Un “Fellini” da applausi in scena a Brebbia con il Teatro Blu

Lo spettacolo di Teatro Blu con i Kataklò di Milano, realizzato per celebrare il centenario dalla nascita del Maestro, ha lasciato il pubblico di Brebbia a bocca aperta

Lo spettacolo Fellini del Teatro Blu

Lo spettacolo multidisciplinare che Teatro Blu ha creato in collaborazione con i Kataklò di Milano per celebrare il centenario dalla nascita del Maestro, ha lasciato il pubblico di Brebbia a bocca aperta. Lo spettacolo si è tenuto a Villa Terzoli a Brebbia per la XV ed. di Terra e
Laghi festival.

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Lo spettacolo Fellini del Teatro Blu 4 di 13

Ancora una volta la scelta dell’amministrazione comunale di puntare sulla cultura ed in particolare sul teatro di qualità è stata premiata dall’esultanza di un pubblico divertito ed emozionato. Lo spettacolo, presentato dal Sindaco Alessandro Magni, soddisfatto per la riuscita delle precedenti partecipazioni al Festival e felice di poter continuare a proporre, nonostante le restrizioni, momenti di partecipazione, ha lasciato anche ieri sera un segno indelebile nei cuori degli spettatori. A tratti comico e surreale, a tratti poetico ed emozionante ha affascinato giovani e adulti che per un’ora mezza hanno seguito i voli pindarici di Titina e Tonino, interpretati magistralmente da Silvia Priori e Roberto Gerbolès, che insieme ai bravissimi performer Kataklò, hanno dato vita ad alcune scene esilaranti tratte dai film di Fellini. Uno spettacolo poetico ed esplosivo dove il teatro si mescola con le arti circensi, la danza acrobatica, immagini multimediali e le più belle melodie di Nino Rota.

Lo spettacolo Fellini del Teatro Blu

“In questo tempo siamo tutti equilibristi, trapezisti, contorsionisti – dice Silvia Priori direttrice artistica di Teatro Blu – o forse solo patetici clown di un grande circo ma sopravviviamo aggrappati ad un filo, illusi, delusi e nuovamente convinti che ce la faremo, danziamo su una corda appesa al nulla e un sorriso amaro disegnato sulla faccia qualche mese fa abbiamo pianto per il tour annullato in Germania, oggi ci asciughiamo le lacrime e torniamo a sorridere pensando alla bella serata qui a Brebbia e alle prossime repliche di FELLINI!”

Straordinario omaggio di Silvia Priori e Roberto Gerbolès al Maestro Federico Fellini, per celebrare i 100 anni dalla sua nascita. Uno spettacolo senza dubbio intenso, ricco di emozioni e di ricordi, tra clown, sogni e danza acrobatica, una corsa attraverso l’universo felliniano, complesso e luminoso.

Titina e Tonino, due personaggi nati da un bozzetto, un’ idea scartata del Maestro, si ispirano a Gelsomina e Zampanò, protagonisti del film “La Strada” e rivendicano la loro esistenza chiedendo al loro creatore ( il Maestro Federico Fellini) perché sono stati disegnati e poi buttati via. Come dice Titina: “Io sono nata su una tovaglia di un’osteria o forse su un pezzo di carta che volava via per la strada. Mi diceva ridi e io ridevo, piangi e io piangevo, balla e io ballavo. Non sapevo più cosa fare! disegnava in continuazione. Io avrei fatto qualsiasi cosa pur di stare con lui! Ma lui non mi ha mai chiamata, ero un’idea imperfetta, un’idea uscita a metà. Senza un dito, un piede, un braccio, un’unghia, ma cosa mi manca? Ma perché non mi hai fatto giusta? E così mi tocca vagare qui in questa nebbia.Se mi specchio neanche mi vedo. Niente… non sono niente… nulla si sa … tutto si immagina, non c’è inizio, non c’è fine , solo l’ infinita passione per la vita. I due personaggi entrano nella nostra umanità di persone fragili in cammino, di funamboli, ognuno aggrappato al proprio sogno in cerca di quella scintilla che dia vitalità. Una chiave onirica e surreale che libera i lacci della fantasia, entra nella fragilità dell’umano per restituirci, attraverso simboli visivi, il grande fascino e mistero del cinema e della personalità felliniane. E come afferma Tonino: “siamo a metà strada, inconclusi, non finiti… siamo in cammino, mai arrivati. Siamo effimeri, orfani… non siamo mai nati o forse nati solo a metà. Facciamo quel che possiamo.Cerchiamo di
dare senso a questa nostra fragile esistenza, non avevamo chiesto noi di venire al mondo, siamo forse semplicemente uno sbaglio… forse non avremmo mai dovuto essere qui. Ma ci siamo e ora c’è ne andiamo sperando di far ritorno o forse di sparire per sempre e così finire con questa inconclusa vita che ahimè non sappiamo ancora quale sia il suo senso… Una corposa ricchezza di riferimenti suggestivi. Si alternano davanti ai nostri occhi gli immancabili clown, la sgangherata classe di Amarcord, i pazzi, le sfilate dei personaggi che chiudevano l’avan spettacolo e 8 e mezzo, il grande telo per proiettare film come al cinema Fulgor, la litigiosa famiglia di Titta e molti altri ancora.

Tutto questo come brevi riferimenti, rapide epifanie che bucano la nebbia sulla scena rarefatta, come quella che si vede da un vagone di un treno che ci fa tornare alla memoria. Capaci di innestarsi su una favoletta, dolce e malinconica i sogni e le speranze di Titina e Tonino sono accompagnati dalle straordinarie coreografie di Giulia Staccioli dei Kataklò sulle musiche di Nino Rota. L’universo onirico eppure così carnale, terreno, di Federico Fellini raccontato attraverso i personaggi indimenticabili dei suoi film da Gelsomina, monumento di ingenuità e purezza a Zampanò, burbero e spietato con un animo tenero, passando per il matto del paese, i clown, le contadine e i fantasiosi personaggi di Amarcord. Atmosfere oniriche in cui si alternano storie di ordinaria quotidianità, scene di campagna e di festa, scene improbabili ed estreme visioni ed illusioni attraverso apparizioni clownesche e coreografie mozzafiato. Ma prima di tutto il circo! Una passione grande, una lente con la quale guardare il mondo. Il bianco
e l’augusto aleggeranno per tutto lo spettacolo dando origine a gags comiche e a momenti struggenti evocando atmosfere che richiamano l’universo dei clochard, immagini sottoproletarie da corte dei miracoli. Il mondo circense, la malinconia del clown e poi ancora i luoghi così importanti nei suoi film con i suoi personaggi immortali e indimenticabili, il fascismo, guerra, la vita lenta e densa della campagna.

Un ritratto visionario e una serie di quadri e ritratti eterogenei e assolutamente indimenticabili, fortemente caratterizzanti. La campagna, la scuola, le caricature degli insegnanti del ginnasio, il pranzo di famiglia e la strada in cui gli incontri non sono mai casuali e in cui tutto avviene e atletico e poesia, forza fisica e leggerezza, danza.

Lo stile estroso, umoristico, onirico portato sul palcoscenico da un cast di attori, clown, acrobati e circensi che in un’atmosfera rarefatta, racconteranno l’universo irripetibile di un uomo e di un artista unico e indimenticabile. Una scenografia ispirata ai disegni e ai film di Federico Fellini. Proiezioni, parole, gesti e poi ancora le musiche straordinarie per una esperienza multidisciplinare che si avvale di diverse forme artistiche, un’esperienza totale, totalizzante.

“Vogliamo ringraziare il Sindaco Alessandro Magni e il Vicesindaco Francesca Marino – conclude Silvia Priori alla fine dello spettacolo – per la loro tenacia e fede nella cultura e per averci accolto per il terzo anno consecutivo… speriamo di aver lasciato anche nei loro cuori bei ricordi ed intense emozioni”.

Lo spettacolo fa parte della programmazione di Terra e Laghi Festival, giunto alla XV edizione e sostenuto da numerose istituzioni fra cui spiccano Regione Lombardia, Regio Insubrica, Fondazione Comunitaria del Varesotto e i numerosi Comuni dell’ Insubria.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Giugno 2021
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