla Fracci. Erano persone ironiche, spiritose, iconiche, combattive, simpatiche. Mi manca l’essere speciale di queste donne e credo davvero che mancherà a tutti quanti».

Gli ha fatto eco il regista Andrea Chiodi, presente in sala: «Questi personaggi hanno saputo guardare alle nuove generazioni, ai giovani, a noi. Hanno segnato la nostra strada»

Il sindaco di Varese Davide Galimberti ha reso omaggio all’artista intervenendo sul palco.

Per Enrico Rotelli «Carla Fracci era una donna che pensava al futuro, non ha mai pensato al passato. Andavo tutte le settimane da lei per lavorare al libro. Un giorno mi disse “io non ho voglia di raccontarti la mia vita, raccontami tu la tua”. Per me è stato un sogno che si realizza. Mai avrei pensato di passare giornate intere con Carla Fracci sul suo divano a parlare della sua vita. Una grande lezione di umiltà».

Dal libro: “Mai ho pensato di non avere più bisogno di studiare[…]solo chi respira la polvere del teatro può vivere il palcoscenico”

Aggiunge Rotelli: «Lei era molto orgogliosa, commossa, del riconoscimento che aveva avuto da persone anche al di fuori del mondo del balletto, come ad esempio la Pivano o Montale, che le hanno dedicato delle bellissime parole. Le piaceva il fatto che fossero riusciti a dare un’immagine di lei che nessuno era mai riuscito a dare prima. Era concentrata sulla sua arte, ma era curiosa: una volta mi chiamó perché l’aiutassi a trovare i biglietti per un concerto di Patti Smith».

La chiusura della serata con le parole di Bambi Lazzati: «Grazie a Carla Fracci di essere qui oggi, nonostante non sia presente fisicamente: non pensavo, ma questi video ce la fanno sentire vicino. E siamo orgogliosi di averle fatto questo omaggio».

Intanto a Milano, alla chiesa di San Marco, l’ultimo saluto a Carla Fracci, regina della Scala spentasi giovedì 27 maggio.

Presenti alla cerimonia il sindaco Beppe Sala, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini e il sovrintendente della Scala Dominique Meyer.

Sulla bara di Carla Fracci un grande cuscino di fiori bianchi per renderle un ultimo maggio; anche all’ingresso di molti teatri italiani sono stati posti dei fiori bianchi.

«Il mondo della danza è splendido, il più bello. La cosa meravigliosa dell’abbraccio di Milano è che a salutarla sono venute  le periferie», ha affermato il marito, Beppe Menegatti.

Numerose le persone venute a salutarla, tanto da rimanere fuori dalla chiesa ad ascoltare.

Il sindaco Sala ha chiesto ad Atm di dedicare alla ballerina un tram bianco della linea 1, in ricordo di lei e del padre tranviere, di una storia tutta milanese che sa di operosità e di ascesa.

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Pubblicato il 29 Maggio 2021
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